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  1. Cesare Nistri Rispondi
    In un paese politicamente sano dovremmo valutare la riforma della legge elettorale insieme ad una riforma generale delle istituzioni. L'urgenza contingente di cambiare la legge attuale costringe tuttavia a scegliere il nuovo sistema elettorale prima che si decida su semipresidenzialismo, modello Westminster o altro ancora. Considerando l'attuale panorama politico italiano e la sentita esigenza di maggiore governabilità e maggiore potere di scelta per gli elettori sui singoli candidati, la base di partenza per la scelta finale dovrebbe essere il sistema tedesco, in cui la logica proporzionale non esclude la presenza di collegi uninominali (anzi!). Come determinare maggiore governabilità nel sistema tedesco dato che la CDU, pur con il 40% dei voti nelle ultime elezioni, è costretta oggi a costruire un governo di coalizione? L'unica strada è quella di prevedere un secondo turno tra i primi due partiti (e non coalizioni), che nel caso di specie avrebbe portato CDU e SPD a confrontarsi per ottenere la maggioranza assoluta dei seggi. Tale maggioranza può essere pari alla percentuale di voti ottenuta dalla lista vincente al secondo turno. Tale sistema permetterebbe di dare maggiore legittimazione democratica all'attribuzione del premio di maggioranza e permetterebbe adeguata governabilità, anche qualora non si applicasse (e sarebbe a questo punto auspicabile) alcuna soglia di sbarramento. Anche la rappresentatività in Parlamento ha la sua importanza; alle ultime elezioni tedesche avrebbero conquistato seggi anche partiti che hanno mancato l'obiettivo del 5% per una manciata di voti.
  2. Filippo Crescentini Rispondi
    L'autore mi sembra un po' troppo sicuro che Renzi diventi il segretario del Pd. Si faccia riferimento alle proposte del PD in quanto tale. Il doppio turno di coalizione l'ha proposto per primo Luciano Violante e Gianni Cuperlo l'ha messo esplicitamente come alternativa al sistema con collegi uninominali con eventuale ballottaggio che è la proposta ufficiale di riforma del PD, depositata in Parlamento (l'unica) nella primavera del 2012. Un sistema che piace a tutto il PD ma, purtroppo, solo al PD.
  3. Ivano Zatarra Terzo Rispondi
    Il 3 dicembre le Corte costituzionale esaminerà, appunto, la costituzionalità del Porcellum. Il rischio, che per altri si traduce nello scampato pericolo del voto anticipato, è che l'Italia non abbia nessuna legge elettorale alla quale affidarsi o appellarsi. Con buona pace del punto 3 che rimanda tutto al doppio turno evocato solo da Renzi e al Mattarellum che non offre però reali garanzie di governabilità.
  4. Mauro Rispondi
    Concordo con la tesi dell'articolo. Anche Luca però ha ragione quando dice che una legge elettorale, da sola, non può garantire una maggioranza politica; ed è fondamentale che l'elettore possa scegliere "effettivamente" il proprio candidato. Mi chiedo solo perché, fra le possibilità per rendere "costituzionale" il Porcellum non si prende in considerazione quella di mantenere comunque un premio di maggioranza per la coalizione (o per il partito) che ha preso più voti ma limitando il premio ad un massimo del 10% dei seggi. E' vero che, come avverrebbe nel caso 1, solo chi raggiungesse il 40 % dei voti otterrebbe il 50% dei seggi. Tuttavia un premio in seggi verrebbe comunque dato, anche al Senato, dove è obbligatorio che questo sia assegnato su base regionale; ma questo premio peserebbe comunque sulle alleanze perseguibili.
    • Luca Rispondi
      A mio parere tutta questa questione sulla "governabilità" rischia di essere fuorviante. Se, da un lato l'Italia parrebbe un paese instabile politicamente, è pur vero che la stessa classe dirigente lo governa ormai da un ventennio. E da due legislature esiste una grande coalizione che ha votato insieme provvedimenti quali MES, fiscal compact, e addirittura ha cambiato la Costituzione inserendo il pareggio di bilancio. Io incomincio sul serio a chiedermi se non sia vero piuttosto il contrario. Cioè, che in Italia, qualsiasi decisione su base collegiale, ordinaria amministrazione in qualsiasi sistema democratico, sia impedita da un'oligarchia che ha immobilizzato il paese. Il Porcellum, se vogliamo, è la prova di come la volontà dei pochi, prevalga su quella del paese. Per queste ragioni, separerei con fermezza la questione dell'instabilità, dalla legge elettorale, e persino dalla riforma costituzionale. E incomincerei a domandarmi se in questo paese non ci sia un'urgente necessità di democrazia reale, di trasparenza delle istituzioni, e di correttezza nell'informazione. In assenza di tali fondamenti, qualsiasi ulteriore discussione è perfettamente inutile.
      • henricobourg Rispondi
        Perfetta l'analisi! L'opinione purtroppo è isolata! Da 25 anni che sono in Italia non ho sentito nessuno fare questa distinzione comunque evidente. Sono due questioni diverse: la scelta (in teoria diretta) dei rappresentanti (liberi da vincoli di mandato) e la formazione (non decisa direttamente dal popolo sovrano) del governo, della maggioranza di governo. Se vogliamo che anche questa seconda scelta sia diretta, dobbiamo adottare il presidenzialismo, o il semi-presidenzialismo (o l'elezione di un direttorio esecutivo). Basta con i premi di maggioranza! Basta con le liste bloccate! Basta con il voto di lista! L'unico modo di selezionare liberamente i rappresentanti e di poterli controllare è il voto individuale in piccoli collegi uninominali o di pochissimi seggi. Questo è anche l'unico modo per garantire l'accesso libero alle candidature. Henri Schmit henri.j.m.schmit@gmail.com
  5. Luca Rispondi
    Come prima cosa bisogna mettersi d'accordo su che cosa ci aspettiamo da una legge elettorale. Io chiedo solo di poter scegliere il mio candidato, non mi importa se con la preferenza, con il collegio uninominale, o con delle consultazioni all'interno di ogni forza politica. Poi si può discutere dell'eventuale premio di maggioranza, sul proporzionale o sul maggioritario, primo o secondo turno, ma sono fattori secondari. A meno che non si decida di fare cose strane (es. premi di maggioranza assurdi), come scrive giustamente l'autore, non dobbiamo aspettarci la governabilità dalla legge elettorale. Il dubbio forte è che la situazione non cambi perché, alla fine, il porcellum fa comodo ai segretari dei partiti. Sentite Calderoli cosa ha dichiarato in proposito in Parlamento: http://youtu.be/Y5JqGCYIbaA Qualche mese fa, un deputato del PD (Giachetti) propose con una mozione di abolire il Porcellum, e di conseguenza, di tornare al Mattarellum. Com'è andata a finire? Ecco: http://parlamento17.openpolis.it/votazione/camera/100053-moz-giachetti-e-a-1-53/88 Respinta. L'hanno votata solo M5S, e Sinistra Ecologia e Libertà. "A pensar male si fa peccato..." (Giulio Andreotti)
  6. vladfrulletti Rispondi
    Anche il Mattarellum a causa del 25% di proporzionale e di scorporo non garantisce maggioranze certe e stabili a Camera e Senato. Il punto è se sia più importante scegliersi il parlamentare (quindi meglio i collegi) o da chi essere governati. Ecco per me è preferibile che i cittadini abbiano il potere di scegliere il governo. Ps. il Cise calcola che nel 2006 col Mattarellum avrebbe vinto Berlusconi e che anche nel 2013 col Mattarellum il Pdl avrebbe avuto il maggior numero di parlamentari.