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Il Punto

“La legge elettorale andrà approvata a ottobre”, parola di Enrico Letta al Meeting di Rimini di fine agosto. Ma ottobre finisce tra meno di una settimana. Il rischio di elezioni aumenta. E gli italiani aspettano le regole che sostituiscano il “Porcellum”.
Prima l’Ici, poi l’Imu e la Tarsu, e ancora la Tares, anzi no: la Tari e la Tasi. Il groviglio surreale delle tasse sugli immobili non è solo nelle sigle ma -ancor più- sui criteri di imposizione. Cerchiamo di vederci chiaro e – conti alla mano – di capire chi guadagna e chi perde con le ultime contorsioni tributarie introdotte dalla Legge di stabilità. Purtroppo a rimetterci sono soprattutto i cittadini con i redditi più bassi.
Una lettura consigliata mentre la Banca centrale europea ci informa su quale tipo di vigilanza eserciterà su 130 grandi banche entro un anno. Cosa sono risk assessment, asset quality review e stress test? Fondamentale sfruttare il tempo che ci separa dall’inizio della vigilanza della Bce per rimettere ordine nella governance delle nostre banche, popolari in testa. Dall’inizio di questa grande depressione 1.500 sportelli bancari chiusi e meno dipendenti per filiale: così gli istituti di credito italiani reagiscono alla crisi. E ne fanno le spese soprattutto le piccole e medie imprese.
In arrivo la riforma dei servizi pubblici per l’impiego. Vediamo cosa prevede e se funzionerà. Molti i dubbi: troppe istituzioni coinvolte, rapporto con i privati ancora nella nebbia, appesantimento burocratico, assenza di servizi per le imprese.

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Prove di vigilanza della Bce: cosa rischiano le nostre banche

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Un esercito di disoccupati e inattivi

  1. -Tassa sugli immobili: era inevitabile, ma vi devono essere dei limiti che i comuni non possono superare, ma devono essere limiti molto bassi, altrimenti diventa una vera imposta e non una tassa. Ricordo che la tassa non è altro che il corrispettivo di un servizio specifico reso, mentre l’imposta e’ il corrispettivo di un servizio indivisibile, lo stato da servizi collettivi indivisibili, la difesa la giustizia ecc.
    -Banca Centrale europea: non deve più dipendere dalla Germania di deve cambiare la sua governance, più poteri agli altri paesi. Gli effetti della politica monetaria della Bce sono noti a tutti, oggi ha colpito anche le banche: 1500 sportelli chiusi hanno provocato 7.500 disoccupati con il costo a carico dello stato o con prepensionamenti e quindi costi per la banca che vengono riversati con addebito sui C/C.
    – Pubblico impiego: non viene eliminata la “casta”, non se ne viene fuori, si devono applicare nel pubblico impiego le stesse regole del privato, chi sbaglia e chi non fa il suo lavoro paga e viene anche licenziato. La riforma deve partire dal lavoratore stesso, deve aumentare la sua produttività che oggi è molto bassa, e’ il vero problema dell’Italia, lo stesso servizio fatto nel privato occuperebbe un terzo dei lavoratori occupati oggi nel pubblico.

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