logo


  1. Filippo De Marco Rispondi
    Dott.Resti, mi potrebbe giustificare piu' in dettaglio la sua affermazione "non è un mistero che la classificazione dei crediti a rischio segua, nel nostro paese, regole più rigide che altrove"? Come si spiega allora che la Banca d'Italia abbia richiesto ulteriori accantonamenti per le sofferenze bancarie sui crediti delle banche italiane (http://online.wsj.com/news/articles/SB10001424127887323854904578635912695767402)? Nell'articolo del WSJ si fa esplicitamente riferimento al fatto che BankItalia abbia richiesto accantonamenti per €3.4 bil. per crediti che non erano stati classificati come sofferenze da alcuni istituti di credito. Grazie
  2. Marcello Rispondi
    I metodi dovrebbero essere discussi prima e poi effettuata l'analisi. Il rischio che certi paesi più forti politicamente ed economicamente (leggasi Germania) da sempre restii ad avere qualcuno che ficchi il naso nelle loro banche (ma cosa mai avranno da nascondere) premano per regole che nascondano le loro rughe (titoli tossici in pancia troppo alti), ma evidenzino quelle degli altri (titoli di stato di paesi supposti a rischio come l'Italia). Qui occorrerebbe farsi sentire prima e rendere trasparente e noto il metro di giudizio. Altrimenti è tutta fuffa.