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Il Punto

Si profila all’orizzonte una pericolosa collusione fra banche e politici che cercano soldi per finanziare operazioni di breve periodo nella rivalutazione del patrimonio di Banca d’Italia. Vediamo i termini del problema e poi perché non è certo questo il momento di affrontarlo.
Premio Nobel per l’economia a Hansen, Fama e Shiller. Tutti e tre hanno impiegato metodi statistici ed econometrici per capire quanto sono effettivamente efficienti i mercati azionari. Evitiamo per favore le letture ideologiche: in comune il tentativo di far parlare i dati anzichè dar voce ai pregiudizi.
Ecco chi sono i consiglieri d’amministrazione di Poste Italiane che decidono l’acquisto di Alitalia da parte dell’azienda pubblica, cioè coi nostri soldi. Competenze in materia: zero. Come non ne sanno nulla il premier Letta e il ministro Lupi, grandi sponsor dell’operazione. Speriamo arrivi un segnale di dissenso dalla Corte dei conti e dai cda delle banche coinvolte. Altrimenti non ci resterà che confidare sull’Antitrust europea.
La Commissione europea ha deciso di vederci chiaro nella regolamentazione delle professioni, uno dei campi in cui l’Italia ha le norme più anticoncorrenziali che frenano la crescita sociale ed economica. Chissà che da Bruxelles non riescano a scardinare le corporazioni che il nostro Parlamento difende strenuamente!

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Un Nobel per tre

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Banca d’Italia e il mistero delle quote

  1. CB

    Apprezzo molto le notizie flash per aggiornare sulle iniziative, il più spesso improprie (uso un termine diplomatico), del nostro establishment.

  2. Romano

    Il vice-ministro Fassina l’altro ieri in TV ha giustificato l’intervento con il medesimo argomento sostenuto 5 anni fa da Berlusconi: l’Italia ha bisogno di una compagnia di bandiera per favorire il turismo. Nonsense! Ho provato a cercare dei voli su Expedia, immaginando di voler trascorrere il prossimo fine settimana in Italia. Ecco i risultati: da Parigi per Firenze AirFrance propone un volo diretto (2 h), Alitalia un volo con scalo a FCO (8h20′); da Londra per Venezia BA propone un volo diretto (2 h) e così Easyjet (2 h), Alitalia un volo con scalo a FCO (13h40′); da Bruxelles per Cagliari Ryanair propone un volo diretto (2h25′), Alitalia un volo con scalo a LIN (4h00); da Francoforte per Bologna Ryanair propone un volo diretto (1h30′) e Alitalia un volo via Parigi (12h30′). Ci saranno forse delle buone ragioni per non far fallire Alitalia, ma il turismo verso l’Italia ha rinunciato già da tempo a contare sulla compagnia di bandiera. Dall’inaugurazione di Malpensa, oltre venti anni fa, Alitalia ha cancellato tutti i collegamenti diretti tra qualunque aeroporto estero e l’Italia, salvo Roma e Milano. Forse si pensava di assicurare così a Malpensa una clientela “captive”; invece si è condannato Alitalia a condividere il fallimento del nuovo aeroporto.

  3. Guest

    ALI – TAGLIA, più che una compagnia di bandiera sembra un gagliardetto stropocciato da tutti.

  4. Piero

    La collusione tra banche e politica e’ la normalità da quando si è insediato il governo Monti con il commissariamento di fatto dell’Italia con il sigillo di Napolitano. Il motto e’ “le banche devono essere salvate perché garantiscono l’unione monetaria, l’economia reale può anche morire”, tutti i provvedimenti sono in linea, anche l’ultimo provvedimento di Letta fa regali fiscali alle banche e non alle imprese. Non ci dobbiamo meravigliare di ciò, alla fine e’ stato messo all’economia Saccomanni, ricordate ha minacciato le dimissioni quando i partiti volevano esprimere un loro parere autonomo sui provvedimenti, stiamo assistendo al governo delle larghe intese dove i due partiti parlamentari non hanno nessun potere, sono solo chiamati a premere il pulsante al parlamento.

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