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  1. Piero Rispondi
    Concordo, ma il problema dell'Alitalia non è quello attuale, viene dal passato, si vuole tenere una compagnia area di bandiera quando non abbiamo la governance capace di amministrarla? Abbiamo fatto distruggere ricchezza ai vari amministratori che sono usciti impuniti, anzi con liquidazioni, e oggi assistiamo ad uno stesso scenario. Mi auguro che il nuovo amministratore delegato abbia un programma industriale non come quello dei suoi predecessori. In sintesi ci può essere il finanziamento ma se è collegato al piano industriale, non si può fallire, non abbiamo più tempo per i tentativi. Personalmente non viaggio più con Alitalia da tempo per il disservizio. La compagnia va rifondata: a mio avviso si deve prendere un manager che non deve avere condizionamenti politici.
  2. Enrico Rispondi
    In realtà torna tutto, è suffuciente guardare la compozione delle quote nella Banca d'Italia.(Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Banca_d%27Italia#I_partecipanti_al_capitale_della_Banca_d.27Italia) Il conflitto di interessi è macroscopico Intesa Sanpaolo S.p.A. 30,3% UniCredito Italiano S.p.A. 22,1% Assicurazioni Generali S.p.A. 6,3% Cassa di Risparmio in Bologna S.p.A. 6,2% INPS 5,0% Banca Carige S.p.A. 4,0% Banca Nazionale del Lavoro S.p.A. 2,8% Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. 2,5% Cassa di Risparmio di Biella e Vercelli S.p.A. 2,1% Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza S.p.A. 2,0%
  3. Cristiano R Rispondi
    Forse c'è un piccolo conflitto di interesse a vari livelli. Penso che i 200 mil di crediti sarebbero più utili per le PMI e famiglie che sanno come tenere i conti in ordine.
  4. PAolo masiello Rispondi
    Dopo l'Ipo Royal Mail a + 36% della collocazione http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-10-11/londra-pieno-royal-mail-063914.shtml leggere di questa operazione è surreale.
  5. Donatella Chiostri Rispondi
    Non torna niente, o meglio, torna tutto.