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  1. ANA MARIA Rispondi
    Buongiorno vorrei fare una domanda: i ragazzi che hanno già sostenuto SAT e ACT con anche i subjets dovrebbero comunque fare gli invalsi? Ritengo che i ns. ragazzi siano svantaggiati nella preparazione curricolare pre universitaria in quanto alla maturita i ns ragazzi portano 10 materie di pari preparazione e se desiderano studiare all 'estero viene chiesto loro 95/100 + SAT + 2 SAT SUBJETS + IELTS /TOEFFL ;considerando che i risultati con i quali accedono sono oramai sopra i 700 punti per i SAT!!). Mentre il resto di Europa porta 3/4 materie alle loro maturita'. Così come e' concepita ora e' autodiscriminante verso l'Europa
  2. Alessandro Balestrino Rispondi
    Sono in linea di massima d'accordo con le valutazioni di Gianni De Fraja, in particolare condivido la sua posizione sull'INVALSI, che mi sembra pensato per una valutazione statistica e non individuale. In particolare, se io studente so che la prova INVALSI mi viene valutata come un tema o una versione, allora sono incentivato anche a copiare se necessario pur di avere un voto sufficiente, il che falsa ovviamente la validita' statistica del test. Sull'orale si puó discutere, ma non vedo la necessità di farne un uso eccessivo nelle valutazioni, io stesso privilegio lo scritto negli esami della mia materia (insegno Scienza dele finanze). Ma andrei oltre nella riforma dell'esame di maturita', vorrei che fosse concepito più come una piattaforma per il futuro che una ricapitolazione del passato, che può esser fatta anche con gli scrutini. Quindi potrebbe esser consentito agli studenti di fare prove solo in materie che poi sono magari richieste nelle prove di ammissione ai corsi di laurea univeristari e così via (con qualche eccezione: italiano e matematica dovrebbero forse essere sostenute da tutti, di altre si può parlare, ad esempio vedo bene filosofia, ma è un parere mio). Certo questo richiederebbe una coordinazione molto maggiore fra unniversità e scuola, altro capitolo ampio e che non si può affrontare qui.
  3. Enrico Rispondi
    Concordo con Michele. In effetti lo "scritto" obbliga ad esprimersi in modo chiaro e diretto, è facilmente contestabile in quanto resta e può essere analizzato anche successivamente per approfondimenti, dà meno adito a risposte verosimili. Per le materie scientifiche è insostituibile, in quanto molte materie non sono esprimibili oralmente se non facendo semplificazioni che nulla hanno a che vedere con la materia in sè (pensate alla matematica, per esprimerla oralmente o ripeto teoremi, passaggi, formule come un pappagallo oppure le spiego per come le vedo io, ma il bello "formule" è che sono tali comunque le si veda, quindi si introduce un elemento personale che nulla ha a che vedere con la conoscenza della materia e che è assurdo valutare)
  4. michele Rispondi
    Anche io non capisco tutto questa importanza data agli orali, in teoria se mi so esprimere negli scritti, automaticamente saprò esprimermi negli orali.