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  1. Antonino Di Lorenzo Rispondi
    Finalmente si comincia a capire che l'abolizione dell'imu sulla prima casa,ancora non ufficiale visti gl' ultimi ricatti,non é un regalo ma semplicemente una sostituzione con altre più care e redditizie mettendo fine a una tassa male impostata e poco utile.Lo stato fa solo confusione senza risolvere alcun problema:mancano le idee per trovare le soluzioni.Son due anni che sto cercando di attirare la loro attenzione su un mio lavoro risolutivo di tutti i problemi senza riuscirci.Forse studiano e non vogliono essere disturbati. Saluti e complimenti......
  2. Andrea Rispondi
    Molto spesso, secondo me, non si tiene conto del fatto che l'Italia rappresenta un'anomalia in tema di tassazione delle abitazioni. Siamo stati nel passato un popolo che ha creduto fortemente investire nel mattone; la capacità di risparmiare dei nostri avi ha contribuito a creare un bacino di benessere per noi giovani, concedendoci il lusso di possedere una casa di proprietà. L'abolizione dell'Imu non è una battaglia ideologica, è una battaglia di buon senso! L'Europa dovrebbe capire che ogni Paese ha avuto una sua storia e che le tasse non si possono applicare in egual modo in tutti i Paesi.
  3. Salvatore Magrì Rispondi
    Ma quel paragone con gli altri stati è improprio! Bisogna premettere: 1) negli altri stati la pressione fiscale sulle persone è di 10/15 punti inferiore alla pressione media italiana 2) negli altri stati i servizi non sono pessimi come i nostri 3) negli altri stati si taglia, taglia, taglia, mentre da noi invece di "affamare la bestia la si continua ad abbuffare con nuove tasse". La verità è che la battaglia sull'Imu è diventata una battaglia ideologica anche fra gli studiosi della materia. Non posso credere (nemmeno se lo vedo!) che non si possa tagliare il mare magnum della nostra spesa pubblica di 4 miliardi di euro.
  4. Fabio Rispondi
    Buongiorno, mi limito a una sola puntualizzazione: in Italia, i media tendono a creare molta confusione tra prima casa e abitazione principale, due concetti molto diversi. E poi si è aggiunto, impropriamente l'espressione seconde case. La inviterei a contribuire a spiegare ai lettori che l'IMU è stata abolita sulle abitazioni principali non sulle prime case (se un cittadino ha una sola casa ma la affitta, paga l'IMU a meno di situazioni particolari). Parimenti, il discorso delle seconde case, immagino sia in realtà valido per gli immobili che non sono abitazioni principali purché in altro comune rispetto a quella principale. E' corretto? Grazie mille. Distinti saluti. Fabio Pisi Vitagliano
    • AM Rispondi
      Anche in diversi studi i termini di casa principale, casa di residenza e prima casa sono usati spesso con il medesimo significato. In altre parole se si possiede una sola casa e si risiede in città in una casa in affitto, la casa fuori città viene chiamata seconda casa anche se è l'unica di proprietà.
      • Alberto Rispondi
        La differenza tra abitazione principale, casa di residenza e prima casa è palese come lo è una locazione da un affitto, ma spesso gli stessi comuni (quindi non solo i medium) facevano coincidere, del tutto arbitrariamente, abitazione principale con casa di residenza (dove sussiste l'obbligo formale di residenza anagrafica) per l'applicazione delle aliquote ICI agevolate nella fattispecie di contratti di locazione a canone concordato. C'è da chiedersi il perché di ulteriori complicazioni; forse perché nella complessità l'aumento degli errori è esponenziale e di conseguenza...
      • Fabio Rispondi
        Ha ragione anche in altri studi si usano questi termini. Purtroppo rimane un uso improprio. Del resto anche le agevolazioni sulla prima casa possono essere diverse da quelle sulla abitazione principali. Le prime, ad esempio, si hanno in fase di acquisto indipendentemente dalla residenza. Le seconde sono fortemente legate alla residenza. La giurisprudenza distingue i concetti e troverei opportuno non mescolarli in modo incorretto.
  5. AM Rispondi
    Condivido pienamente quanto scrive l'Autore, soprattutto con riferimento alle seconde case (i loro proprietari talora non sono proprietari della casa dove risiedono). Ribadisco la mia idea secondo la quale dovrebbero avere qualche forma di voto amministrativo anche i proprietari delle seconde case, in particolare se si concederà il voto ai residenti stranieri. In molti comuni turistici i proprietari di seconde case, oltre che a coprire in gran parte le spese dei comuni (talora gonfiate con assunzioni non necessarie di elettori locali) sono esclusi da alcuni servizi, ad es. parcheggi gratuiti per i residenti (che votano) e solo a pagamento per i proprietari non residenti, trattati come turisti di passaggio.
    • Valter Martinelli Rispondi
      Oppure più semplicemente vendere la seconda casa e con i soldi ricavati pagarsi bellissime vacanze nei migliori alberghi del posto, serviti e riveriti. Insomma, un po' come succede nel resto del mondo.