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  1. antonio gasperi Rispondi
    il contrbuto affronta un argomento estremamente complesso con cognizione di causa in tema economico, i commenti svariano su tematiche politico-filosofiche, il che dimostra che noi italiani abbiamo ancora una percezione dell'Europa di stampo idealistico. riguardo all'ipotesi di maggior attrattività per i paesi meno ricchi avanzata dall'autore, si può dire che essa è nello spirito dei costituenti europei Schuman, Adenauer, De Gasperi, anche se non nell'interesse di tutti i membri del club, ma solo di quelli che hanno un modello sviluppo export-led.
  2. Fla Rispondi
    Esisteva già un piano perchè: "la Germania divenisse il “paese d’ordine” in Europa, che il suo sviluppo fosse prevalentemente industriale, con qualche concessione per l’alleato storico, la Francia, e che gli altri paesi europei si concentrassero nella produzione agricola e svolgessero funzioni di serbatoio di lavoro; infine che le monete europee confluissero nell’area del marco, per seguirne le regole.". L'economista Paolo Savona centra bene il punto, ed ecco a cosa serve l'allargamento dell'Unione. Ah dimenticavo, il piano di cui parla Savona è il Piano Funk, e fu ideato nel 1936...
  3. Davide Denti Rispondi
    La questione del "demos" è antica e dibattuta. Molti politologi non credono affatto che serva un demos per tenere in piedi un'unione politica (si veda ad esempio Nicholaidis e il concetto di demoicracy, ma anche Habermas). Allargamento e coesione non sono necessariamente in contraddizione. Lo appaiono ora, perché l'allargamento coinvolge principalmente paesi più poveri. Ma in passato ha coinvolto e.g. Austria, Svezia e Finlandia, contribuendo alla coesione. Oggi anche l'Islanda è un candidato (anche se si è messa on hold per il momento). Inoltre, esistono effetti dinamici dell'allargamento: l'integrazione microeconomica, firm-level, tra vecchi e nuovi paesi membri (e.g. Germania/Polonia, Austria/Slovacchia) è un fattore che aumenta la competitività di entrambi e favorisce la coesione.
  4. Luciano Pontiroli Rispondi
    Tra allargamento e maggiore coesione non sembra esservi alcun nesso logico; anzi, si tratta di due indirizzi contraddittori. Un'Europa federale richiederebbe l'esistenza di un demos europeo: più si allarga, meno probabile è la sua creazione.