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  1. Pierfrancesco Rispondi
    Come è stato giustamente scritto, l'interferenza della "politica" nella gestione delle banche non è una prerogativa di MPS, in altre forme è presente in molte banche italiane. La BPM (in questo caso sono i sindacati) solo per citarne una con aspetti giudiziari e di risonanza mediatica simili e con anche una acquisizione (BDL) effettuata a prezzi sproporzionati. Tuttavia non colgo l'accusa che viene mossa alle fondazioni in relazione al non voler guardare ad una redditività di lungo periodo. Chi shareholder che operi a livello globale oggigiorno ha un orizzonte di investimento superiore ai 2/3 anni ? Lo short-termism è un problema, ma non certo solo delle fondazioni bancarie italiane, perchè una soluzione al problema MPS (e simili) dovrebbe essere l'ingresso nel capitale ad esempio di fondi di investimento con orizzonti forse ancor più brevi rispetto a quelli delle fondazioni ?
  2. NewDeal Rispondi
    Sul tema fondazioni POLITICO-bancarie, dovrebbe probabilmento pronunciarsi un costituzionalista, vista la, ingiustificata, pervasiva presenza dello Stato anche in questo settore. Il tema, ancora incredibilmente irrisolto, e' quello 1) del credito all'economia reale 2) la stessa esistenza/modello di business delle banche Italiane. 'A long, dry summer.Smaller banks on Europe’s periphery are still struggling to find funding'-The Economist, 24 Agosto 2013
  3. Piero Rispondi
    Il mondo bancario, in Italia, gode di una protezione senza paragoni nel mondo, oltre al caso Mps,possiamo anche vedere lo scandalo dei diritti di opzione del patto RCS, acquistati da Intesa ad un prezzo cento volte superiore al loro valore di mercato, tutto ciò per aiutare gli imprenditori del patto, naturalmente la minusvalenza andrà scaricata sui correntisti; ciò per dire che l'intreccio non è solo con le fondazioni ma anche con le grandi famiglie di imprenditori; di questo problema se ne è palato molto poco.
  4. Ilaria Lucaroni Rispondi
    sono assolutamente d'accordo sulla prima conclusione in merito ai rapporti Fondazione - banca, nonostante tutta la riforma per la nascita delle Fondazioni bancarie (dalla legge Amato al D.lgs 153/99, fino alle sentenze della Corte Cost.) abbia cercato negli anni di sciogliere questo laccio. La Fondazione Monte dei Paschi era una delle poche a mantenere ancora la quota di maggioranza nella banca conferitaria ma, questione che aveva ben posto Zagrebelsky al XXI° Congresso Acri (testo disponibile online), ravvivando la discussione di una tediosa giornata di autocompiacimento, il peso delle Fondazioni nel sistema bancario continua ad essere significativo a seguito delle aggregazioni bancarie. Così come, nonostante le sentenze della Corte Costituzionale, la presenza pubblica continui ad essere estremamente rilevante attraverso l'autonomia statutaria.
  5. Piero Rispondi
    In tutto il mondo la banca sarebbe stata acquisita dallo stato, in Italia e' ancora un giocattolo della fondazione, tanto pagano sempre i correntisti. In italia le fondazioni sono i peggiori azionisti delle banche, la politica non è riuscita a sconfiggere tale potere.
  6. Giuseppe Rispondi
    Molto interessante. Solo una perplessità: perchè il cost income del 2011 e 2012 citato (80-85%) non corrisponde a quello esposto nel bilancio consolidato del Gruppo, pari rispettivamente a 64,2 e 66%?