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  2. matteo Rispondi
    Non ho mai trovato un ristoratore dire che il cibo del proprio ristorante non è buono così come difficilmente Benedetto e Torrini potranno mai parlar male dell'operato dell'ANVUR. Volendo approfondire in spirito critico il tema suggerisco anche di leggere i commenti non in odore di conflitto di interessi. http://www.roars.it/online/la-valutazione-della-ricerca-in-italia-in-ritardo-e-tecnicamente-inadeguata/
  3. Hans Suter Rispondi
    ho ascoltato stamattina questa intervista di Rob Johnson a Mariana Mazzucato sul ruolo dello stato nell'innovazione. Mi piacerebbe capire se la ricerca dell'ANVUR può in qualche modo essere collegata a questa prospettiva. Ma da solo non ci arrivo. Qualcuno ha voglia di aiutare ? http://www.youtube.com/watch?v=yPvG_fGPvQo
  4. Giuseppe Rispondi
    L'articolo non fuga i dubbi di poca trasparenza e di comportamento arbitrario dell'ANVUR. a) non si comprende perché alla presentazione pubblica del 16 luglio (e nel rapporto per la stampa) si sia sentita l'esigenza di mostrare classifiche di atenei diverse da quelle contenute nel rapporto e per di più senza darne una chiara evidenza. b) L'esigenza di semplificazione non è giustificata se si tiene conto che la presentazione pubblica è avvenuta alla presenza del Ministro Carrozza e di altri soggetti istituzionali. c) Manca l'assunzione di responsabilità (da parte di un soggetto istituzionale come l'ANVUR) di avere mostrato pubblicamente delle classifiche di atenei che sono risultate inficiate da scelte arbitrarie dell'Agenzia. Per di più nell'articolo si definiscono "aspetti marginali di cui non meriterebbe discutere" quando invece sono di grande rilievo in quanto gli articoli sui giornali con le classifiche degli atenei hanno avuto una grossa eco. d) Non viene chiarito perché sia stato messo in vendita con il Corriere della Sera un libro che contiene delle classifiche errate e senza sentirel'esigenza di dare agli acquirenti notizia delle correzioni effettuate. Come già avvenuto in precedenza con le liste di riviste e le mediane per le abilitazioni, l'ANVUR mostra un comportamento poco trasparente e una eccessiva disinvoltura nella gestione dei dati.
  5. Claudio Braccesi Rispondi
    L'Anvur distruggerà le residue possibilità che in Italia si possa far ricerca di base ed applicata con l'obbiettivo di avere ricadute concrete sul sistema culturale, economico e sociale del Paese. Infatti ogni ricercatore, capita l'antifona, sta lavorando febbrilmente a migliorare i propri indici, il cui limite tenderà all'infinito, senza curarsi ovviamente delle ricadute possibili della sua attività che non siano strettamente legate al miglioramento della carriera. Ben diverso sarebbe stato un sistema di valutazione che cominciasse a capire chi è 'inoperoso' ed a valorizzare tutte le attività potenzialmente utili a migliorare le ricadute concrete della ricerca nella società. D'altra parte ormai, a livello Europeo, la ricerca non esiste più. Esiste solo una lobby che inventa tematiche assurde e sulla base di queste si spartisce i fondi. Auguri a tutti i geni che d'ora in poi rovineranno l'Università e la Ricerca. Naturalmente lavoce.info è una delle punte di diamante della blasonata lobby autoreferenziale: gode di buona stampa, è moderatamente e correttamente di sinistra, agisce come canale di distribuzione di meriti e benemerenze. Alla faccia di chi in Italia vorrebbe lavorare. Claudio Braccesi