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  1. johanan_57 Rispondi
    Le competenze per diventare DS non si acquisiscono attraverso un concorso pubblico, anche se ovviamente la conoscenza delle basi giuridiche deve essere dimostrata, ma ciò che conta è la " prassi " cioè la capacità di calarsi nella realtà giornaliera per organizzare e risolvere i problemi che si presentano; penso sia molto più utile un " tirocinio " che veda il candidato impegnato per almeno 3 anni; un po' come si fa per i dottori nei corsi specialistici. Un tutor dovrebbe valutare il comportamento del candidato posto di fronte a problemi organizzativi e didattici , secondo un percorso, definito; questo significa intanto che al concorso non debbano accedere candidati che non abbiano maturato una esperienza didattica inferiore a 5 anni almeno, perché solo chi ha esperienza nell' insegnamento ha affrontato problematiche in ordine alla didattica, ai rapporti interpersonali con i colleghi, gli alunni , il DS ed il personale ATA, senza dimenticare che l' esperienza con colleghi professionali e scrupolosi consente un apprendimento " organizzativo " senza pari. Giovanni Rossi, Ingegnere e Docente da 29 anni
  2. Dario Quintavalle Rispondi
    Moltissimi uffici pubblici non hanno un dirigente e sono retti da un funzionario di qualifica inferiore sottopagato.
  3. michele Rispondi
    I concorsi per dirigenti - e prima per presidi - hanno sempre avuti alcuni vizietti di fondo. Primo fra tutti una certa disinvoltura "organizzativa" grazie alla quale chi attivava i corsi di preparazione al concorso si ritrovava a volte, direttamente o indirettamente, tra i soggetti valutatori. Anni fa ebbi occasione di fare, grazie al web, un rapido escursus comparando i nominativi di formatori e valutatori. I risultati li segnalai - NOMINATIVI COMPRESI - ad alcuni quotidiani (Il Fatto e Repubblica ne diedero qualche seguito) , perché evidenziavano, ad esempio, come funzionari d'alto rango del dipartimenti ministeriali fossero stati cooptati come consulenti da agenzie di formazione di vario tipo, che proponevano corsi di preparazione ai concorsi. Ora, è vero che competenze di funzionari di alto livello possono esser utili alla formazione dei futuri dirigenti, visti i meandri burocratici che caratterizzano normative e funzioni; è altrettanto vero, però, che chiunque sia stato al corrente di queste iniziative probabilmente legittime ma borderline ispirate quantomeno a una sorta di captatio benevolentiae preventiva, non può poi meravigliarsi se accade anche di peggio, grazie a presunte sbadataggini che mettono a rischio regolarità degli esiti o tempistiche importanti. Queste conseguenze non derivano prevalentemente , come sembra suggerire l'autrice di questo testo, da una eccessiva attenzione leguleia al metodo che sovrasta il merito. Derivano dalla atavica insistenza italica a considerare il metodo come flessibile eticamen aggiustabile, rappezzabili. Consuetudine che consente - a volte - anche una tacita spartizione della fetta, non diversa da quella baronale degli incarichi universitari, tra fazioni politiche, sindacai, professionali diverse. Ogni tanto, ed è questo quel che è capitato non solo in Lombardia, qualcuno vien colto con le mani nella marmellata, ma con l'alibi già pronto: le disfunzioni sono addebitabili a leggerezze tecniche, mai a malversazione. Presumo, in questo caso, al cartolaio che ha fornito inadeguate buste e i contenitori degli elaborati. Ci si lamenta che, alla fine, a far le graduatorie provveda la magistratura amministrativa? Magari, dico: se lo facesse più spesso andando al fondo del fenomeno forse certe "casualità" troverebbero nome e cognome e non accomodamenti postumi che cercano di salvare capra e cavoli, spero non anche dirigenti capra in nome dell'emergenza. Com'è accaduto diverse volte nei concorsi riservati, che han frettolosamente prodotto "manager scolastici" dopo pochi, risibili e rarefatti interventi formativi. Le scuole sono collettività educanti, l'autonomia riconosceva loro questo ruolo che presuppone organismi che rappresentino l'intera comunità con chiarezza di compiti e funzioni, e senza eccessivi squilibri di potere. L'autonomia efficace è frutto di una competenza/intelligenza collettiva o non è, ma il mito ideologizzato del preside manager (che non specifica poi neppure di che se non attraverso editti/circolari austroungarici...) ha portato solo a una misera autoreferenzialità. incarnata in ruoli prefettizi di figure spesso inadeguate e neppure solo per colpa loro. E' che la complessità non si governa con le scorciatoie, né in azienda né a scuola. La si rappresenta, organizza, interpreta. Che la scuola italiana sia messa com'è messa, per cui ogni volta che emerge una positività ovvia si deve quasi gridare al miracolo, non è che la conseguenza di questo pre-giudizio ideologico. Lo stesso che pensa che la concentrazione e l'autonomia del potere sia la panacea di tutti i mali, in ogni campo.
  4. Simonetta Cavalieri Rispondi
    Prof.ssa Cocchi il suo articolo descrive una situazione paradossale in cui si trova oggi la scuola, in particolare quella lombarda, vittima di una busta poco adatta a un pubblico concorso, di una amministrazione superficiale e pressapochista non all'altezza del compito o di che altro? Non possiamo pensare che tutto questo sia avvenuto quasi per caso. Grazie
  5. Carlo Rispondi
    E' una vecchia storia questa dei concorsi "truccati" e non solo del mondo della scuola ( quella dei giornalisti, quella dei notai, quelle degli esami di stato per esercitare la professione di avvocato ... chi più ne ha più ne metta!) In Italia ormai non si riesece ad organizzare una selezione seria che si basi sul merito e sulla competenza. E intanto la scuola pubblica muore e con essa muore il paese. Oddio non è che senza un dirigente, la scuola non possa funzionare ugualmente; sono talmente tanti i mali della scuola ( strutture insufficienti, carenza di insegnanti)
  6. loremaf Rispondi
    Ma dietro tanta imperizia nasce spontanea una riflessione sul fatto vi è una chiara volontà politica di avere mani libere per fare e disfare come meglio si crede la selezione relativa ai dirigenti e non solo in questo. E' chiaro il fatto che le modalità dovranno cambiare e da subito, ma forse è il caso che qualche dirigente del MIUR e delle stesse sedi regionali dovrebbe essere impegnato in altre attività, per manifesta inadeguatezza e imperizia.