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Valutazione fa rima con generazione


Sono stati presentati a Roma i risultati della valutazione della qualità della ricerca in Italia nel settennio 2004-2010. Il grafico qui sotto fornisce alcuni dati sulla relazione tra qualità della ricerca e anno di nascita del soggetto valutato nell’area di economia. Come si può facilmente notare, per le generazioni più anziane (nati prima del 1945) il punteggio medio è inferiore a 0,15 in ciascuna delle tre sub-aree tematiche (economia, management e statistica). La cesura generazionale interviene prima a economia e statistica che a management. Si registra in tutti i casi un forte aumento della qualità della ricerca per le più giovani generazioni. Colpisce anche il basso punteggio medio di management, pari circa alla metà di quello di economia e statistica in tutte le classi di età.
Cattura
Nota: per voto medio si intende il voto medio dei ricercatori calcolato come rapporto tra la somma del punteggio medio dei lavori presentati da ciascun ricercatore e il numero di soggetti valutati.

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  1. Ivana Schirru

    E coloro nati tra il1976 e il 1980?

  2. alessandro

    “il voto medio dei ricercatori calcolato come rapporto tra la somma del punteggio medio dei lavori presentati […]”
    e come avete calcolato il punteggio medio dei lavori presentati?

  3. Stefano

    interessante. ma il valore negativo dei “manageriali vecchi” come si spiega?

  4. ajejebrz

    la cosa curiosa è che allo stesso tempo il punteggio medio tende a migliorare con l’avanzamento di carriera (ricercatore –> professore associato –> professore ordinario), fatto che sembrerebbe contrastare con la “generazione” di riferimento

  5. marcello

    Valutazione fa rima con PhD e dottorato.
    Non dovrebbe essere sfuggita la diretta corrispondenza tra le generazioni e l’introduzione del dottorato di ricerca in Italia avvenuta nella seconda metà degli 80. L’istutizione dei dottorati di ricerca ha consentito l’internazionalizzazione della docenza e un primo accesso ai circuiti di ricerca internazionali. In una prima fase si poteva optare anche per il doppio degree essendo consentita la frequenza in un dottorato italiano e uno straniero. Questo dovrebbe spiegare, ma lascio il divertimento agli econometrici, la discontinuità della generazione 1956-1960. L’aumento della qualità della ricerca delle generazioni più recenti segnala anche una maggiore internità, proprio in relazione alla crescente internazionalizzaizone della docenza, ai circuiti editoriali delle riviste prestigiose, anche qui lascio agli econometrici la valutazione della rilevanza del network (gradi di relazione) nell’accesso ai top journals.

  6. Daniele

    Lo studio spiega le scelte politiche: far lavorare i vecchi, lasciare a casa i giovani

  7. mariannabonina

    Ci sono e ci sono state ottime e ottimi ricercatrici e ricercatori anche tra i nati negli anni ’20 e ’30. Potrei citare degli esempi, ma preferisco di no. Rimangono comunque attuali.

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