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GIOVEDì 28 AGOSTO 2014


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  1. BOLLI PASQUALE Rispondi

    Tanto per far rumore o, come avrebbe detto Manfredi, "tanto pe cantà". Il programma "Diritto al futuro" è come i tanti altri cantà: il ponte di Messina, la Banca del Sud, la spazzatura di Napoli, la ricostruzione in Abruzzo, la lotta alla criminalità politica, i conti in ordine dello Stato e, per ultimo, il Federalismo. I giovani devono convincersi che il loro futuro è nelle mani dei vecchi. Quando dico vecchi, mi riferisco ai vecchi che ci governano. I giovani per cambiare dovranno essere protagonisti del loro destino. Oggi, sono disaggregati e volutamente emarginati. Questo è solo l'anteprima, perchè, se si entra nel merito del provvedimento, si riscontrano stupidità e banalità nemmeno commentabili. Se non si volta pagina, per i giovani, una casa, una famiglia ed un futuro sono solo miraggio nell' assolato deserto Italia!

  2. Vincesko Rispondi

    Pannicelli caldi. Occorre invece, dopo aver mandato a casa questo governo retto da incompetenti, agire su 4 direttrici: 1. la prima, emanando una rigorosa legge sul regime dei suoli, basata su tre pilastri: la prevalenza dell'interesse pubblico; la titolarità esclusiva pubblica delle scelte attinenti il governo del territorio; la pianificazione, in coerenza con i benchmark europei; 2. la seconda, realizzando un piano corposo di edilizia residenziale pubblica (sovvenzionata, convenzionata e autocostruita http://www.alisei.org/italia/italia.html ); 3. la terza, attuando un piano di rottamazione edilizia (V. http://www.radicali.it/download/pdf/casa.pdf ). 4. la quarta, ripristinando l’ICI sui ricchi e gli abbienti (terza tranche Berlusconi: 2,5 miliardi circa, cfr. post http://vincesko.ilcannocchiale.it/post/2558596.html), che va vincolato alla misura fondamentale di un piano corposo di edilizia residenziale pubblica e popolare. Ipotizzando un costo/appartamento di 100 mila €, si potrebbero costruire 25 mila appartamenti all'anno di buona qualità, cioè più di 10 volte quelli che si costruiscono attualmente in media in un anno.

  3. Massimo Tosatto Rispondi

    Mi sembra la classica misura che serve esclusivamente a fare pubblicità. il mercato edilizio ha bisogno di maggiore fluttuazione e non di misure che tengono alti i prezzi e sono, in realtà, contro il mercato libero, che, peraltro, è "mercato" quando c'è domanda e i prezzi salgono, e diventa una "perversione" quando la domanda fisiologicamente scende e i prezzi, teoricamente, dovrebbero abbassarsi. Chiaro che un governo di costruttori edili non sia il massimo per prevedere questo, soprattutto in un ambiente in cui i prezzi permangono alti e le vendite sono in diminuzione, portando a una sparizione dal mercato stesso di alloggi che i proprietari non hanno interesse a vendere. Cosa si dovrebbe fare allora? Le cose che si dicono sempre, non è colpa nostra se hanno costruito case con stanze da lager che vendono a prezzi insostenibili, ma non vedo perché lo stato dovrebbe mantenere i costruttori o i venditori. Con questo ragionamento dovrebbe allora garantire le vendite dei titoli azionari o i valori delle auto. Fate scendere i prezzi perché non sussidiate più il mercato e punite gli alloggi vuoti, alleggerite le tasse sugli alloggi occupati e vedrete che i giovani potranno comprare...