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MERCOLEDì 17 SETTEMBRE 2014


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  1. marco Rispondi

    Diciamo tutta la verità: non è solo un problema di credere che sia vero che l'inquinamento umano sta cambiando gli equilibri naturali, è un problema di onestà intellettuale e per essere onesti bisogna rispondere a questa semplice domanda: chi comanda il grande gioco dell'energia? Per produrre l'enegia che serve per tutte le attività umane, si bruciano combustibili fossili e si produce CO2. Chi controlla la produzione e la vendita di combustibili fossili? Paesi Arabi e aziende petrolifere americane. Pochi che controllano tutto e tutti, presidende USA compreso, tanto da dettarne l'agenda politica: Bush insegna, e Obama conferma, vedi Copenaghen. A prescindere dalla riduzione del livello di CO2 e temperatura che ne deriverebbe, il passagio a fonti alternative eviterebbe la dipendenza dai produttori e sopratutto dai continui sussulti nei prezzi dei prodotti energetici rendendo molte nazioni, Italia per prima, più libere e indipendenti nelle decisioni. Non è solo una questione di aria pulita e di futuro dei nostri figli e nipoti, è soprattutto una questione di $, di tanti $ a cui nessuno, per ora, vuole rinunciare.

  2. claudio giusti Rispondi

    Il problema è che nessuno ha spiegato come sia stato possibile avere cambiamenti climatici così importanti e veloci negli ultimi 3.000 anni.

  3. marco Rispondi

    Condivido quanto espresso da DDPP e Alemi. Mi pare che le tesi dell'IPCC debbano essere suffragate da prove serie e non da trucchetti statistici (vedi articolo). Il rapporto dell'NIPCC contrappone argomentazioni valide almeno quanto quelle dell'IPCC ed è stato sottoscritto da molte migliaia di scienziati veri, non coinvolti con la politica. E' indispensabile che anche da noi si leggano le tesi pro e contro di fenomeni come l'AGW prima di buttare via risorse immense che potrebbero essere usate per mitigare i possibili effetti di un Global Warming forse causato da cicli solari, eruzioni vulcaniche, mutamenti nelle correnti oceaniche, ecc. Meglio ancora usare le risorse per pianificare uno sviluppo razionale della popolazione umana prima di ritrovarci con 20 miliardi di abitanti e per diminuire il consumo di risorse non rinnovabili.

  4. savio Rispondi

    La tesi di Mhyrvold non è nuova. Vi sono importanti premi nobel - ad es. Kary Mullis - che hanno spiegato che i cicli solari sono molto piu' influenti sul clima dell'attività dell'uomo (a meno che non vogliate considerare gli uomini della stessa importanza del sole, energeticamente). Mullis dice che siamo fortunati a poter uscire in terrazzo la sera perchè viviamo tra due ere interglaciali, la norma è l'era glaciale. Il solare è diventato un business facile perche' assistito dai governi. Serve forse ai professionisti dell'apocalittico, cioe' a chi guadagna dall'industria dell'apocalittico.

  5. DDPP Rispondi

    Gentili Autori, sono ormai parecchi anni che nessuno affronta il problema che determina l'attuale situazione ambientale o, in ogni caso, ne costituisce la principale causa. Mi riferisco alla curva di incremento demografico. Dopo il congresso mondiale sulla sovrapopolazione del 1989 a Bucarest, l'argomento ha smesso di esistere. Durante quel congresso si verificò l'alleanza tra paesi totalitari, paesi terzomondisti e movimenti religiosi, cattolici ed islamici. Le Nazioni Unite recepirono i motivi votati nel congresso e la crescita demografica divenne un tabù. Mi sono sempre chiesto come sia possibile affrontare e discutere dei problemi ambientali in modo intellettualmente onesto senza contare (fare di conto) quanto ogni nuovo nato inciderà sull'equilibrio ambientale. ddpp

  6. Mario Alemi Rispondi

    Quindi chi solleva critiche, e non del tenore di Superfreakonomics, al paradigma del Global Warming e` un "negazionista", da paragonare a chi nega l'olocausto e altri simili crimini. Andiamo bene. Paul Reiter (una sua lettera all'Economist), professore al Pasteur Institute, o Freeman Dyson e altri scienziati... son tutti "negazionisti". Le parole sono importanti, e uno scienziato che tacci di "negazionista" chi osa contaddirlo o mettere in dubbio la sua tesi fa pensare che le biblioteche bruciate non siano quelle di chi grida la fine prossima e certa del pianeta. Per la cronaca, Galileo non si trovava d'accordo con il paradigma dominante. Non lo paragonerei ad un ur-Phil Jones, che certo ha avuto la possibilita` di dire quello che voleva, e di ricevevere sostanziosi finanziamenti. Saluti