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MARTEDì 21 OTTOBRE 2014


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  1. Davide Rispondi
    secondo me dovrebbe essere impignorabile dopo che è stato pagato tutto il mutuo, e i prestiti dovrebbero essere erogati con meno interessi. poi sono le persone che dovrebbero scegliere cosa ipotecare se gli servissero i prestiti.
  2. edoardo Rispondi
    Generalmente un mutuo dura circa 20 anni,e possono succedere tante cose tra cui perdita del posto di lavoro o chiusura della propria attività.Tal volta chi non riesce a pagare il mutuo prima casa non riesce a pagare neanche le altre cose. Dobbiamo proprio togliere la casa emetterlo in una strada,magari con due figli a carico.Dovrebbe essere creato un fondo che viene alimentato da un piccolo prelievo sulla rata mutuo per garantire coloro che veramente sono in grave crisi economicaMettendo la casa all'asta ci guadagnano solo le banche che rientrano dei propri soldi maggiorati degli interessi a volte al limite dello strozzinaggio.Lasciando le persone senza casa e nei guai.
  3. giancarlo Rispondi
    Sulle conseguenze della non-pignorabilità della prima casa non andrebbe considerato il sovradimensionamento del numero di prime case. L'attuale regime Imu considera prima casa solo quella di dimora abituale.
  4. S.R. Rispondi
    Perché si parla di " mettere al riparo la prima casa dalla voracità del fisco"? Quelle avviate da Equitalia sono delle azioni per il recupero di crediti certi, liquidi ed esigibili! Certo in un prima fase il comportamento di Equitalia può esser stato anche "odioso" ma con i correttivi fin qui messi in atto mi pare che le cose siano cambiate... Personalmente ho conosciuto piccoli imprenditori che per pagare le rate del mutuo per l'acquisto della prima casa non versavano i contributi INPS o l'Iva mensile o trim. o, ancor peggio le ritenute alla fonte... A questo punto, terminato il pagamento del mutuo, la casa - dal punto di vista economico - a chi appartiene?
  5. Antonio Console Rispondi
    Il bene ""casa di abitazione" è diverso dal bene casa sic et simpliciter. È giusto che l'abitazione ossia il principale luogo di riferimento delle famiglie, abbia una tutela volta alla salvaguardia della sua funzione. Tra l'altro il nostro ordinamento già prevede alcune forme di "protezione" ad es. il fondo patrimoniale. Quindi bisogna tenere distinte le espropriazioni di Equitalia, che in ogni caso riscuote crediti pubblici, dalle espropriazioni per interesse delle banche. Le banche per finanziare gli acquisti potrebbero ricorre a forme di finanziamento sul modello del leasing immobiliare, o della vendita a rate con riserva della proprietà, cosa che supererebbe il problema della pignorabilità in quanto già sarebbero proprietarie del bene che pertanto non sarebbe oggetto di pignoramento.
  6. Antonio Console Rispondi
    Si potrebbe fare così: Equitalia espropria la casa di abitazione del debitore, cedendola ad un Ente Gestore di Edilizia Residenziale Pubblica oppure al Comune nel cui territorio è sita. L'ente concede in locazione il bene, con prelazione, a canone sociale, all'ex proprietario e/o alla sua famiglia, a tempo determinato, massimo 40 anni, con patto di riscatto, nel quale parte del prezzo sarebbe costituito dal monte dei ratei dei fitti pagati. Altrimenti nuova locazione a prezzo di mercato, con prelazione all'ex , ovvero a canone sociale a favore degli aventi titolo.
  7. Walter Bonivento Rispondi
    Da non economista mi sembra che la questione sia sempre la stessa da 200 anni, ora qui si applica alle ipoteche, ma il discorso non cambia: l'economia di mercato per essere efficiente ha bisogno di meccanismi che sono spesso impopolari. I provvedimenti popolari riducono invece l'efficienza del sistema. La gente mediamente questo concetto non lo capisce o non lo accetta per ragioni ideologiche e i populisti ballano! In questo specifico frangente e' la prima ipotesi a valere.
  8. Luca Rispondi
    Se la prima casa non è pignorabile, chi la vorrà comprare dovrà avere il contante, dato che nessuna banca di ti finanzierà!