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VENERDì 22 AGOSTO 2014


  1. BARBARA BARROSO Rispondi

    Verificate quanti dipendenti pubblici soffrono della sindrome di bornout! Dipendente pubblico che conferisce fidanzata, figlia incarichi di consulenza, con il beneplacito del vigilatore. Lo stesso dipendente che suggerisce, consiglia, impone materiali edile, la ragione sociale della ditta... questi da chi sono perseguiti?

  2. AM Rispondi

    Nei grafici riportati nell'articolo, l'asse verticale indica la percentuale di chi ha ricevuto nei pubblici uffici richieste di denaro. Orbene questo non sempre avviene anche se si sospetta la corruzione. Miei conoscenti in due comuni brianzoli sono stati trattati con iniquità in tema di edificabilità. Nessuno dei due, a dir il vero, ha ricevuto e ricusato espliciti inviti a versare tangenti e tantomeno si è attivato offrendo tangenti. Altre persone sono state invece "fortunate" ottenendo tutto quanto richiesto. Resta il dubbio, senza alcuna prova, che questi "fortunati" abbiano in qualche modo aiutato la fortuna con qualche pagamento sottobanco. Potrebbe invece trattarsi di simpatia o del fatto che le amministrazioni comunali privilegiano i residenti in quanto elettori. O ancora potrebbe essere pura casualità.

  3. bob Rispondi

    avendo per 10 anni lavorato in una multinazionale ho un mio punto di vista della corruzione. I fatturati della grandi aziende sono per il 40% frutto di corruzione, nel senso del termine che traduce questa parola. Abbiamo visto quando sono poco credibili certe classifiche e certe valutazioni da parte di organi cosidetti terzi ( basta pensare alla crisi Americana). La disinformazione sistematica ha sempre prodotto economia, a vantaggio di alcuni e svantaggio di altri. Oggi internet in tempo reale ci porta una notizia, per cui se questa notizia la aggiustiamo per ns. interessi capiamo quali danni può creare. La valutazione di corruzione è come l'evasione: chi crea più danni il salumiere che non emette 10 scontrini o la banca o la società che aggiusta un bilancio di miliardi di euro? Chi è più corrotta la Romania o la Svizzera? Aggiungo, che la Piccola Corruzione potrebbe essere mitigata dalle regole chiare, la Grande Corruzione no. E' più facile disuadere "l'infermire rumeno" con un buon stipendio, che fare rinunciare la gestione di enormi capitali "sporchi" ad un "banchiere svizzero"

  4. Marco S. Rispondi

    La ringrazio per questo ottimo articolo. Per ciò che concerne la "piccola corruzione" conosco molto bene la situazione romena. E non sono sorpreso dal trovare la Romania in vetta alla graduatoria. Da storie di vita personali ho appreso che la corruzione endemica, per servizi pubblici dovuti, si è diffusa in Romania durante la crisi dello stato socialista, ed è poi esplosa nella transizione al mercato. Una delle ragioni giustificative addotte è la scarsa retribuzione del personale, ad es. nella sanità pubblica, dove è uso comune pagare mazzette financo per servizi essenziali (infermieristici e medici). Un tentativo di soluzione è stato l'introduzione di tichet sanitari, una sorta di legalizzazione, attraverso un aumento del costo dei servizi, forse destinato a finanziare sopratutto le strutture a cui i pazienti si rivolgono. E' vero infatti che la piccola corruzione sembra essere forte dove/quando la domanda del servizio, anche pubblico, è pressante, mentre l'offerta risulta insufficiente. Non ho elementi scientificamente validi o cmq. sufficienti per dire se la soluzione sia stata efficace ,anche parzialmente.Per ciò che riguarda l'Italia credo ci siano differenze sulla piccola corruzione rispetto alla Romania (e il grafico lo confermerebbe). In Romania avrei molti esempi per testimoniare che la corruzione è in effetti sintomo di una crisi generale e di molti malfunzionamenti specifici (su singoli servizi essenziali) del rapporto tra stato e cittadino. In Italia questa stessa crisi negli ultimi anni ha riguardato anche importanti settori economici, come l'edilizia, divenuta a mio avviso abnorme, troppo importante, per più ragioni, o scelte, di politica economica. Da noi la corruzione, piccola e grande, ha a che vedere con la confusione normativa, con la scarsa abitudine della politica a costruire contesti corretti, piuttosto che a metterci le mani dentro. Ma la mia impressione è che settori come l'edilizia, privata e forse pubblica, in modo diverso, siano interessate da estesi fenomeni di corruzione, mescolati con i problemi di mafia, camorra e 'ndrangheta, e con fenomeni di pressione di gruppi per accaparrarsi risorse pubbliche (e private). Scommetterei sul fatto che tra la fine degli anni ottanta e la fine degli anni novanta ci sia stato qualche parziale miglioramento

  5. marco Rispondi

    Sono i cittadini che devono incominciare a ribellarsi dal basso e a fare pressione sul sistema affinchè cambi- Se i cittadini indiani non avessero incominciato a disubbidire agli inglesi sotto la guida di Ghandi gli inglesi non se ne sarebbero andati...In parlamento ci sono un centinaio di condannati più gli inquisiti e i poco di buono- Potranno mai dei pregiudicati e dei corrotti capitanati da capi anche peggiori mettere mano seriamente alla materia?Siamo arrivati alla situazione paradossale di avere dei fuorilegge che fanno le leggi....e infatti più facilmente esce qualche condono o qualche scudo fiscale!-C' è bisogno di un forte rinnovamento della classe dirigente per poter affrontare i nodi del paese in modo serio e credibile non con i soliti sotterfugi nell'interesse dei soliti noti

  6. ugo Rispondi

    Non ritenendo utile impostare la questione della corruzione in termini morali, sociologici, storici o antropologici, sono del parere che essa vada capita e quindi affrontata sul piano della legalità e degli strumenti di controllo della stessa. In un Paese che da quarant'anni ha un sistema incentrato sulla dichiarazione dei redditi "universale" (che tale resta anche in presenza della vasta area di imposte sostitutive e cedolari ) l'ipocrisia è quella di non sottoporre al controllo della liceità della ricchezza acquisita tutti coloro che dichiarino redditi incongrui rispetto ai consumi e ai patrimoni immobiliari e finanziari (rilevanti o meno). In altri termini, essendo l'equazione "somma dei redditi prodotti = patrimoni accumulati e consumati, non si capisce perchè non si debbano impostare i controlli sulla corruzione partendo da tale assunto, imponendo cioè l'inversione dell'onere della prova a carico di chi esibisce patrimoni (ripeto, rilevanti o minimi che essi siano) rispetto a reddit incongrui dichiarati (ad esempio partendo da coloro che per legge - come i dipendenti pubblici - sono legati al proprio datore di lavoro dal vincolo dell'esclusività!).

  7. PDC Rispondi

    I corrotti al potere si cooptano perché ciò garantisce l’impunità. Le libere elezioni diventano una pura formalità nel momento in cui il processo è giunto a compimento in ogni forza politica… e mi pare che quasi ci siamo.