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GIOVEDì 31 LUGLIO 2014


  1. Maurizio Settembre Rispondi

    La scarsità di liquidità, mi ricorda l'Argentina ex-ante al default... Analogarmente l'Italia sta seguendo lo scenario Argentino (moneta forte ed economia interna debole), non va bene una delle 2 salta. In Argentina utilizzarono 200 monete complementari per arginare la scarsa liquidità, oggi come ieri. Suggerisco che l'Italia deve spingere l'uso delle monete locali (complementari) per tutelare i cittadini e distretti industriali. Napoli nell'aprile 2007 fu la I città ad adottare la moneta complementare SCEC (sconto che cammina), formalmente è uno sconto, ma sostanzialmente è una moneta. E emesso in accredito, proprietà del portatore, gartis, es. 25,00 euro di spesa 20 sono pagati in euro e 5 in SCEC (la percentuale di accettazione è tra il 10-30%) a sua volta anche il dettaglio utilizza gli scec per le proprie spese. Non c'è nessuna perdita secca. Inoltre trattiene e fa circolare la ricchezza su quel territorio, rilanciando l'economia locale... E' un ottimo paracadute post-default di uno stato... Suggerisco anche alla La Vove.info a tutti di interessarsi alla moneta complememntare SCEC. Grande distribuzione ha i fornitori in tutto il Mondo trasferisce ricchezza. Maurizio Settembre

  2. Maurizio Settembre Rispondi

    In questo momento di scarsa liquidità, siamo proiettati allo scenario argentino (moneta forte ed economia interna debole) non va bene una delle 2 salta, come successe in Argentina. A Napoli hanno adottato una moneta complementare SCEC che gira insieme all'euro nella percentuale tra il 10-30%, in questo modo aumenta il potere d'acquisto, aumenta il giro d'affari, trattiene la moneta sul territorio, facendola circolare sempre sul territorio, benefici: incrementa il potere d'acquisto dei cittadini; aumenta il giro d'affari riduce la competizione tra i Cittadini, non crea debito pubblico. SCEC (sconto che cammina) non c'è nessuna perdita secca per il dettaglio che accetta questo sconto a sua volta ottiene anche lui lo sconto presso tutti gli altri operatori convenzionati. Il problema: banche e grande distribuzione drenano risorse dal territorio, perché hanno i fornitori nel resto del Mondo. E' anche un paracadute post-default di uno stato. L'argentina quando saltò utilizzò 200 monete locali... Invito a tutti compresa La Voce.info a divulgare e far conoscere le potenzialialità delle monete complementari.

  3. Piero Rispondi

    Con piacere finalmente leggo dei commenti realistici, che hanno individuato la causa di questa strana crisi, le manovre rigorose fatte dai singoli stati non servono ad altro che aumentati il potere dei burocrati, a scapito dell'economia reale e dei lavoratori sia dipendenti che autonomi, quindi riappropriamoci della sovranita' monetaria se la Bce non muta atteggiamento immediatamente, basta con queste manovre insensate.

  4. Supporter Rispondi

    In questo periodo leggo una montagna di documenti, interventi e considerazioni relative alla macroeconomia ed alla gestione del debito provocato dalla crisi e dalla particolare condizione dei paesi dell' Eurozona. Secondo molti siamo nei pasticci poichè, senza sovranità monetaria, qualsiasi operazione di risanamento non basterebbe mai a metterci al riparo dalla speculazione. Ossia che l'Euro, in queste condizioni, in mano ad una BCE non prestatrice di ultima istanza, è stato un pasticcio, uno sbaglio. Ora queste cose , relegate per più di 10 anni in un oblio, giustificato peraltro dalle scarse conoscenze in materia in possesso dell'opinione pubblica, arrivano a toccare profondamente le nostre vite e, a proposito o sproposito, molti cominciano ad interrogarsi seriamente se tutto ciò non sia sbagliato. E non parlo solo di quelli che dicono che "L'Euro è stato un crimine" ma anche solo di chi chiede con insistenza l'emissione degli eurobond e di mitigare l'intransigenza monetaria tedesca che sembra essere più un dogma che una cosa oggettivamente utile. Serve un dibattito aperto, una parola di verità: perchè ci serve l'Euro? Non dovremmo per lo menocambiare le regole?

  5. Giorgio Rispondi

    Sto rileggendo il XVI capitolo de La grande trasformazione di Polanyi che penso conosciate e che descrive quello che sta succedendo a noi ora. La folle situazione nella quale ci troviamo dipende unicamente dal fatto che la BCE non può o non vuole finanziare gli Stati dell'euro. Un problema che era stato superato abbandonando l'oro è stato ricreato con l'essersi imposti un'assurda impossibilità di stampare moneta. La manovra del Governo Monti non serve a nulla, la deflazione dovuta alla rarefazione della moneta è il rischio maggiore che distruggerà tutti a partire dallo Stato. Non possiamo fare la fine dell'Argentina, se la BCE non si muove dobbiamo uscire dall'Euro al più presto. Cordiali saluti.

  6. fulvio gnesda Rispondi

    Una provocazione : meglio il default che tanto per la gran parte degli italiani cambierebbe poco .un governo ,passato ,che ha favorito gli evasori in tutti i modi ,portandoci a questo disastro annunciato in cui la crisi mondiale gioca il solo ruolo di acceleratore ; e quello attuale che costretto a far cassa subito non farà altro che tartassarci per rimanere in europa favorendo vieppù gli evasori stessi .allora giù la saracinesca chiuso per default ...

  7. Piero Rispondi

    Finalmente un articolo sopra la media, all'opzione dell'uscita dall'euro vi e' solo l'intervento della bce che deve annunciare la monetizzazione del debito dei paesi euro( almeno il 50% in un decennio, circa 500mld all'anno, gia' fino ad oggi ha acquistato 200 mld), un tale annuncio riporta il mercato finanziario alla normalita'. Solo gli irresponsabili possono pensare che l'ammontare del debito paesi euro si possa pagare con singole politiche di bilancio. In conclusione politica monetaria espansiva con strumenti non convenzionali per guarire il passato, politiche di bilancio rigorose ( mai piu' politiche di deficit spending per il futuro) per competere nel futuro globalizzato ( l'economia del futuro premia gli stati leggeri, con minore costo pubblico). La politica monetaria espansiva porterà alla parità del cambio con il dollaro, con Venere io dell'export in America, portera' ad un aumento dell'inflazione che aiutera' al pagamento del residuo debito pubblico. Rientra nei compiti della bce, perche' se vuole mantenere la stabilita' della moneta ne deve salvaguardarne l'esistenza

  8. michele Rispondi

    la bce deve revocare il quantitative easing a chi non immette liquidità nel sistema, restando il denaro, specialmente a istituti di credito in transazioni dove la stessa bce assume il rischio di controparte; deve sanzionare gli istituti reticenti, con una sospensione selettiva di Selettiva di Basilea III. chi meno presta, maggiori riserve deve accanntonare presso la bce.

  9. michele Rispondi

    Qualche economista, magari dalla Voce.info, dovrebbe ipotizzare la sospensione degli accordi di Basilea III. E' assurdo imporre ora alle banche di avere maggiori riserve sul capitale prestato, significa alzare il costo del denaro e provocare una stretta al credito, quando la fiducia nel mercato interbancario è già ai minimi storici. Le BCE e la ED si assumono il rischio di controparte e di cambio con gli istituti di Oltreoceano. La BCE dovrebbe essere garante anche dei maggiori finanziamenti tra istituti dell'Eurozona, cosa che ridarebbe ai mercati una fiducia mediata dall'autorevolezza dell'istituto, e minori iniezioni di liquidità nel sistema. La fiducia nel mercato interbancario può tornare se dietro ha un'attenta politica monetaria, potremmo dire della "carota e del bastone" Se la BCE è garante delle transazioni e le banche tornano a prestarsi euro, si riducono i quantitative easing fra banca centrale e quelle private. Di contro, la banca centrale deve prestare denaro agli istituti a patto che questi lo prestino a famiglie e imprese, e prima ancora di tutto questo alle altre banche private che ne facciano richiesta sul mercato.

  10. Diego Valiante Rispondi

    Se l'Italia va giù, crolla l'euro e forse l'Unione Europea come la conosciamo oggi. Nessuno vuole questo. L'intervento del FMI è già sui tavoli di molti leaders mondiali. Ci sono però molti punti di controversia. Non parliamo degli aspetti prettamente politici di questo intervento. L'ammontare che il FMI dovrebbe fornire all'Europa, senza un incremento delle quote, potrebbe essere troppo elevato rispetto alle disponibilità che il fondo può mettere in campo a breve. Il totale delle quote degli stati membri è di circa 700-800 miliardi di $ (non ricordo l'ammontare esatto), di cui l'Eurozona contribuisce con circa il 21% (quindi deve togliere parte di quel 21%). Altri paesi, quali gli Stati Uniti (che contribuiscono con il 16%), non sono in una posizione tale da poter offrire un intervento sostanziale. L'ammontare del debito dell'Eurozona è di 8.000 md circa. L'intervento diretto delle banche centrali sembra inevitabile. La roadmap ideale dovrebbe essere: intervento BCE (il FMI interviene a supplenza), coordinamento politiche fiscali, Eurobonds e parziale swap dei debiti nazionali, ristrutturazione dei debiti.

  11. PPIERANGELINI Rispondi

    Purtroppo lo scenario descritto è abbastanza realistico, per chi va in default è un massacro economico e sociale, ma pure per gli atri paesi (Germania compresa) non mi sembra che le cose andrebbero bene visto che esporta una larga fatta proprio nell'area Euro, al momento e anche dopo ci potrebbero sempre guadagnare gli speculatori Internazionali, come hanno insegnato le crisi precedenti,che si gettano come cani famelici sulle prede più deboli, speriamo che gli insegnamenti del passato servano a qualcosa, in questo momento la politica (nazionale ed europea) è debole mentre l'economia finanziaria internazionale è forte.

  12. Carlo Rodini Rispondi

    Probabilmente per il governo Berlusconi è meglio un default che avere alle calcagna la giustizia, è meglio occuparsi di impedire le intercettazioni ecc.

  13. stefano cingolani Rispondi

    Il suo scenario è davvero orribile e si regge su molti se, soprattutto se Bce e Fmi non intervengono. Capisco la Bce con le sue rigidità teutoniche. Ma mi può spiegare perché il Fmi? La sua missione è intervenire come ha fatto in Italia nel 1976 e poi negli anni '90 in Messico, Thailandia, Argentina, ecc. E' chiaro che i costi sarebbero comunque altissimi, ma lei pensa che ci sia una deliberata volontà della comunità internazionale e degli Usa di spazzar via l'Italia dalla carta geoeconomica? Potrebbe tracciare uno scenario se il Fmi interviene? grazie, stefano cingolani

  14. Maurizio Rispondi

    Mi sembra che alcuni degli elementi di questo scenario siano già in corso, e questo mi preoccupa molto; tanto più che la classe dirigente del Paese sembra non aver compreso per niente la direzione intrapresa. Nessuno accetta il fatto che oggi siamo di fronte ad uno scenario impensabile fino a qualche anno fa e dove sbagliando le scelte si rischia di farsi male, molto male. Le elite sembrano concentrarsi sul tirare a campare ed anche la "gente" continua a farsi distrarre dai media ma stiamo correndo verso il disastro.

  15. andrea Rispondi

    Era ora che scriveste un articolo su questo particolare aspetto della crisi. Bisogna sempre sperare per il meglio ma prepararsi al peggio!