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04.07.2002 
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Una voce per interrompere la campagna elettorale permanente

No, in Italia non c'è un "regime". C'è, per fortuna, libertà di espressione e di critica. Si può liberamente manifestare, protestare, perfino girotondare. Molti lo hanno fatto in questi ultimi mesi, prova inequivocabile del fatto che si può marciare contro, che scendere in piazza è consentito e tollerato. Bene. Possiamo tirare un respiro di sollievo. Ma ci sono anche spazi che si stanno chiudendo pericolosamente nel dibattito pubblico. Sono gli spazi di chi vuole applicare un metodo di analisi rigoroso allo studio di problemi sociali complessi, discuterne pacatamente con chi la pensa in modo diverso, sforzarsi di capirne le ragioni e gestire i conflitti, che non significa necessariamente soffocarli sul nascere, ma saperli governare.

Vogliamo essere obiettivi e indipendenti. In Italia è difficile esserlo. Si applica la par condicio anche a chi utilizza le proprie competenze al solo scopo di appurare la verità. Quando si discute in pubblico del famoso "buco di bilancio", degli effetti dell'introduzione dell'Euro o dei risultati delle politiche per l'emersione, bisogna invitare "esperti" di destra e di sinistra, come se ci fosse una verità di destra e una di sinistra! C'è poi una pericolosa e crescente concentrazione del potere mediatico. Una sola persona controlla, direttamente o indirettamente, le principali 6 reti nazionali, con una audience di oltre il 90 per cento. Questo condiziona il confronto civile spingendo a schierarsi, a prendere posizioni estreme. Si può solo essere pro o contro. Non è dato assumere posizioni equilibrate. Bandite pressochè del tutto dalle TV le riflessioni, le analisi, l'informazione che vada in profondità. Seppure caratterizzato da una vivace concorrenza, è preoccupante anche l'assetto proprietario dei quotidiani: tra i cinque maggiori quotidiani, uno è controllato dalla medesima persona che controlla le 6 reti televisive, gli altri da gruppi industriali i cui rapporti economici col governo spesso si scontrano con le esigenze di una stampa libera. Anche se non mancano giornalisti e direttori coraggiosi, l'indipendenza della stampa è appesa ad un filo sottile.

Così, senza quasi accorgercene, siamo entrati in una campagna elettorale permanente, in cui ogni demagogia è concessa e ogni informazione viene guardata con sospetto. Prevale uno stile di governo da opposizione, in cui si è provocatori a parole e demagogici nei fatti. Innumerevoli le provocazioni verbali e i conflitti ricercati, spesso artificiosi. Come se si fosse scientemente cercato di radicalizzare le posizioni. E chi sta per davvero all'opposizione, tende il più delle volte ad accettare questo terreno di scontro, interpretando il proprio ruolo come quello di chi urla e batte i pugni sul tavolo, anziché di chi propone alternative credibili all'azione di governo.

Permetteteci di usare la nostra voce in un altro modo. Cercheremo di informare e di offrire uno strumento di approfondimento per chi non si accontenta del giudizio sommario e delle parole d'ordine. Ci chiameremo "La Voce", una voce libera e indipendente, così come lo furono quelle di Giuseppe Prezzolini e di Indro Montanelli. Informeremo e, soprattutto, proporremo analisi indipendenti di fatti e notizie, sperando di offrire un servizio utile a tutti coloro che accettano di misurarsi, senza pregiudizi, su questioni complesse. La nostra ambizione? Vogliamo essere competenti nella critica, provocatori nei contenuti ed equilibrati nelle proposte.

Sarete voi stessi (Internet ci dà la possibilità di interagire coi nostri lettori) a dirci se ci saremo riusciti. Meglio, potrete dirci se ci stiamo riuscendo ed aiutarci a migliorare in corso d'opera. Potrete giudicare la coerenza delle cose che diciamo, l'accuratezza delle nostre previsioni, rileggendoci a distanza di mesi. Internet ci offre anche questa possibilità. E' un mezzo di comunicazione ancora elitario. Ma è già una élite estesa e, se lo vorremo, potremo trovare insieme il modo di fare sentire la nostra voce e le nostre informazioni ad un pubblico più vasto. Per il momento vi chiediamo solo di aggiungere ai vostri siti preferiti www.lavoce.info e iscrivervi al nostro sito in modo tale da ricevere segnalazioni non appena un nuovo articolo appare.