
Alitalia è un pozzo senza fondo. Si buttano dentro montagne di soldi, ma svaniscono nel nulla. L’unica via d’uscita passa attraverso un valido partner industriale. Nessuno ha rimpianti? Le donne con figli in Italia, dice un rapporto internazionale, sono svantaggiate e discriminate. Il governo non sembra avere l’intenzione di porre rimedio. Anzi, l’annunciata detassazione degli straordinari e il paventato quoziente famigliare vanno in senso opposto.
Quando i fondi sovrani sono di paesi non democratici, le società da loro partecipate possono soffrire un disagio etico e d’immagine. Perché non creare un rating da attribuire ai fondi sovrani in base alla democraticità del loro proprietario? L’aumento di prezzo degli alimentari colpisce i poveri, ma allo stesso tempo aiuta gli agricoltori poveri. E’ la volatilità dei prezzi che danneggia gli uni e gli altri. Come assicurarli contro questi rischi? Le imprese che delocalizzano sono le più grandi e produttive del loro settore. Ma non tutte le modalità di “offshoring” danno i migliori risultati. Vediamo perché.
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Dal 29 maggio al 2 giugno il Festival dell'Economia di Trento che include una serie di incontri con gli economisti de lavoce.info. Nel nostro spazio, anche un concorso fotografico tra i lettori.
Lavoce.info sostiene Un'idea per l'economia, premio del Collegio Carlo Alberto di Torino.
Alitalia continua a perdere soldi. Tanto che senza il prestito ponte forse non sarebbe riuscita a pagare gli stipendi di maggio. Eppure, se si confrontano i costi del primo trimestre 2008 con quelli del primo trimestre 2007 si vede che, dopo dodici mesi di allarmi ed emergenza, su questo fronte non è stato ottenuto nessun risultato. Il problema di Alitalia non è un problema finanziario, ma di piano industriale. Per il quale serve un solido partner industriale. Ma non vorremmo che aspettare il socio significhi rinviare all'infinito il tentativo di raddrizzare i conti.
Nel rapporto di Save the Children l'Italia è agli ultimi posti fra i paesi europei per condizioni di salute, lavoro e pari opportunità delle madri. Quoziente familiare e detassazione degli straordinari aumentano il divario tra lavoratori e lavoratrici. Mentre con costi simili si potrebbero detassare le spese delle famiglie con figli in cui le madri lavorano e usano servizi, in un percorso volto a modificare la struttura familiare italiana, caratterizzata da ruoli fortemente tradizionali. Altrimenti, il rischio è di rendere ancora più grave il binomio donne a casa e culle vuote.
La diffusione dei fondi sovrani genera problemi di trasparenza e vigilanza. Ma c'è anche un problema di libertà e democrazia, legato al fatto che in molti casi sono posseduti da governi che non brillano per rispetto dei principi democratici. Una soluzione potrebbe essere l'elaborazione e diffusione di un sistema di rating, una verifica dei comportamenti nel campo dei diritti umani dei paesi proprietari dei fondi. Al tema “Mercato e Democrazia” è dedicato quest’anno il Festival dell’Economia di Trento che si svolge tra pochi giorni (29 maggio-2 giugno).
L'aumento di prezzo degli alimentari colpisce la povera gente, ma allo stesso tempo aiuta gli agricoltori poveri. La volatilità dei prezzi, in compenso, danneggia gli uni e gli altri. Forse è arrivato il momento di cambiare e di creare servizi finanziari internazionali destinati ai popoli più poveri. I governi potrebbero, ad esempio, creare assicurazioni per garantire le popolazioni contro le impennate dei prezzi, con trasferimenti ad alcuni, quando i prezzi sono alti, e ad altri, quando sono bassi. Non sono soluzioni nè
semplici nè chiare. Ma qualcosa va fatto.
La globalizzazione genera vincitori e vinti, non solo tra i lavoratori, ma anche tra le imprese di uno stesso settore. Quali sono le caratteristiche di quelle che scelgono la delocalizzazione? Sono più grandi e più produttive. Forse perché i costi fissi dell'offshoring sono alti. Oppure è l'esposizione a una dimensione internazionale della produzione che tende a migliorare i risultati aziendali in virtù di un processo di learning by offshoring, che risulta maggiore nel caso di attività orizzontali. Anche perché non tutte le modalità di delocalizzazione sono uguali.
L'Agenzia delle Entrate assume come elemento centrale la scelta del legislatore di conoscibilità degli elenchi nominativi dei contribuenti da parte di chiunque, ossia da parte di soggetti indeterminati. Viceversa il Garante assegna un ruolo determinante ad altri passaggi e ne trae un limite tassativo alle modalità della pubblicazione. Ma entrambe le letture si fondano sulla norma. Non si configura quindi né un problema di legittimità né un illecito. Il vero nodo giuridico e politico è quale trasparenza in materia fiscale si voglia oggi garantire nel nostro ordinamento.
Nonostante la vittoria della Lega, il percorso del federalismo fiscale è ancora in salita. Le due questioni fondamentali dei rapporti Nord-Sud e Regioni-enti locali sono lontane da soluzioni condivise e minacciano di creare spaccature all'interno di maggioranza e opposizione. Non basta il generico invito all'accordo bipartisan. Occorre individuare una ricomposizione di forze che sfrutti le componenti federaliste delle due parti, pur rispettando il vincolo di non creare pericoli al governo. Non è un risultato facile da raggiungere e richiede fantasia, anche sul piano procedurale.
Nonostante sembri mettere tutti d'accordo, il provvedimento ha evidenti conseguenze negative. Svantaggia i lavoratori più deboli che fanno comunque meno straordinari e che avranno più difficoltà a trovare un lavoro. A guadagnarci saranno soprattutto le imprese, che riusciranno per questa via a ottenere un abbassamento del costo del lavoro e una maggiore flessibilità di utilizzo della manodopera. Se si vuole rendere più competitivo il nostro paese intervenendo sul costo del lavoro, si può farlo in modi diversi e più efficaci. Per esempio, abbassando le tasse sul lavoro.
L'Europa accoglie troppi immigrati poco qualificati e troppo pochi sufficientemente qualificati. Ma cos'è che attira emigranti qualificati? A parte l'ovvia influenza di stimoli economici, di povertà, di legami culturali e storici, la scelta degli emigranti dipende dalla politica migratoria messa in atto dal paese ospitante. I sistemi a punti adottati in alcuni paesi sembrano dare buoni risultati. Bisogna però tener conto che la stragrande maggioranza degli immigrati arriva non per lavoro, ma in virtù del ricongiungimento familiare o dello statuto di rifugiato.
Il voto ha premiato gli unici due partiti che si sono opposti all'indulto. Non a caso. L'indulto non solo ha fatto aumentare l'attività criminale in Italia, ma ha anche modificato la composizione dei flussi migratori, finendo per attrarre nel nostro paese più criminali che altrove. Tanto che oggi quattro italiani su dieci temono gli immigrati, non per il lavoro, ma per i reati che possono commettere. Se non si rafforza la repressione dell'attività criminale in Italia prima o poi saremo costretti a chiudere le frontiere. A quel punto, importeremmo solo immigrazione irregolare, in un circolo vizioso di illegalità che alimenta nuova illegalità.
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Potere legislativo al Parlamento europeo, spazio transatlantico, emissione di Eurobond, tassazione coordinata dei consumi: le proposte di Tremonti sollevano problemi certamente esistenti. Soprattutto parlano di Europa, quando quasi nessuno ne parla più. Ma è un'Europa fortezza in un mondo fatto di accordi bilaterali, non un soggetto che contribuisce gradualmente alla formazione di un mondo multilaterale. Un'occasione di dibattito che l'opposizione non dovrebbe sprecare. Di temi analoghi si dicuterà al Festival dell’Economia di Trento dal 29 maggio al 2 giugno.
Il presidente francese è indiscutibilmente un uomo di destra, ma si può definirlo un liberale? Lo è da un punto di vista culturale. Sotto il profilo economico, invece, Sarkozy esprime le contraddizioni dei francesi. Vorrebbe sviluppare iniziativa privata, talenti individuali e competizione, ma non ha mai criticato apertamente il comportamento antiliberale dei settori corporativi che godono di posizioni di privilegio. Ha illuso i cittadini su globalizzazione e potere di acquisto perché non è stato in grado di spiegare che lo Stato non è onnipotente, anche se non è inutile.
La Consob ha diffuso un documento di consultazione sulle operazioni con parti correlate che coinvolgono le società aperte. La novità più interessante è la centralità attribuita agli amministratori indipendenti, ai quali è affidata la responsabilità di seguire le trattative e svolgere l'istruttoria per operazioni che rientrano entro certe soglie di rilevanza. Si dovrebbero attenuare anche i costi di agenzia e le asimmetrie informative. Tuttavia, i vantaggi della nuova regolamentazione dipendono dalla effettiva indipendenza, non solo formale, degli amministratori disinteressati.
Siamo uno dei paesi più squilibrati nei rapporti tra le generazioni. Rispetto ai coetanei europei, i giovani italiani contano meno non solo dal punto di vista demografico, ma anche da quello sociale, economico e politico. Se alla riduzione quantitativa delle nuove generazioni non si risponde con un aumento qualitativo, nessuna barriera protezionistica sarà sufficiente per proteggerci dal declino.