logo
SABATO 1 NOVEMBRE 2014


captcha *

1500

  1. giuseppe faricella Rispondi
    Secondo me le cause del buon trend demografico degli USA sono diverse da quelle delle tendenze nordeuropee. In america alla positività del trend contribuiscono i ceti bassi, in ossequio a uno schema - penso - abbastanza ovvio, secondo cui a spingere a fare più figli non è la redistribuzione efficiente di ricchezza ma le aspettative e un'alta propensione al "rischio sociale". D'altra parte, se noi avessimo più immigrati, anche in Italia avremmo saldi demografici migliori. Nei paesi nordeuropei, invece, mi sa che gli interventi sono mirati a una redistribuzione dei tempi, oltre che del reddito (un approccio più "organizzativo" che "finanziario"); la sensazione di vivere in collettività più solidali e meglio organizzate, poi, fa il resto.
  2. R. Paura Rispondi
    Ma qui sembra ci dimentichiamo come, al di sopra della retorica, tante famiglie americane con figli non riescano a dare loro un tenore di vita adeguato. Dimentichamo i ghetti, le scuole pubbliche sovraffollate e scadenti, l'immigrazione che sostiene la spinta demografica ma che resta ai margini della società. In Europa le famiglie fanno meno figli perché preferiscono dar loro un tenore più alto. Non dimentichiamo che lo sviluppo demografico in Italia è più alto in una zona come la provincia di Napoli dove il tenore resta basso: dati su cui riflettere.
  3. Tommaso Gennari Rispondi
    Tutti i discorsi sulla demografia evitano sempre un tema: la sovrappopolazione. Come se la crescita demografica fosse sempre e comunque auspicabile. In un mondo dove sembra si sia raggiunto il livello di non ritorno di consumo delle risorse naturali, sarebbe opportuno che i "policy maker" si ponessero anche questa domanda. E se le famiglie, in Italia, avessero smesso di fare figli perché, rispetto allo stile di vita desiderato, hanno banalmente constatato di non avere le risorse? Non è banale constatare che l'Italia è un paese sovrappopolato?