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GIOVEDì 28 AGOSTO 2014


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  1. antonio gasperi Rispondi

    Riporto da Business News di aprile scorso: "Nel gennaio 2011 la bilancia commerciale ha fatto registrare un deficit di 2,2 miliardi di euro in Grecia e di 0,2 miliardi in Romania". Come si pareggia contabilmente la bilancia dei pagamenti? O con una svalutazione della moneta nazionale o con flussi di capitale per la cifra corrispondente: la prima via è preclusa per evidenti motivi, resta la seconda, cioè investimenti produttivi o finanziari dall'estero. Per la Grecia i secondi: ragioni puramente contabili ci fanno capire che i paesi creditori salveranno la Grecia dopo aver dato qualche contentino ai loro risparmiatori. Saluti

  2. filippo aleati Rispondi

    La Grecia dovrebbe convertire il debito in dracme svalutate al 50% sull'euro. I politici greci impadronitisi di nuovo della politica monetaria e fiscale si giocheranno poi sul mercato il destino del paese, se non viene prima massacrato dalla speculazione mondiale.

  3. paolo bevilacqua Rispondi

    Ho preso negli anni scorsi dei soldi a prestito a "strozzo" per pagarmi bella vita vacanze e donne che non potevo permettermi (Grecia). Pago ai miei strozzini (Germania, Francia..) € 3000 al mese attualmente, per un debito di circa € 100.000 che però cresce continuamente perchè per pagare i miei strozzini prendo altri soldi a prestito! Ho un lavoro da € 1.300 al mese. La storia ed il buonsenso raccontano che da queste situazioni non si esce: il debito non lo ripagherò mai, i miei creditori (ai quali ho già dato un sacco di soldi) non riavranno mai il capitale possono solo scegliere se ammazzarmi o no....

  4. Massimiliano Deidda Rispondi

    Ora si chiede ai cittadini di uno Stato membro e ai suoi creditori di pagare per aver perso la scommessa di competere sul mercato aperto "con le mani legate dietro alla schiena". In un'economia aperta, un'area di libero scambio, governata con una moneta unica e un unico tasso di cambio, deve tenere conto del dumping dei diritti universali effettuato a danno dei lavoratori nei mercati del lavoro locali. La ripartizione su tre livelli distinti di governance delle politiche economiche - politica monetaria alla Bce, politiche fiscali agli Stati membri e politiche sociali e del lavoro alle autorità regionali e locali - appare un fattore di estrema debolezza competitiva per l'eurozona, al suo interno, e nei confronti degli altri Stati membri e dei paesi terzi. Gli Stati membri non-periferici sanno che le loro bilance dei pagamenti si sono gonfiate per l'impossibilità dei Pigs di procedere a svalutazioni competitive. Chi rifiuta di aiutare il vicino quando la casa brucia, troverà la sua stessa casa bruciata. Se non sarà onorato il debito greco in euro, nessuno presterà soldi all'Irlanda, al Portogallo, alla Spagna (i cui miracoli economici erano il vanto d'Europa) e all'Italia.

    • La redazione Rispondi

      La sua analisi mi sembra piuttosto (auto) assolutoria. Paesi "periferici" non si nasce, si diventa. L'impossibilità di svalutare rispetto ai partner europei vale per la Grecia come per la Germania, la cui competitività si è accresciuta molto, nonostante il cambio. E' vero che considerazioni elettorali, soprattutto in Germania, Olanda, Finlandia, hanno pesato negativamente sulla risoluzione della crisi. Ma è altrettanto vero che l' esigenza di affrontare i problemi di azzardo morale e di coinvolgere i creditori nel sostenere i costi della crisi, è più che legittime

  5. Stefano Valenti Rispondi

    Dissento dalle conclusioni dell'articolo. Nell'ipotesi di una ristrutturazione del debito la Grecia dovrebbe comunque conseguire un avanzo primario ingente, del 4,0 per cento del PIL, "a tassi invariati", come afferma l'autore dell'articolo. Quella dei tassi invariati è un'ipotesi eroica: sfido chiunque a sostenere che i tassi d'interesse sui titoli pubblici greci possano restare invariati una volta subito un taglio del debito del 40 per cento. Al contrario, se l'economia greca crescesse, l'avanzo primario richiesto sarebbe di appena l'1,3 per cento del PIL. La notizia è che, nel primo trimestre del 2011, l'economia greca avrebbe messo a segno una crescita dello 0,8 per cento sul trimestre precedente. A mio parere la Grecia dovrebbe uscire dall'UEM perché è evidente che l'economia greca non può sostenere un'unione monetaria con paesi troppo più forti. Ma, se non si vuole prendere in considerazione un'uscita dall'euro, il mantenimento del piano attuale, pur sbagliato (l'UE ha imposto alla Grecia una politica ferocemente deflazionistica, che ha esacerbato il problema del debito e contribuito a renderlo insostenibile), sarebbe preferibile alla ristrutturazione del debito.

    • La redazione Rispondi

      Il dibattito su rifinanziamento o ristrutturazione è aperto. La BCE per esempio considera che vada fatto di tutto per evitare rischi sistemici di contagio. Personalmente penso che si possa trarre insegnamento di casi riusciti di ristrutturazione degli anni '80 e 90 ed in particolare da quei meccanismi (come il piano Brady) che hanno offerto ai creditori la possibilità di scegliere tra diverse opzioni di conversione.

  6. mirco Rispondi

    Due sono i responsabili di questa situazione: a) le banche inglesi e americane che poi si sono trascinate quelle francesi e tedesche, nei prestiti alla Grecia. b) La classe politica greca irresponsabile tanto da rendersi antieuropea. Se si vuole il bene dell'Europa e dell'euro occorre dire che: la Francia, la Germania e altri paesi europei "virtuosi" facciano poco gli schizzinosi e si accollino il debito, a meno che la Germania non voglia ripetere al contrario la situazione in cui si trovò la repubblica di Weimar (con le conseguenze che sappiamo). L'italia pagherà per responsabilità non sue. La Gran Bretagna e le banche americane devono essere messe in condizione di non boicottare l'Europa e l'euro. Il Regno Unito deve decidere se rimanere in Europa o andarsene, visto che da quando è nella UE non fa altro che boicottarla con le sue nostalgie della grande sterlina e dell'impero britannico. In quanto agli Stati Uniti pensino ai loro debiti e a ristrutturare le loro banche (ripristinino la legge Glass-Steagall) alternativa? Nuovi partiti destroidi e pseudo fascisti in Europa e una nuova guerra mondiale.

    • La redazione Rispondi

      Non condivido la tesi della "cospirazione" anglosassone ai danni dell'Europa continentale. Condivido invece alcune conclusioni, ad esempio che la banche (tedesche e francesi, ma non solo) che hanno finanziato la Grecia siano coinvolte nelle perdite, e che la Grecia paghi quanto più possibile è in gradi di fare (senza che si creino rischi sistemi). Più facile a dirsi che a farsi.