
Tra gli enormi sprechi della pubblica amministrazione poco dibattuti e conosciuti sono quelli del comparto scuola.
Nelle scuole superiori sono obbligatori ogni anno 200 giorni di lezione che restano sulla carta, perché, in pratica, tra scioperi, assemblee sindacali e di istituto, convegni e progetti, è difficile arrivare a 150 giorni effettivi di lezione. Un danno per gli studenti ma una pacchia per i docenti che dovrebbero fare 18 ore settimanali. Una semplice norma che obbligasse ogni studente a fare effettivamente un tot ore di lezione all’anno per essere scrutinato non è mai stata presa in considerazione (chissà perché) da nessun Ministro.
Ma dagli anni ottanta in poi negli istituti tecnici e professionali è cominciata la prassi di (auto) ridurre le ore di lezione per "motivi di forza maggiore". Di cosa si tratta ? Un curricolo di 36 o 42 ore settimanali è gravosissimo (il ministro Fioroni lo ha forse capito nel 2007) : significa cominciare alle 8,30 e finire alle 14,30 o alle 15,30.Così alcune circolari ministeriali ( per es. la n. 243 del 1979 ) hanno dato la possibilità alle scuole di ridurre (di 10 minuti) senza obbligo di recupero per i docenti la prima, quinta e sesta ora di lezione per consentire agli studenti pendolari di tornare a casa con i mezzi pubblici se questi partivano prima delle 14,30 o delle 15,30. In realtà la riduzione (senza recupero) è stata generalizzata, per tutte le ore di lezioni e per tutti gli istituti, anche quando motivi "oggettivi" di trasporto degli alunni non esistevano o esistevano in parte. Come ben sanno gli addetti ai lavori, ma senza che la cosa sia stata portata alla conoscenza della Corte dei Conti e dell’opinione pubblica, tale riduzione ha comportato che lo Stato ha pagato per 18 ore settimanali un docente che in effetti ne faceva 15, e il curricolo settimanale di 36 ore è diventato in effetti di 30 ore.
Quanto è costato il mancato recupero di queste tre ore a docente e quanto ha perso l’erario ? I conti li ha fatti ,(si veda l’articolo presente su edscuola.it) un dirigente scolastico di Catania, Salvatore Indelicato.
In ogni istituto tecnico in media si sono bruciate 6 ore settimanali di lezione ( su 36 ore settimanali del curricolo) che moltiplicate per le 45 classi medie e per le 33 settimane annue di lezione fanno 8.910 ore, che al vecchio costo medio di £. 45.000 determinano una perdita di 400 milioni. Se consideriamo che gli istituti tecnici sono 1400, fanno 560 miliardi all’anno (ripetiamo: in Lire) . Se moltiplichiamo limitando il conteggio a 15 anni otteniamo un totale di 8 mila e 400 miliardi. E trascuriamo gli istituti professionali ove il fenomeno ha assunto proporzioni e dimensioni più ampie. Quindi prudenzialmente possiamo raddoppiare la cifra e portarla a 16 mila miliardi di risorse sprecate nei tecnici e nei professionali.Otto milioni di euro di sprechi. Soltanto con il CCNL Scuola 2002-2005 art. 26 è stato chiarita la questione della riduzione dell’ora di lezione specificando bene in quali casi i docenti hanno l’obbligo del recupero delle frazioni orarie (di solito dieci minuti ad ora) non lavorate e in quali casi tale recupero non sia dovuto.
In ogni scuola meridionale (non conosco la situazione al nord) inoltre vi sono per consuetudine altre giornate di "vacanza" non contemplate da nessun calendario o disposizione. Ogni classe ha due ore al mese per l’assemblea di classe.Può chiedere che la riunione si svolga senza la presenza del docente.Questi ne approfitta e se ne esce dalla scuola.Otto giorni (di festa) all’anno si perdono per le assemblee di istituto (una al mese).Succede questo. Gli alunni fanno lezione dalle 8,30 sino alle 9,10.Poi dovrebbe cominciare l’assemblea, ma gli alunni non la fanno ed escono tutti,compresi i docenti.
Infine ci sono le assemblee sindacali, sino ad un massimo di 10 ore all’anno per docente. Esse, non si sa perchè, vengono svolte di mattina,per due ore di lezione, e i docenti firmano dicendo di andare all’assemblea e invece vanno dove vogliono. I sindacati, ai quali è stato chiesto perchè non svolgono tali assemblee al pomeriggio, rispondono che il problema della non partecipazione (in realtà una vera truffa allo Stato) esiste al Sud e non al Nord e che le riunioni devono essere svolte durante l’orario di servizio.Se si svolgessero di pomeriggio i partecipanti quanti sarebbero ?
I 200 giorni annui di lezione si riducono ancora perchè ci sono le cd "autogestioni" degli studenti e gli scioperi collettivi a scacchiera. Ogni classe di una scuola in media si assenta collettivamente per 7/8 giorni all’anno e l’ultima parte dell’anno, sino al termine delle lezioni, è svolta in condizionidi vera smobilitazione.Pochi alunni per classe, genitori che fanno la spola per far uscire prima i figli alle prese con interrogazioni programmate.Pochi anni fa la smobilitazione cominciava con i primi di giugno ma adesso inesorabilmente indietreggia e già nell’ultima decade di maggio le scuole installano le porte girevoli con gente che viene e gente che va.
Non è calcolabile poi il tempo perso al mattino per la "convegnistica" con studenti deportati in sale pubbliche a fungere da platea per "passerelle" di politici ed esperti che si (li) intrattengono sui più disparati argomenti.Se la cultura italiana fosse quella che tracima da tale convegnistica ci dovremmo preoccupare.
Francesco Scoppetta dirigente scolastico Lamezia Terme