
Gentile Prof. Ichino,
le scrivo dalla Sicilia, di getto, mentre assisto ad uno degli incendi che stanno colpendo la provincia di Messina, dove sono nata e dove mi trovo a villeggiare. Le chiedo di sollevare ancora una volta la questione del buon funzionamento della pubblica amministrazione, fortemente connessa secondo me con questi tragici fatti dolosi. Proprio la Sicilia, come sa, ha il più alto numero di dipendenti pubblici impiegati nei parchi e nella forestale, nonché nelle province, nei comuni e nei consorzi di comuni. Per non parlare dei 40.000 lavoratori socialmente utili. Possibile che con tutto questo personale pagato non si riesca ad avere il servizio pubblico di prevenzione e pronto intervento? Forse la spesa ormai è rivolta tutta agli stipendi e non ci sono i soldi per i mezzi? Come sappiamo c'è una grande questione morale in questo Paese ed è il funzionamento del settore pubblico. Ce ne accorgiamo quando muore qualcuno nei corridoi degli ospedali, quando affrontiamo le diverse emergenze (rifiuti, incendi, acqua, inondazioni, et), quando perdiamo milioni in finanziamenti europei. Credo che occorra far capire in questi momenti che un settore pubblico che funziona, con dipendenti meglio distribuiti e reclutati e risorse impiegate anche per i mezzi, riduce di molto questi danni e le emergenze, che tali non sono se non per l’incuria e la irresponsabilità di politici ed amministratori.
Occorre interrogarsi giusto in questi momenti sul ruolo del settore pubblico e sulle funzioni che questo deve svolgere ed assicurare e quindi con quali mezzi e con quante e quali persone. Altrimenti ci si confronta in maniera ideologica e preconcetta. Servono anche qui dati e numeri per capire perché non ha funzionato il servizio e quanto ci costa.
Mi scusi per questa mail a caldo, ma vedo bruciare il futuro della mia terra e del mio paese mentre i roghi avanzano, sospinti dal caldo dello scirocco e dal terribile vento dell'irresponsabilità.
Sempre con stima.
Maria La Rosa