logo
MARTEDì 30 SETTEMBRE 2014


captcha *

1500

  1. Marco Giovanniello Rispondi

    Lo scopo della Torino-Lione dev' essere quello del tunnel di base del Gottardo e di quello futuro, si spera, del Brennero, cioè trasferire il traffico transalpino dalla gomma al ferro. Il costo ha un' importanza relativa, soprattutto per il traffico est-ovest in transito., perché dev' essere trasferito sugli utilizzatori. L' alternativa è intasare fino allo scoppio le nostre autostrade di TIR in viaggio fra la penisola iberica e quella balcanica, una cosa che gli Svizzeri hanno voluto evitare col traffico da e per l' Italia. L' attuale ferrovia linea è poco utilizzata perché non soddisfa le caratteristiche necessarie, comprensibilmente visto che fu fatta costruire da Cavour.

  2. savepan Rispondi

    Così, solo di passaggio: ci si potrebbe mettere d'accordo sul femminile o maschile di TAV (la Tav o il TAV). A me pare che la questione TAV sia come l'Art. 18: non serve ad aumentare la produttività, non è il nodo principale neanche per gli investitori esteri, non ce lo chiede l'Europa, ma è diventata la bandiera della riforma del mercato del lavoro, ormai più per questioni personali che per effettiva necessità. Sul TAV una piccola riflessione: se il progetto originale è cambiato è perchè, evidentemente, non andava bene come era stato concepito ed ora i costi sono notevolmente diminuiti. Ed è solo grazie alle proteste degli abitanti della Val di Susa che è diventato possibile. Almeno questo merito gli andrebbe riconosciuto. Inoltre: un progetto partito oltre 10 anni fa e che richiederà almeno altri 10 anni per essere completato, siamo sicuri che mantenga sempre la stessa validità (come affermato anche dall'attuale governo) o non andrebbe aggiornato, anche sulla base dell'esperienza e dei dati storici che si sono accumulati? Ultima riflessione: ma quando sulla stessa linea ci sarà un treno merci davanti ed uno passeggeri dietro, a quale velocità si muoverà il secondo?

  3. Lorenz Rispondi

    Grazie alla TAV, si è finalmente scoperto che la fuga dei cervelli dall'Italia era una bufala: sono tutti in realtà rimasti a fare gli ingegneri (a tempo perso), perorando la nobilissima causa del non fare. Ridicolo che si parli di "uranio" che esce dalla montagna... tanto i fisici nucleari (quelli veri) sono scappati sul serio da questo paese. E ancora una volta, l'agenda delle riforme e degli investimenti in Italia è dettata da motivi di ordine pubblico, tanto è bassa la fiducia nelle istutizioni statali e di governo.

  4. Angelo Rispondi

    Oltre alle evidenze che si leggono nell'articolo, vorrei sottolineare che si insiste a fare un'opera del genere contro la volontà della popolazione locale, a cui si danno prevalentemente risposte di ordine pubblico e questa mi sembra una cosa veramente sbagliata. Si deve anche tener conto dell'allarme lanciato da Saviano sul pericolo di infiltrazioni mafiose nelle ditte appaltatrici dei lavori, cosa della quale sembra si discuta poco. Ultimamente non ci sono più notizie sull'argomento nei giornali. Possibile che sia tutto finito?

  5. marco Rispondi

    Ovviamente la mancanza di traparenza edi informazione è voluta per poter raccontare più bugie e evitare il confronto pacato e costruttivo conle argomentazioni espresse dagli oltre 350tecnici e professori universitari che hanno espresso parere negativo sull'opera-Personalmente penso che basti un po' di buon senso per capire l'assurdità di quanto si vuol fare;fare un buco di più di 50 km nell'amianto e nell'uranio, distruggendo parte dell'economia di una vallata, per guadagnare qualche minuto nel trasporto di poche tonnelate di merci e di pochi passeggeri che viaggerebbero per pochi km a 120 all'ora al posto che a 80 all'ora è folle;basterebbe eliminare i passaggi a livello dalla linea esistente; la fasisazzione sul modello della Salerno Reggio Calabria rischia di far diventare l'opera infinita e devastante per i conti pubblici dello Stato; lo stesso dato sull'occupazione è ridicolo; con quei soldi potremmo rimettere a norma antisismica le scuole italiane e dar lavoro a migliaia di persone; ci son ben altre priorità dalla banda larga alla mobilità sostenibile per decongestionare le città dal traffico ad esempio(metropolitane pesanti e leggere piste ciclabili mobilità elettrica)!

  6. michele Rispondi

    Articolo chiaro, osservazioni anche. Mi restan alcuni dubbi: ma su quali basi son stati effettuati i calcoli iniziali di transito e redditività? E se ora il progetto è cambiato, e in parte in discussione, PERCHE' è cambiato? Perchè le difficoltà incontrate nell'avviarlo (NOTAV ecc.) si son rivelate insuperabili? E quindi si conta di provar a far un pezzo per volta? Oppure perchè alcune osservazioni critiche son state prese in considerazione (se sì, quali...)?. Ho seguito il progetto sin dall'origine, mi pare che i tecnici (del progetto e del governo) non abbian dato gran prova di se, e continuino a non darla se, come scrivono gli autori dell'articolo, non han neppure rifatto le previsioni di redditività aggiornandole al progetto ridimensionato. Un ultimo dato aggiornato che manca è anche quello, tanto caro ai governanti locali, sull'impatto occupazionale: per il tunnel del Brennero, lungo circa 55 chilometri, si tratta di qualche centinaio di persone. Tali da giustificare i lavori della Lione/Torino, se sommati al resto che, come abbiam visto, presenta parecchie fumosità? Francamente in quella iniziativa vedo ormai molto di strumental/politico: poco di tecnico.