La riforma previdenziale proposta dal Governo non è né equa né graduale. Il passaggio dai trentacinque ai quaranta anni di contributi in un'unica soluzione e procrastinato al 2008 "salva" i lavoratori che già erano stati risparmiati dalla Legge Dini e apre un divario generazionale. Dubbi anche sull'effettiva realizzazione del provvedimento perché l'esecutivo in carica tra cinque anni potrebbe decidere di rinviare ancora l'innalzamento dell'età di pensionamento.