Gli italiani hanno una conoscenza molto approssimativa delle riforme della previdenza degli anni '90 e una tendenza a sovrastimare le prestazioni cui avranno diritto. Servirebbe una campagna di informazione capillare che spiegasse che la previdenza è cambiata e che nessuno dei nuovi assicurati avrà diritto alle stesse prestazioni di coloro che andranno in pensione nei prossimi dieci o quindici anni. Una maggiore informazione incoraggerebbe anche investimenti in previdenza integrativa e la scelta di lavorare più a lungo e ridurrebbe il rischio che le future generazioni di pensionati non dispongano di risorse sufficienti per finanziare i propri consumi.