Logo stampa
 
 
 

Commenti

Una tariffa per fermare il traffico

Categoria Energia e Ambiente, , Data 06.04.2004
Servono o no i blocchi domenicali? Calcoli approssimati indicano che “equivalgono” a una riduzione media del 10 per cento al giorno delle polveri inquinanti. Senza dimenticare che le domeniche a piedi hanno anche un valore educativo, segnalano i costi di un uso eccessivo dell’auto. Ma una soluzione permanente al problema del congestionamento da traffico passa per gli strumenti del mercato, come l’istituzione della tariffa d’ingresso nelle città, utile anche per far quadrare i bilanci dei comuni in tempi di tagli ai trasferimenti statali.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • domeniche ecologiche
    Nome: rosario nicoletti  Data: 12.04.2004
    Considerare la diminuzione dell’inquinamento domenicale, dato dalle “domeniche ecologiche” (nelle quali piove o tira vento), come una percentuale di abbattimento dell’inquinamento totale è uno pseudo ragionamento fuorviante capace di alimentare le rozze credenze dei verdi di casa nostra. L’inquinamento dell’aria, per la (piccola) parte dovuta al traffico automobilistico privato, è un fenomeno discontinuo, condizionato tra l’altro dalle fluttuazioni naturali (notte-giorno) più o meno regolari nell’intensità del traffico stesso. Per capire che cosa accade realmente interrompendo il traffico privato per 6-8 h, e pare che nessuno abbia voglia di comprenderlo, bisognerebbe conoscere la curva che descrive i parametri dell’inquinamento nell’arco delle 24 ore per molti giorni, tenendo conto di pioggia e vento nell’interpretazione dei dati. Poi, sarebbe necessario conoscere quanto inquinano, ad esempio in termini di particolato (che non è l’unico inquinante), i mezzi pubblici, dotati di motori diesel, spesso “fumosi” a semplice vista d’occhio. I dati che cito potrebbero essere raccolti se vi fosse maggiore capacità professionale ed un po’ di buona fede nello studio di questi problemi. In assenza di dati razionali chiunque può dire quel che vuole, utilizzando il podio sul quale si trova. Per comprendere poi con quanta mala fede vengono affrontati i problemi dell’inquinamento (non mi riferisco all’autore dell’articolo) citerò il fatto che carbone e gasolio non sono stati banditi per i riscaldamenti privati: di certo questi due combustibili danno un contributo decisivo all’inquinamento da particolato. L’idea poi che le “domeniche ecologiche” abbiano un valore educativo, dirò senz’altro che non è compito dei sindaci educarci (ma poi, a che cosa?): il rito della domenica a piedi è forse un esorcismo, simile alla danza della pioggia.
    Risposta:
    Caro Signor Nicoletti, E' del tutto inutile dire che non ho le conoscenze specifiche sul problema della misurazione e rilevamento dell'inquinamento atmosferico che lei sembra possedere. Ho chiarito in almeno due passaggi dell'articolo che il calcolo era assolutamente rozzo e, sebbene non esperto, riesco a capire che l'effettiva riduzione dipende da molti fattori, che lei cita, tan'è vero che ne ho anch'io elencato qualcuno andando a buon senso. Il punto è che quel numero voleva essere evocativo, catturare l'attenzione e far riflettere un attimo. Non so se ci sono riuscito, ma lo spero. Quanto al valore educativo, che non sia compito dei sindaci è ovviamente un parere personale. Perchè scrivono sui pacchetti di sigarette che il funo fa male? perchè insegnano nelle scuole a risparmiare energia e a differenziare i rifiuti? Sindaci o ministri poco cambia,.a me sembra. L'articolo comunque aveva un obiettivo finale: quello di perorare la causa del pedaggio d'ingresso. Grazie del suo commento. Marzio Galeotti