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Par condicio con l’handicap

di Nicola Lacetera, e Mario Macis, Categoria Informazione, , , Data 23.03.2004
Per garantire effettiva parità di accesso ai mezzi di informazione a tutti i partiti e candidati si potrebbe ricorrere a logiche simili all’handicapping sportivo. Significherebbe assegnare più spazio ai gruppi meno rappresentati in Parlamento. E se il leader della maggioranza controlla gran parte delle televisioni, i prezzi degli spazi tv potrebbero essere determinati in funzione inversa rispetto alle capacità finanziarie dei singoli soggetti politici. Esattamente il contrario di quanto proposto da Berlusconi e Fini.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Il museo elettorale
    Nome: Stefano Lucarelli  Data: 24.03.2004
    L'intelligente contributo di Mario Macis e Nicola Lacetera descrive il contezioso elettorale come se si trattasse di un avvenimento ben circoscritto in uno spazio: come se si trattasse di un'esposizione di opere d'arte (prodotte da diverse scuole e botteghe) che avviene all'interno di un museo suddiviso in tanti padiglioni. Perchè gli spazi di esposizione siano equamente distribuiti il principio dell'handicapping può essere applicato. Tuttavia -siccome gli esordienti verrebbero favoriti- potrebbero aversi conseguenze spiacevoli: per esempio l'esposizione di troppe opere di scarsa qualità; oppure la frammentazione di una grande scuola in tante scuolette per garantirsi spazi maggiori. Come arginare queste conseguenze? In secondo luogo mi sembra che la proposta Macis-Lacetera implichi una campagna elettorale che avvenga in uno spazio (pubblico) ben delimitato; la presenza di privati in concorrenza col pubblico in questo caso "disturba" la regolamentazione.
    Risposta:
    Stefano, molte grazie per il tuo commento che senza dubbio solleva dei problemi importanti (il primo, sul proliferare di partiti e partitini, lo avevamo segnalato gia' nell'articolo). In realta' il messaggio principale che abbiamo voluto comunicare e' che assegnare gli spazi in base al peso elettorale degli "incumbent" (la proposta di Berlusconi) non e' necessariamente nel migliore interesse dei cittadini. Anzi, importanti argomenti spingono nella direzione opposta. Se si vuol modificare la "par condicio", il dibattito deve essere piu' profondo, e deve includere (ma purtroppo temiamo sia gia' troppo tardi) la soluzione del conflitto di interessi e della concentrazione di potere politico e controllo mediatico.