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L’euro, l’inflazione e il Comitato

di Vito Tanzi, Categoria Moneta e Inflazione, , , Data 18.03.2004
In una economia di mercato l’eccessivo aumento dei prezzi è impedito dalla libera concorrenza, unita a una politica monetaria adeguata. E infatti tra le competenze del Comitato euro non c’era nessun riferimento al controllo dei prezzi, né avrebbe potuto essere diversamente. Più che continuare a discutere degli effetti dell’euro sull’inflazione, dovremmo preoccuparci di eliminare gli ostacoli alla concorrenza e aiutare così l’economia italiana a diventare più efficiente e competitiva.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Euro&inflazione
    Nome: Roberto Evangelista  Data: 04.03.2006
    Con 2 anni di ritardo leggo il suo articolo, ma la polemica non mi sembra ancora finita. non sono uno studioso ne un esperto di economia e delle sue leggi, ma a me sembra che finora a vincere siano state le distorsioni delle leggi economiche, ovvero una sorta di cartello generalizzato e trasversale, conscio o inconscio che sia stato, che ha portato ad allineare i prezzi con un cambio pari tra lira ed euro. ne ho la riprova ogni volta che faccio un acquisto: dai coni gelati, passati da un minimo di 1500lire a 1.5euro, alle scarpe (90000lire=80euro per lo stesso modello) o una pizza (5000lire=4euro).
  • economia e psicologia
    Nome: VICO  Data: 18.03.2004
    E più che plausibile la difesa che VT fa dell'opera del Comitato che è stata opera basata sui moduli della economica e non si avvaleva di esperienze analoghe (salvo quella della introduzione del franco pesante che fu accompagnata dall'obbligo di indicare per un certo periodo i due prezzi e di tale suggerimento). Ma fattore rilevante è stato in Italia quello di carattere psicologico e di costume:per un verso l'homo economicus italicus nello applicare i prezzi di conversione ha pensato bene di accomodarsi gli affari senza preoccuparsi della "concorrenza" inconsciamente certo che lo stesso avrebbero fatto gli altri "concorrenti" e per altro verso davvero abbiamo subito un processo di "appiattimento" tale sull'euro per cui mentre tutto prima era fondato sulla "mille" che era la vera unita di misura standard della lira ora c'era l'euro che le era funzionalmente equivalente e nella adesione a tale disciplina il fattore conversione ,per nostra pigrizia, si è evaporato. E condivisibile dunque che l'euro rappresentata da "Moneta spicciola"(altro formidabile fattore psicologico di obbiettivo deprezzamento) trapassi al rango di Moneta tout court simile al dollaro.
    Risposta:
    Il commento del Signor/Signora Vico si basa sull'idea che c'e' un Homo economicus italicus che e' diverso dagli homo economicus di altri paesi e cosi' riesce a sfidare con successo le leggi dell'economia. Nella mia lunga esperienza in tanti paesi del mondo ho molte volte incontrato questo argomento.Spesso mi si diceva che le leggi dell'economia non si applicano a noi perche' siamo differenti. Il consigliere economico di Stalin diceva addirittura che il comunismo aveva cambiato le leggi dell'economia. La mia esperienza mi ha convinto che le leggi economiche vincono sempre. Vito Tanzi