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Restano gli incentivi al processo lungo

di Daniela Marchesi*, Categoria Giustizia, , , Data 09.03.2004
Riproponiamo ai lettori de lavoce.info questo articolo di analisi dei motivi che rendono troppo lunghe le cause civili, aggiornato dopo il varo del disegno di legge delega di riforma del processo civile. Un progetto che non interviene sulla questione principale, gli onorari degli avvocati. Oggi sono legati al numero delle attività svolte nel corso della causa e senza una loro forfaittizzazione non vi sarà alcuna riduzione dei tempi dei processi. Penalizzando ancora la parte che ha ragione.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Proposte profane
    Nome: Luigi Rosi  Data: 28.12.2006
    Ho apprezzato il suo articolo e scrivo sulla scorta di una personale esperienza. Ho riscontrato quanto lei dice a proposito della strategia dilatoria. Aggiungo che ho sperimentato anche l'imperizia e la stupidità dei giudici, la loro arroganza ed il loro cinismo. La giustizia in Italia è una ritualità farraginosa ed inutile, esercitata da corporazioni autoreferenziali che agiscono per il loro esclusivo interesse. Fintanto che non si rimette al centro la tutela del cittadino non credo che ci saranno riforme efficaci. Occorre cambiare la cultura giuridica di questo paese, modernizzarla e de-leguleizzarla. Alcune proposte per la giustizia civile: 1. Stabilire opportuni parametri qualitativi in base ai quali il CSM possa valutare la qualità del lavoro e la produttività dei magistrati. Si potrebbe sanzionare e premiati nella salvaguardia dell'autonomia della magistratura. La quale è autonoma ed indipendente al solo fine di servire i cittadini nel rispetto delle leggi e della Costituzione. 2. L’attività degli avvocati dev’essere valutata su basi qualitative rilevanti per il cliente, p. es. il tempo e i risultati raggiunti. Il cittadino che si avvale di un professionista ha il diritto di sapere quanto e per cosa spenderà. 3. Le parti, assieme al giudice, dovrebbero concordare fin dall'inizio della procedura, un calendario preciso e vincolante di tutto l’iter processuale. Il mancato rispetto delle scadenze deve comportare l’immediata sanzione. Il cittadino ha il diritto di sapere come si svolgerà il giudizio e in quali tempi. 4. Chi sbaglia paga. I risarcimenti per i ritardi della giustizia dovrebbero essere ripartiti per tre: uno a carico dello stato, un altro a carico dei magistrati e l’ultimo a carico degli avvocati. Lo stato potrebbe anticipare e poi rivalersi pro-quota su ciascun magistrato ed avvocato. Il cittadino, già privato di giustizia, non deve anche pagarsi il risarcimento!
  • complimenti
    Nome: Franco Impalà  Data: 09.03.2005
    Ottimo articolo, complimenti ! Approfondirei pero' l'aspetto dell'eccesiva burocratizzazione della procedura (troppa carta, marche da bollo, etc.: si pensi per esempio alle notifiche; poca informatizzazione, scarsa preparazione del personale amministrivo) che, nella mia modestissima esperienza, nuoce tantissimo alla speditezza dei processi. In un Paese come la Francia, le cause civili di scarsa importanza economica si possono risolvere in una sola udienza, senza alcuna formalità e senza l'intervento di avvocati (cfr. l'istituto della déclaration au greffe). Cio' permette ai cittadini di far valere diritti anche minimi - mi è capitato di citare in giudizio una casa produttrice di telefoni cellulari perchè il modello venduto non funzionava a dovere e di ottenere immediatamente ragione, e cosi' pure nei confronti di Air France per un semplice ritardo aereo - mentre in Italia la stragrande maggioranza delle cause civili sembra essere costituita da cause di infortunistica stradale (con tanto di testimoni, perizie e prove fasulle), e i cittadini rinunciano far valere i propri diritti a causa dei costi elevati e delle lungaggini del processo.