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La spesa di una grande famiglia

Categoria Moneta e Inflazione, Data 29.08.2002
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • qualche correzione
    Nome: Luca  Data: 28.04.2003
    La presente analisi parte da un presupposto non dichiarato: che la spesa di una famiglia ricca e quella di una povera soddisfino le medesime esigenze, oppure, se vogliamo, che un diverso reddito non dia un diverso valore alle medesime esigenze. Il che è arduo dimostrare. L'articolo di dimentica di dire che il peso attribuito dall'istat ai diversi generi di spesa è clamorosamente distante dalla realtà: ad esempio l'RC auto pesa lo 0,40 %, è ridicolo se si pensa che un' assicurazione costa per un utilitaria in media 500 euro (ma spesso molto di più), anche per chi un reddito di 1000 euro al mese dipendenti statali e operai), incidendo come minimo per il 4 %, e cioè dieci volte di più! (lo stesso vale per l'abitazione in affitto). Faccio notare che l'RC auto è cresciuta del 200 %, con punte del 500 %, come viene detto in questi giorni dagli stessi promotori della liberalizzazione del settore (che, a loro dire, è fallita). Chiaramente quando, su un reddito, un genere di prima necessità (la casa) pesa ad esempio per il 30 % (famiglie e basso reddito), oppure il 7-8% (famiglie ad alto reddito), l'aumento del 200 % di questo avrà un significato ben diverso (e ricordiamo che sono molto più numerose le famiglie a basso reddito), soprattutto se si pensa che la locazione per l'istat pesa solo il 3%! Ometto altri facili esempi che potrebbero risultare altrettanto facili (il costo della benzina, dei generi alimentari, delle spese scolastiche, il prezzo delle abitazioni in acquisto e affitto); vi invito per questo a ragionare sul vostro bilancio famigliare e poi fare due conticini sul paniere che potete trovare all'indirizzo http://www.istat.it/Comunicati/Fuori-cale/allegati/Paniere-20/paniere209-2003.pdf); Le spese che ho citato sono di prima necessità e pesano molto di più su famiglie a basso reddito (le più numerose) che sulle altre, poichè per le seconde, soddisfatti i bisogni primari in modo accettabile, vi è molto più spazio per migliorare la qualità della vita con spese non strettamente necessarie (ricreazione, tempo libero, oggetti di divertimento, vacanze, cultura,...) Propongo quindi 2 conclusioni: - è plausibile pensare che l'aumento di spesa per le famiglie ad alto reddito riguardi in misura molto maggiore generi non strettamente necessari, e quindi sia facilmente sopportabile senza influire sulla qualità generale della vita, mentre può risultare drammatico per la maggioranza delle famiglie - l'inflazione è enormemente sottostimata, in modo consapevole, sia perchè la ponderazione degli elementi ribalta la situazione reale, riducendo a un decimo le voci che più contano nei bilanci, sia perchè fa riferimento al prezzo del prodotto mediamente più venduto di ogni genere, e non al medesimo prodotto (stessa marca) da un anno all'altro, non leggendo quindi in modo corretto la variazione della spesa a pari qualità di vita, o (per chi è più povero), la diminuzione della qualità della vita a parità di spesa: credo che ogni cittadino abbia il diritto e il dovere di chiedere a gran voce i motivi di queste clamorose distorsioni, e anche di ragionare su quali sarebbero gli effetti politici e sociali di un paniere ponderato seguendo i parametri proposti dalla realtà. - non si tiene conto della variazione dell'inflazione (e del reddito), che vi è con il nuovo sistema di aliquote fiscali, che per la maggior parte della popolazione determina una sensibile riduzione del reddito netto (ma questo argomento richiede un approfondimento a parte), mentre finora gli scaglioni erano gli stessi da un all'altro. Vi ringrazio per l'attenzione e spero che altri lettori sollecitino la produzione di un'informazione onesta, invece che basata su selezione astuta dei dati di base per creare delle presunte "informazioni corrette e ragionate", che altro non sono che uno scaltro tentativo di far ingoiare il "boccone amaro" agli italiani, sempre più vessati come cittadini e come consumatori. Luca
    Risposta:
    Gentile lettore grazie per il suo commento. Sull'argomento lavoce.info ha scritto molto e crediamo che alcune delle questioni da lei sollevate possano trovare risposta negli articoli successivamente pubblicati. Fra tutti "Questioni di peso" di Massimo Riserbo (18-03-2003) in cui può trovare per esempio una risposta alla questione dei pesi assunti nel paniere del consumatore medio proposto dall'Istat. Senza dimenticare appunto che si tratta del consumatore medio... Cordiali saluti.