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Commenti

Banana Republic

Categoria Energia e Ambiente, Data 27.11.2003
È comprensibile che nessuno voglia scorie nucleari nel cortile di casa. Ma in Italia il rischio vero è quello di non decidere niente per non scontentare nessuno. Si procede di rinvio in rinvio.  Mentre una soluzione per il sito nazionale delle scorie va trovata anche se richiede coraggio e senso di responsabilità. E se una scelta unilaterale dello Stato centrale è improponibile per la frammentazione dei poteri locali, si potrebbe iniziare a riflettere su modalità di compensazione per le comunità che dovessero accettare lo stoccaggio di rifiuti pericolosi nel loro territorio.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • A Caorso ...
    Nome: Angelo Danio  Data: 01.12.2003
    Ritorno sulla sua risposta al mio commento con un'ulteriore domanda? E' giusto che si facciano centrali nucleari e non si pensi al sistema di eliminazione delle scorie? Non deve entrare nel conto economico della centrale piuttosto che poi essere preso in carico dalla comunità o come inquinamento (che può essere quantizzabile in costi) o costo del trattamento, magari all'estero, se non si trova nessun sito in patria. Siamo sicuri che misurando accuratamente i costi nascosti il nucleare sia così conveniente? O non sarebbe meglio ingaggiarsi in una politica di riduzione degli sprechi, almeno, se proprio non riusciamo a ridurre i consumi? In molti uffici d'inverno si è obbligati a stare in maniche di camicia, per esempio. Angelo Danio
    Risposta:
    Caro Signor Danio, il punto però è un'altro e non riguarda (solo) le centrali nucleari. A causa di scelte politiche e tecniche del passato abbiamo un problema da gestire. E chiedersi se è giusto non ci aiuta a trovare una soluzione. In più vi sono tutte le scorie che produciamo ogni anno che non hanno nulla a che vedere con l'energia nucleare.
  • Reverse Dutch Auction
    Nome: Angelo Danio  Data: 28.11.2003
    Questo sistema applicato ad una realtà economica come quella Italiana mi sembra quanto più iniquo si possa proporre. Facciamo un esempio: Si deve costruire un inceneritore: il comune di Sanremo, che gode delle entrate del Casinò (pur avendo un inquinamento ambientale di altra natura ma difficilmente quantizzabile monetariamente: prostituzione, malvivenza, mafia ...) non avrà nessun interesse marginale dalla costruzione di un inceneritore, mentre probabilmente un comune del profondo sud ( e lo dico senza connotati geografici, perchè ci sono comuni "del profondo sud" anche al nord) potrebbero essere più interessati all'affare per risanare le proprie finanze. Questo potrebbe teoreticamente funzionare in una condizione di uguaglianza delle realtà locali, ma comunque si tratta poi di pagare per inquinare.
    Risposta:
    Caro Signor Danio, come ho scritto chi offre delle proposte (per definizione) imperfette si prende dei rischi a cui invece si sottrae chi continua a ripetere che questa o quella soluzione non sono praticabili senza poi proporne una alternativa. Ho scritto che sebbene vi siano diverse applicazioni dell'asta come descritta non può e non deve essere applicata pedissequamente nel caso di impianti di questa portata. Volevo solo suggerire che pensare (anche) in termini di misure compensative pubbliche in modo trasparente può aiutare il processo anche perché ci mette forse al riparo di misure compensative private. Infine vorrei che ci interrogassimo collettivamente e contemporaneamente dell’iniquità del sistema proposto e dello status quo. E’ giusto che le scorie stiano oggi a Trino, a Caorso o a Latina?
  • SCORIE - SCANZANO - SERIETA' - NIMBY
    Nome: Massimo Ghilardi  Data: 28.11.2003
    C'è molto di giusto e condivisibile in questo intervento. Ma purtroppo non ho trovato riferimenti al problema più importante, che dovrebbe essere affrontato come premessa a tutti gli altri aspetti. LA SERIETA' TECNICA E POLITICA con la quale è assolutamente indispensabile affrontare il problema delle scorie radioattive e dello smaltimento rifiuti in genere. Non voglio dilungarmi in troppi dettagli; credo basti accennare al fatto che una efficace opera di persuasione e di soluzione del problema richiede "SERIETA' ". Purtroppo nella questione della scelta del sito per le scorie - come in molte altre questioni recenti - questa serietà nel nostro paese e nel nostro governo non c'è stata. Si veda per esempio l'intervento di Carlo Rubbia davanti alla Commissione Ambiente della Camera, e/o molte altre interviste e interventi recenti sul tema, di numerose persone che hanno titoli e cognizione di causa in materia.
    Risposta:
    Caro Signor Ghilardi, condivido. Aldilà di tutto abbiamo gestito il problema in maniera poco seria. Ho scritto che per il deposito statunitense ci sono voluti 20 anni di studi molto seri. Noi abbiamo avuto la presunzione di riuscirci per decreto. Ed infine dice bene il ministro Matteoli: “Tra un anno ci sarà un’altra popolazione in rivolta”.