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Commenti

Un bonus inutile

di Chiara Saraceno, Categoria Famiglia, Data 23.10.2003
La Finanziaria 2004 “regala” mille euro per ogni figlio successivo al primo. Un intervento pro-natalità, si è detto. Ma in una situazione di risorse scarse non c’è alcun bisogno di una tantum costose per il bilancio pubblico e insignificanti per le famiglie, perché non incidono sui costi che si dovranno sostenere durante la crescita del bambino. Inoltre, forti dubbi sull’equità del provvedimento nascono dall’esclusione dall’assegno dei figli di extracomunitari regolarmente residenti e dal finanziamento attraverso il fondo di disoccupazione.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • bonus bebè
    Nome: gzime  Data: 13.01.2006
    Sono 11 anni che vivo in Italia, insieme al mio marito abbiamo sempre lavorato e pagato le tase regolarente meglio di tantti italiani che conosco)!Pero non capisco perche mia bambina non ha il diritto al bonus?perché è diversa dai figli degli italiani? Mi dispiace drilo ma ora capisco che l'Italia non è ancora un paese europeo!
  • 1000 euro e figli adottivi
    Nome: Federico  Data: 27.10.2004
    Cara Saraceno, le scrivo per cercare di capire da che parte sta la verita'. Nell'ormai famosa legge per l'incentivo di 1000 euro per ogni secondo nato tra il 01.12.03 ed il 31.12.04 contempla anche i figli adottivi, ma, come nel mio comune si fa "fatica" a capire cosa significhi adottivi. Faccio un esempio (il mio): io e mia moglie siamo cittadini italiani, siamo rientrati in Italia il 29.08.04 dall'India con il mio secondogenito a scopo adozione(e' la seconda che facciamo), rientriamo negli aventi diritto? Vorremmo capire se con il termine "adottati" la legge intende l'entrata in Italia oppure l'avere in mano il decreto definitivo di adozione, dato che tra il momento d'entrata in Italia (inizio del periodo di "affido preadottivo") ed il perfezionamento dell'adozione passa piu' di un anno. grazie fin d'ora. Federico Cocchetto
    Risposta:
    Caro Cocchetto innanzittutto congratulazioni e auguri per la vostra scelta generosa. Quanto alla sua domanda, non sono una esperta di legge. Ma temo che per "figli adottivi" la norma intenda i figli per i quali l'iter dell'adozione è stato perfezionato, ovvero sono figli a tutti gli effetti. Il periodo di affido pre-adottivo è ancora una fase di prova, potenzialmente reversibile. Certo, dato che il bonus configura un sostegno di tipo una tantum e non continuativo potrebbe sembrare non irragionevole darlo a chi comunque inizia a sostenere una spesa per un bambino. Ma il suo scopo dichiarato è incentivare le nascite, innanzittutto quelle "autoctone". Tant'è vero che sono, a mio parere vergognosamente e illegittimamente, esclusi i secondi figli nati ad immigrati regolarmente residenti. E' una esclusione che il governo, e in particolare la Lega, si propone di ribadire anche nel caso di eventuale proroga della misura e della sua estensione anche ai primogeniti. Cordialmente Chiara Saraceno
  • Perchè coi soldi dell'inps?
    Nome: Mamone Antonio  Data: 04.05.2004
    Sono venuto a sapere che l'incentivo in questione è erogato dalle casse dell'inps : è soltanto un tramite ? Spero di sì perchè se no non sarebbe un'incentivo ma un'aggravio solo per i lavoratori dipendenti.
    Risposta:
    E' vero che il finanziamento del bonus per il secondo figlio grava sul fondo accantonato per gli ammortizzatori sociali, purtroppo: quegli stessi ammortizzatori cui molti giovani padri e madri non hanno diritto perché in rapporti di lavoro atipici. cordialmente. C.S.
  • Gemelli
    Nome: Elena  Data: 31.03.2004
    Vorrei sapere se per il secondo figlio si intende anche il secondo nato, cioè se sono gemelli si può usufruire ugualmente del Bonus? Il bonus "scade" al 31/12/04? A quanto ammonta la cifra, di 500 euro una tantum? GRAZIE ELENA
    Risposta:
    Direi proprio che nel caso di gemelli c'è un secondo figlio. La misura per ora riguarda i nati entro il 31.12.2004, ma potrebbe essere prorogata. La somma è di 1000 euro una tantum (poco più di un mese di pannolini per i suoi gemelli). Auguri. Chiara Saraceno
  • E il padre?
    Nome: Luca Garozzo  Data: 27.03.2004
    Leggo che legge e regolamenti contemplano solo la madre quale destinataria dell'assegno. E il padre? Non ha gli stessi diritti e doveri ai sensi del Codice Civile, dal momento in cui ha riconosciuto il figlio? Questa discriminazione mi pare non costituzionale. Dato che mia moglie (cittadina argentina) ed io siamo in attesa del secondo figlio (giugno 2004) c'è qualche associazione che potrebbe tutelarmi in giudizio contro l'Inps? Per me non è una questione politica, ma una discriminazione sessuale che ritengo ingiusta perchè esclude i diritti e doveri della paternità. Cordiali saluti.
    Risposta:
    Non mi sembra che ci sia discriminazione tra padri e madri. L'assegno è dato per il figlio. E viene dato al genitore più chiaramente individuato: la madre che lo partorisce. La discriminazione riguarda la nazionalità dei genitori. Il legislatore, a mio parere contravvenendo anche alle norme internazionali, ha escluso i cittadini (le cittadine) non comunitarie ancorché legalmente residenti. Con ciò discriminando anche i loro figli. Nel suo caso la discriminazione appare più evidente perché lei è cittadino italiano, quindi suo figlio non riceverà l'assegno nonostante nasca come italiano, solo perché sua madre è straniera non comunitaria. Farei ricorso su questa base, se fossi in lei. Auguri. Chiara Saraceno
  • BONUS
    Nome: Fabiola  Data: 12.03.2004
    Poco prima di Natale 2003 ho sentito dal telegiornale di questo bonus per i secondo geniti e il giornalista aggiungeva, verrà concesso un bonus anche per i bambini che nasceranno il giorno di Natale e Capodanno. Ero allora in attesa del mio primo figlio che guarda caso è nata proprio il giorna di Natale 25/12/2003, da allora sono in cerca di avere notizie più concrete su questo argomento. Qualcuno di Voi mi sa dare questa informazione??? Grazie
    Risposta:
    Cara signora, non mi risulta che ci sia nessun bonus per i bambini nati a Natale e Capodanno.
  • disparità
    Nome: Anna  Data: 18.02.2004
    In Italia è facile costume per i nostri legislatori creare disparità di diritti. Ma mi scusi coloro che hanno avuto il secondo (o terzo e +) figlio in data anticipata alla legge, perchè non deve poter avere gli stessi diritti? Considerando che: Italiana dalla nascita, lavora per lo Stato e paga da sempre troppe tasse senza possedere niente. Dove le mettiamo le vedove e le separate/divorziate con più figli a carico? Io sono una di queste ogni mese sbarcare il lunario diventa sempre più arduo. Le scuole sebbene statali (elementari e medie) costano sempre di più (tra non molto ci chiederanno di portare banco e sedia perchè ormai ci ciedono di tutto dal sapone carta igienica etcc) E i nostri chi sono ....FIGLI DI 2° CLASSE????? Sono stufa di questa Italia Beffarda e Bugiarda... Stessa disparità per la gente del sud che malgrado le grandi difficoltà a trovare lavoro non hanno mai potuto avere nessun tipo di assistenza economica dalla Stato come avviene invece per gli extracomunitari.... PERCHE'???? ....e poi ci chiamano razzisti????? E LO STATO CHE LO E'!!!!!!!!
    Risposta:
    Gentile Signora, ogni nuova misura crea delle disparità con il periodo precedente. Il bonus di 1000 euro è inteso per i nuovi nati. Se di ingiustizia si vuole parlare riguarda il fatto che ne fruiranno tutti coloro che per caso sono nati dopo la data di inizio, mentre non ne fruiranno coloro che nasceranno dopo la data di scadenza della misura, anche se la gravidanza è iniziata nel periodo di vigenza della misura. In ogni caso non è con un una tantum di 1000 euro che si sostiene il costo dei figli, soprattutto nei casi, come il suo, in cui si fa fatica a tirare avanti. Non capisco invece la sua battuta sul Mezzogiorno che sarebbe escluso dalla assistenza economica e sugli extracomunitari che viceversa sarebbero inclusi. In Italia non esiste una misura nazionale di sostegno al reddito per chi si trova in povertà, tantomeno per gli immigrati (che sono esclusi anche dal bonus per il secondo figlio, anche se legalmente residenti e paganti le tasse). Qualche comune, prevalentemente al Centro-Nord, prevede una misura di questo tipo. Ma le situazioni sono molto diverse. Ora la legge finanziaria include la possibilità di un cofinanziamento da parte dello stato nel caso in cui una regione decida di istituirlo, ma senza criteri e risorse chiare. La prima regione che si sta muovendo in questa direzione è proprio una regione del Sud: la Campania. Chiara Saraceno
  • Incentivo economico 2° figlio
    Nome: Alfredo Lombardi  Data: 12.12.2003
    Sono in totale disaccordo con questo provvedimento, in quanto artatamente adottato per sviare l'attenzione dalla questione realmente centrale in tema di natalità, e cioè che dal punto di vista fiscale è profondamente iniquo che i redditi siano tassati in modo eguale indipendentemente dal numero di figli a carico (con l'irrisoria eccezione delle detrazioni). Se non sbaglio uno dei punti del programma dell'attuale governo era quello di introdurre tael diversificazione, ma ciò non è ovviamente avvenuto...
    Risposta:
    Non è più del tutto vero che i redditi sono trattati in modo uguale a prescindere dal numero dei figli. A partire dalla riforma Visco, le detrazioni per i figli a carico sono aumentate in modo sostanzioso e non sono più irrilevanti, anche se certamente rappresentano solo una frazione del costo dei figli. Ma le detrazioni presentano un problema che va risolto prima di procedere ad eventuali ulteriori aumenti: alleggeriscono i costi solo per coloro che hanno redditi fiscalmente capienti. Chi non può fruirne del tutto o in parte non ha nessun vantaggio, o meglio nessun riconoscimento del costo che sostiene. E' un problema che si discute da anni senza che si sia trovata una soluzione (ad esempio sotto forma di imposta negativa). Ed è emerso con particolare evidenza allorché l'attuale governo, per venire incontro ai redditi più bassi, ha maggiorato per questi ultimi la detrazione per i figli a carico, senza tener conto sia del fatto che la tassazione avviene sul reddito individuale e non su quello familiare (con la conseguenza di produrre nuove ingiustizie), sia appunto della questione degli incapienti, che sono appunto, per definizione, i più poveri. Per questo in alcuni paesi si preferisce non operare con le detrazioni ma con gli assegni per i figli - continuativi, naturalmente. cordialmente
  • Adozioni
    Nome: Baldo  Data: 11.12.2003
    Cara Saraceno, Io la legge non l'ho letta, ne ho solo letto marginalmente sui giornali, ma la prima cosa che mi è venuta in mente è stata questa: visto che ci sono stati (come la Cina) che danno incentivi per non partorire, o addidittura stati dove si fa sterilizzazione di massa per limitare le nascite, e considerato che ci sono molte famiglie che desidererebbero dei figli ma non possono averne, perchè non incentivare anche l'adozione? Non farlo significa discriminare coloro che i figli li vorrebbero ma non possono averne di naturali.
    Risposta:
    Mi sembra che lei introduca un altro problema, diverso e molto complicato. L'adozione richiede un particolare tipo di disponibilità (non puramente economica). E ci sono molte più domande di adozione che non possibilità effettive di adozione (per fortuna, verrebbe da dire). Certo, si potrebbe suggerire che i figli adottati nel periodo di vigenza di questa norma siano equiparati ai figli nati nello stesso periodo, indipendentemente dalla loro età, come avviene nel caso dei congedi genitoriali. Anche se temo che qualcuno tra i nostri legislatori non apprezzi le adozioni internazionali (che costituiscono la stragrande maggioranza delle adozioni). Ed infatti, tanto per stare sul sicuro, ha escluso dal bonus per il secondo figlio i bambini nati da genitori extracomunitari anche se regolarmente presenti nel nostro paese. cordialmente
  • Bonus contraddittorio
    Nome: Enzo Pisano  Data: 10.12.2003
    Più che un bonus inutile mi pare che sia incoerente. Come si concilia il proponimento di accrescere la natalità nel nostro Paese mediante un incentivo economico, con l’approvazione della legge sulla procreazione assistita la quale accrescerà le difficoltà per le coppie sterili di avere figli. Qual è il senso? Saluti Enzo Pisano
    Risposta:
    Tra le molte critiche che si possono fare all'uno e all'altro provvedimento (personalmente giudico la legge sulla procreazione assistita un attacco alla libertà di coscienza dei cittadini, alla salute e alla dignità delle donne), mi sembra che questa sia debole. Ci mancherebbe altro che si incentivassero le nascite purchessia e ad ogni costo. cordialmente Saraceno