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Una bolla di sapone chiamata Rui

di Chiara Saraceno, Categoria , Povertà, , Data 16.10.2003
Nella Finanziaria nessun impegno di spesa per il reddito di ultima istanza, la misura che dovrebbe servire a contrastare la povertà. Si parla genericamente, e senza specificarne l'entità, di un co-finanziamento alle Regioni, lasciando a queste la decisione finale sull'introduzione o meno del sussidio. Si perpetua così una disparità tra zona e zona del paese. Troppo restrittiva la definizione dei beneficiari: molti i poveri che non potranno ricevere assistenza sotto questa forma.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • RUI
    Nome: Giuseppe  Data: 04.01.2004
    Sulla base delle considerazioni fatte, mi chiedo se l'attuale Governo sia cosciente delle conseguenze che potrebbero derivare dalla fine del reddito minimo di inserimento e dalla previsione del reddito di ultima istanza. Il mio pensiero va, in particolare, ad una Regione come la Sicilia (forse perchè ci vivo) in cui l'alto tasso di persone a rischio di esclusione sociale si combina con una capacità fiscale per individuo notevolmente inferiore a quella di altre Regioni. Se la Regione non riuscirà a reperire i fondi necessari o si vedrà costretta, per reperirli, a tagliare altri servizi, che ne sarà delle tantissime famiglie palermitane che vivono ai margini della società? Come si può continuare a ripetere a livello istituzionale che la lotta all'esclusione sociale è un pre-requisito essenziale per lo sviluppo complessivo del sistema nel quadro di una crescente competitività internazionale e ribadire costantemente che essa è una priorità dell'attuale Governo? Distiniti Saluti
    Risposta:
    Francamente credo che al governo non importi nulla delle conseguenze della cancellazione del RMI e più in generale della mancanza di una misura di sostegno al reddito e di integrazione sociale per chi è povero. Anche perché può sostenere che questa misura non c'è mai stata e non per questo in Italia sono successi disastri sul piano politico. E non mi sembra proprio che, finita la campagna elettorale, abbia mai più detto che il contrasto alla povertà e all'esclusione sociale è una delle priorità. Aggiungo che proprio la concentrazione della povertà nel Mezzogiorno è uno dei motivi che produce maggiore resistenza alla introduzione di una misura di questo tipo sia tra chi teme che sia una ennesima politica assistenziale a fondo perduto sia tra chi, nella maggioranza e nel governo, usa lo spettro della secessione del Nord laborioso dal Sud dipendente. Anche se i fatti di questi giorni mostrano quanto possa costare al paese la fantasiosa e disinvolta "laboriosità" di alcuni imprenditori del Nord: certo molto più che l'introduzione generalizzata e su base universalistica del RMI. cordialmente Saraceno
  • RUI
    Nome: Giacomo Correale Santacroce  Data: 17.10.2003
    Qualcuno ha detto che le parole sono pietre. Cioè che fanno parte della sostanza. Come si può non reagire a un concetto come "reddito di ultima istanza"? Una volta si parlava di reddito di cittadinanza, reddito minimo d'inserimento (o reinserimento). E' frivolo esigere un cambiamento nelle leggi dell'espressione "reddito di ultima istanza" (come dire: prima del suicidio)? Giacomo Correale Santacroce
    Risposta:
    Condivido, l'espressione è infelice. Se si trattasse solo di questo però potremmo passarci sopra. Il fatto è che corrisponde esattamente all'idea dei "poveri meritevoli" di assistenza che ha questo governo: coloro e cui condizioni sono così degradate che non c'è altro da fare che dare loro un sussidio. E che sono così marginali da non poter pretendere rispetto per la loro dignità. Cordiali saluti Chiara Saraceno