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Calamità naturali "assicurate"

Categoria Energia e Ambiente, Data 31.10.2003
E' iniziato alla Camera l’iter del decretone di collegamento alla Legge Finanziaria. Si discute anche dell’introduzione dell’assicurazione obbligatoria contro le calamità naturali. Riproponiamo ai lettori un‘intervista a Guido Bertolaso, capo della Protezione civile, che ne spiega i dettagli.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • assicurazioni da rischi naturali
    Nome: Massimo Leonardi  Data: 07.10.2005
    D’accordo con Bertolaso. Inserire in un comma della finanziaria un provvedimento di tale portata per i cittadini è però politicamente e tecnicamente scorretto. Un legge sarebbe decisamente più opportuna. Trovo riduttivo assegnare alle assicurazioni il ruolo di alleggerire il bilancio: dove verranno spese le risorse risparmiate? Si spera in prevenzione, visto che negli ultimi dieci anni si è speso per questa circa sette volte meno che in emergenze. La prevenzione però la si attua attraverso la realizzazione di opere strutturali (muri, argini) ma soprattutto attraverso la corretta pianificazione del territorio. I Comuni, visti i tagli dei trasferimenti statali, cercano risorse dove possono. L’edificazione porta nelle casse gli oneri, oggi spendibili fino al 60% in spesa corrente, ed aumenta la base imponibile ICI. Costruire ove possibile, soprattutto per Comuni che non hanno altre risorse sul territorio, è diventato un sistema per tenere in piedi i bilanci. Se a questo aggiungiamo che la percezione dei cittadini del pericolo idrogeologico è pressoché zero, ecco che limitare l’edificazione in funzione della sicurezza non ha valore politico anche perché poi tanto paga Pantalone. Allora l’assicurazione potrebbe essere anche usata per costruire tale valore, applicando un sistema tipo bonus-malus ai Comuni. Si comincia a pagare un premio massimo per il proprio immobile in funzione del livello di rischio a cui è esposto. Se il Comune attua una corretta politica di uso del territorio, spende risorse in sicurezza, si dota di regolamenti edilizi opportuni, il premio scende nel tempo sensibilmente. Si trasforma così l’aumento di sicurezza da intangibile a tangibile (risparmio di soldi per i cittadini) ed acquista quindi valore politico. Edificare, insediarsi in aree a rischio deve diventare economicamente sconveniente. Allo Stato deve restare l’onere dell’emergenza, l’assicurazione dei beni esistenti non assicurabili e la riassicurazione delle compagnie. Ma ci vuole una legge.