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2008, spartiacque fra generazioni

di Vincenzo Galasso, Categoria Pensioni, Data 02.10.2003
La riforma previdenziale proposta dal Governo non è né equa né graduale. Il passaggio dai trentacinque ai quaranta anni di contributi in un'unica soluzione e procrastinato al 2008 "salva" i lavoratori che già erano stati risparmiati dalla Legge Dini e apre un divario generazionale. Dubbi anche sull'effettiva realizzazione del provvedimento perché l'esecutivo in carica tra cinque anni potrebbe decidere di rinviare ancora l'innalzamento dell'età di pensionamento.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Il fossato del 31/12/07
    Nome: a.mazzoni  Data: 08.10.2003
    La proposta governativa che istituisce il "fossato del 31/12/07" è talmente strampalata che sono sicuro non verrà mai applicata, anche se nel 2008 dovesse governarci ancora una compagine del centro-destra. E' chiaro che la mancata gradualità è dovuta al veto della Lega che secondo me non ha vita lunga.
  • lavoratrice stanca
    Nome:  Data: 07.10.2003
    Ciò che il Governo ha deciso di fare è profondamente ingiusto e non esclusivamente perchè io faccio parte dei "discriminati" per un solo anno, essendo nata nel 1952, ma perchè lo sarebbe anche se io fossi tra i fortunati che potranno andare in pensione con le attuali regole entro il 31 Dicembre 2007....forse il Governo pensa di aver creato un divario così netto fra generazioni, in modo da essersi garantito contro scioperi ad altissima adesione...........Secondo il mio modesto parere, con la sua riforma ... il Governo di destra ...otterrà una fuga precipitosa da parte di tutti coloro che potranno andarsene, me compresa, utilizzando la mobilità lunga prevista per le Aziende in crisi. Se il riassetto del sistema pensioni fosse stato più graduale, probabilmente tutti lo avrebbero accettato in considerazione del fatto che è, in ogni caso, necessario.