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Precari veri e presunti

di Bruno Anastasia, e Aris Accornero, Categoria Lavoro, Data 25.09.2003
Il sentire comune vuole che i collaboratori coordinati e continuativi siano più di due milioni. E che quindi in Italia si assista a una generale precarizzazione del lavoro subordinato. Ma è una credenza lontana dalla realtà: se si analizzano i pochi dati disponibili, ci si accorge che i veri co.co.co. sono circa seicentomila. Gli altri sono riconducibili ai liberi professionisti, pensionati e persone con doppio lavoro. Anche la nuova figura del “lavoratore a progetto” può essere positiva. Il rischio è semmai nei decreti attuativi della Legge Biagi che, invece di razionalizzare il fenomeno, potrebbero finire per incrementare il lavoro nero.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Infortuni sul lavoro
    Nome: Carla Nipoti  Data: 27.11.2006
    Sono d'accordo con Aris Accornero, in Italia le Leggi ci sono, ma non vengono applicate per il semplice fatto che molti imprenditori assumono i lavoratori in nero. A questi imprenditori non interessa l'incolumità del lavoratore, ma solo trarre il maggior profitto, con il minor costo e senza imposte. A mio avviso si dovrebbe aumentare il numero dei controlli, coordinando i vari settori addetti a questi. E' una mia opinione, ma noto che quando succede un infortunio mortale, anche con personale in regola, il datore di lavoro viene indagato, ma non ho mai visto nessuno finire in prigione per la mancata osservanza delle Leggi. Cordiali saluti. Carla Nipoti
  • dati e proiezioni
    Nome: Monica  Data: 05.10.2003
    Analisi molto interessante. Da ex co.co.co dell'editoria, ricordo però che esistono, oltre ai parasubordinati Inps, anche i parasubordinati Inpgi. E tantissimi evasori... A proposito, l'associazione in partecipazione è in qualche modo censita?
    Risposta:
    Certo, ci sono anche i parasubordinati non Inps (quindi Inpgi ma anche altri professionisti tenuti al versamento presso le rispettive Casse o Enti previdenziali): riteniamo che le dimensioni quantitative in gioco non mutino il quadro macro tracciato nel nostro commento. Le associazioni in partecipazione, invece, non sono state considerate perché a tutt'oggi non è disponibile nessuna fonte specifica al riguardo (almeno in teoria l'Inail potrebbe produrre qualche informazione specifica...). Dal prossimo anno, anche le associazioni in partecipazione dovrebbero essere tenute a un versamento previdenziale in una nuova gestione separata Inps... Chissà che fra qualche anno sappiamo qualcosa di più... Cordiali saluti