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Commenti

Sarà strutturale?

di Tito Boeri, e Agar Brugiavini, Categoria Pensioni, Data 18.09.2003
Sembra esserci l’accordo nella maggioranza sulla riforma delle pensioni. Dal 2008 si chiuderà uno dei due canali di accesso alle pensioni di anzianità. Tentiamo una prima valutazione sulla base dei (pochi) dati disponibili. Vi è il rischio di forti fughe verso le anzianità da qui al 2008, che potrebbero compromettere i risparmi successivi. Inoltre, aumenterebbero le disparità di trattamento, accentuando la complessità del sistema.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • più gradualita nella riforma pensionistica?
    Nome: nicola scalzini  Data: 06.10.2003
    Più che un commento vorrei segnalare come molte forze politiche (AN,UDC,ma anche molti altri esponenti politici) si propongano di rendere più graduale l'innalzamento del requisito anagrafico, da35 a 40 anni, per il conseguimento del diritto alla pensione. Verrebbe voglia di dire loro che la guerra è finita. Questo innalzamento, da quanto è stato ufficialmente dichiarato non c'è più. Non c'è più la chiusura del canale d'uscita a requisiti congiunti (per intenderci: 57 anni di età e 35 anni di contributi) e quindi resta tutto come prima. Cambia per coloro che si avvalgono di questo canale il metodo di calcolo che seguirà le regole contributive. Una misura che ,a mio parere doveva essere decisa qualche tempo fa e che invece viene dilazionata di altri 4 anni. Essa peraltro accelera, si fa per dire, un pezzo della riforma Dini-Treu, condivisa dalle tre confederazioni sindacali. Il tempo della transizione al sistema contributivo è ancora così esasperatamente diluito che parlare di gradualismo lascia a dir poco perplessi. Quanto all'ottimo articolo di Boeri e Brugiavini attendo con interesse un suo aggiornamento alla luce di questa ultime grosse novità. Nicola Scalzini.
  • Pensioni
    Nome: Paolo Rossi  Data: 22.09.2003
    Più che un commento vorei fare una domanda. anche altri paesi europei dell'eurozona come Francia e Germania sono alle prese con la riforma delle pensioni. Pensa che si possa ragionare di un sistema unico europeo ( eurozona) della previdenza ( esempio un sistema unico dei vari inps dei vari paesi cosi come avviene per il sistema delle banche centrali) al fine di coordinare sistemi comuni di previdenza con regole comuni?
    Risposta:
    No. Ne abbiamo già parlato sul sito (veda gli interventi sulla "Maastricht delle pensioni". E' un problema che va affrontato paese per paese, anche perchè le condizioni di partenza sono molto diverse da paese a paese. Tito Boeri
  • pensioni
    Nome: Patrizia Fiorucci  Data: 19.09.2003
    Vi seguo sempre! Commenti in merito al vs. ultimo articolo (Boeri/Brugiavini) sulla storia pensioni. Continuate a parlare sempre di fuga dal lavoro ecc. e con questo seguite sempre il discorso di STARE o NON-STARE al lavoro. Ma chi non ce l'ha più il lavoro come arriva ai vari prossimi traguardi dei 60-o ddirittura 65 anni? Ma perché non citate mai questa questione e parlate sempre di effetto fuga? Parlate anche degli altri che vivono in un limbo inesplorato ed ignorato. Grazie.
    Risposta:
    Grazie per l'utile osservazione. Circa un 20% delle pensioni erogate a ex-lavoratori del settore privato sotto i 65 anni sembrerebbe (condizionale d'obbligo data la pacità dei dati) il risultato di esuberi. La maggioranza dei flussi verso le anzianità è il frutto di scelte consensuali di lavoratori e datori di lavoro. La fuga riscontrata anche in passato viene alimentata, comunque, soprattutto dai dipendenti pubblici, che hanno certamente meno problemi di tutela del loro posto di lavoro. Cordiali saluti.