Logo stampa
 
 
 

Commenti

Niente sgravi dall'Ires

di Silvia Giannini, e Maria Cecilia Guerra, Categoria Fisco, Data 16.09.2003
Contrariamente a quanto si lascia intendere, la riforma della tassazione delle società approvata dal Consiglio dei ministri non comporterà una riduzione dell’onere fiscale che grava sulle imprese. Non è neppure vero che ci si adegui a un modello europeo, peraltro inesistente. È vero invece che dalle legislazioni degli altri paesi europei si mutuano le norme più favorevoli per le holding e per i gruppi, senza interrogarsi se il nuovo sistema sia o meno coerente con le proposte di coordinamento elaborate dalla Commissione europea.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • irap
    Nome: Cesare Dussin  Data: 21.12.2003
    Perdonatemi ma non trovo esatto sommare aliquote di imposte con basi imponibili diverse quali sono irpeg (in futuro ires) e irap; in altri termini 33 % di ires + 4,25% di irap non fa 37,25% di imposizione visto che la base imponibile dell'irap è molto più grande di quella dell'Irpeg (e penso anche dell'ires) visto che, ad esempio, gli interessi passivi non sono deducibili dall'irap e nemmeno salari e stipendi; Saluti
    Risposta:
    Caro lettore (lettrice?) il problema che lei pone è stato sollevato più volte, dopo l'introduzione dell'Irap ed ha in effetti dato luogo a controversie ed equivoci. Quale l'incidenza dell'imposta sui profitti nel nostro paese? Non sarebbe certo corretto (come invece a volte viene fatto) sommare, a livello di impresa, l'Irpeg e l'Irap pagata e rapportare la somma di queste imposte ai profitti, per avere una misura dell'incidenza media sui profitti. Ad esempio, se i profitti fossero 100 mila euro e il valore aggiunto fosse 300mila euro, non sarebbe corretto dire che il carico fiscale sui profitti è (0.33*100mila+0.0425*300mila)/100mila = 45,75%. In questo modo, infatti si imputerebbe ai profitti anche la parte di imposta che grava su (che ha come base, che è commisura ta a) altre componenti del valore aggiunto (interessi e costo del lavoro). Per chiarire ancora meglio la questione, si ricordi che l'Irap ha abolito, tra altre imposte, anche l'imposta patrimoniale e i contributi sanitari. Mai prima della riforma Visco queste imposte e contributi venivano sommati all'Irpeg per calcolare l'onere dell'imposta sui profitti! (anche se indubitabilmente, e qui sta l'equivoco, dovendo pagare queste imposte le imprese ottengono meno profitti).Va poi ricordato che diverse forme di prelievo potrebbero avere gradi di traslazione diversi, ossia potrebbero gravare su soggetti diversi indipendentemente dal fatto che il soggetto tenuto a pagarle sia l'impresa.... Se si volesse calcolare il peso medio di tutti gli oneri fiscali e contributivi occorrerebbe usare una base imponibile più ampia (il valore aggiunto, ad esempio). Proprio per questi motivi è corretto dire che l'aliquota di imposizione complessiva sui profitti, dal 2004, è 37,25% (33%+4,25%) ed è questa l'aliquota che va utilizzata, ad esempio, nei confronti internazionali. Un euro in più di profitti, comporta infatti, a parità di tutto il resto, un onere addizionale di 0,3725. Lo spostamento di un euro di profitti dall'Italia ad un altro paese comporterà, sempre a parità di tutto il resto, un risparmio di imposta in Italia di 0,3725 e una tassazione nel paese dove sono riallocati i profitti pari all'aliquota legale in quel paese e così via...