I candidati all'ingresso nella Ue dovranno mantenere il tasso di cambio entro i margini di oscillazione del 2,5 per cento, annuncia Solbes. Un'impresa quasi proibitiva per Paesi soggetti ai flussi e deflussi di capitali, tipici dell'integrazione nei mercati finanziari internazionali. L'interesse comune è, invece, riconoscere la diversità di questi Paesi e permettere un loro ingresso nell’euro in tempi ragionevoli. Anche per evitare una nuova fase di instabilità monetaria generalizzata.