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Il traffico urbano, equo e solidale

di Michele Pellizzari, e Carlo Fiorio, Categoria Infrastrutture e Trasporti, / Europa, Data 27.03.2003
Un esempio da seguire quello di Londra e delle sue cinque sterline di tassa per l’ingresso in centro. I soldi ricavati sono impiegati per migliorare il trasporto pubblico e la circolazione privata è diminuita fino al 30 per cento. Molto meglio delle nostre targhe alterne e blocco delle non catalizzate che avvantaggiano chi può permettersi più di un auto e non portano alcun beneficio a chi utilizza metro e bus.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • GPL o metano
    Nome: massimiliano amirfeiz  Data: 03.04.2003
    Sono possessore di un auto a cui ho fatto applicare un impianto a metano. Questo, piu che per risparmiare sul combustibile (circa 1,5 euro in meno ogni 100km!), per senso civico, in quanto il gas inquina considerevolmente meno della benzina e del gasolio. Abito inoltre a Genova, dove da poco e' iniziata la sperimentazione sul roadpricing. Ora mi chiedo e Le chiedo, non sarebbe possibile fare si che a tutti i possessori di macchine con impianto a gas, fosse reso gratuito il passaggio per il centro? Questo, oltre a premiare i possessori di auto a gas (categoria bistrattata), incentiverebbe le persone a convertire le loro auto in auto a gas. Infatti mentre oggi il GPL o Metano conviene solo a chi fa moltissimi chilometri all'anno, il gas sarebbe conveniente anche a chi deve attraversare i centri urbani frequentemente. All'aumentare degli utilizzatori di gas per trazione, si moltiplicherebbero i distributori di GPL o Metano, piu di quanto ce ne siano oggi (a genova ce ne sono 3, tutti molto, molto fuori mano). Insomma basterebbe poco o nulla alle autorita comunali di Genova, e nel giro di pochi mesi si ritroverebbero il centro attraversato in gran parte da auto ecologiche. Vorrei sapere se proposte simili sono gia state fatte, ed eventualmente chidervi a quale assiciazione rivolgermi per fare pressione sulle autorita cittadine perche si prenda in considerazione una porposta del genere. Grazie
    Risposta:
    Grazie del suo commento. Siamo d'accordo con lei sul fatto che forme di energia meno inquinanti sono sicuramente da incentivare. Tuttavia ci sembra che traffico e inquinamento siano questioni solo parzialmente sovrapposte. Solo miglioramenti tecnologici sostanziali possono incidere fortemente sul livello d'inquinamento e sarebbe forse più efficace incoraggiare le case automobilistiche a produrre auto sempre meno inquinanti -siano esse a gas, a metano, catalitiche, bi-power o quant'altro - piuttosto che chiedere agli automobilisti privati costose conversioni su auto progettate per essere alimentate diversamente. In altre parole se ci si può attendere che nel tempo il progresso tecnologico (supportato da un adeguato sistema di incentivi per produttori e consumatori) risolva il problema dell'inquinamento, la questione del traffico richiede interventi diversi e su misura. A noi sembra che il road pricing sia un'idea da considerare con attenzione. Michele Pellizzari
  • Road pricing
    Nome: Tomaso Pompili (Univ. Milano Bicocca)  Data: 01.04.2003
    Per un livello ragionevole della congestion charge occorre tenere conto anche degli aspetti psicologici: deve essere superiore a un'andata e ritorno sul trasporto pubblico (due biglietti), dal momento che gli altri costi del mezzo privato non sono percepiti con la stessa intensità (e si potrebbe argomentare che oggi siano quanto meno in equilibrio con i benefici differenziali del mezzo privato rispetto a quello pubblico). E' utile il vostro chiarimento sulla equità del pedaggio urbano relativamente a misure più comunemente praticate, dal momento che questo è il punto più contestato dagli oppositori (Pompili, 1997). Tuttavia, non basta promettere che gli incassi saranno devoluti a finanziari investimenti nelle reti di trasporto: occorre anche equità territoriale, fra i residenti della città centrale (beneficiari netti) e i pendolari residenti nell'hinterland (soggetti a pedaggio): a Oslo il R.P. è gestito da una società Comune-Provincia - qualcuno avrebbe dovuto spiegarlo al sindaco Albertini e all'assessore Goggi. Tanto più che il costo dell'investimento non è così ingente, e può essere ripagato nelle primissime fasi di esercizio (Pompili, 1996). Pompili T. (1996), Un’applicazione dell’analisi economica ai problemi urbani: strumenti contro la congestione del traffico, Rivista Milanese di Economia, n.57, 79-99. Pompili T. (1997), Aspetti economici del road-pricing, Economia Pubblica, v.27, n.3, 117-136.
    Risposta:
    Caro Pompili, come certamente lei sa bene la giustificazione del road pricing sulla base dei costi psicologici e' alquanto difficile poichè è (quantomeno) complicato dare un valore monetario alle preferenze individuali. Nelle recenti applicazioni il road pricing e' visto come un meccanismo di rivelazione delle preferenze che prende una strada diversa: si fissa un obbiettivo di numero di auto in città e si determina il prezzo che permette di ottenere quell'obbiettivo. A Londra hanno imposto un prezzo fisso di £5 (€7,5) al giorno, ottenendo una riduzione di circa il 30%. A Singapore nel 1998, dopo anni di sperimentazione, sono passati dal prezzo fisso ad un sistema molto piu' raffinato: utilizzando un sistema di pagamento satellitare, aumentano il prezzo di ingresso in città se il numero di auto e' oltre l'obbiettivo prefissato, lo riducono se il numero e' inferiore. Tale variazione, grazie alla tecnologia satellitare adottata, e' effettuata piu' volte al giorno. A Londra non si e' adottato subito il sistema satellitare perchè piu' costoso ma rimane comunque il punto di riferimento. In quanto alla redistribuzione territoriale, anche gli abitanti delle periferie godrebbero di un servizio pubblico piu' efficiente se decidono di entrare in città. Se in città non vanno, non godranno i benefici della congestion charge (in termini di migliore trasporto pubblico) ma nemmeno i costi dell'inquinamento e della congestione. Grazie del suo commento, cordiali saluti Carlo Fiorio
  • Congestion Tax
    Nome: zelig  Data: 28.03.2003
    Tutto giustissimo: peccato che Milano, ad esempio, non possa contare su un servizio pubblico capillare come Londra!
    Risposta:
    Grazie per il suo commento. Milano, certo, non ha la rete di trasporti di Londra, ma non ha nemmeno lo stesso numero di utenti. Da diverso tempo, infatti, i trasporti londinesi sono oggetto di forti critiche per l'arretratezza sia della rete metropolitana che degli autobus: i famosi double-decker saranno anche belli ma inquinano e sono vecchi. La congestion charge è stata introdotta anche per garantire un flusso continuo di fondi per il rinnovamento della rete pubblica. Da noi si potrebbe fare una cosa simile: utilizzare quanto raccolto con una "congestion charge" per finanziare nuovi e migliori trasporti pubblici. Naturalmente per vedere gli effetti di investimenti di questo tipo ci vorrà tempo, ma forse è il caso di iniziare. Michele Pellizzari
  • 5 sterline
    Nome: Angelo Danio  Data: 28.03.2003
    A mio avviso 5 sterline sono poche, come del resto è basso il prezzo della benzina; se fosse 10 volte più alto la gente aguzzerebbe l'ingegno per trovare alternative per gli spostamenti, usando mezzi di trasporto collettivi. Quando ho preso la patente nel 1970 la benzina costava 149 lire a litro, che a mia memoria pesavano molto più degli attuali 1€ e qualche centesimo. Per il pedaggio di entrata dei centri urbani, io proporrei un giornaliero di almeno 50€ con la possibilità di abbonamenti stagionali a prezzi differenziati a seconda del reddito e della tipologia di reddito, con ampie possibilità di esenzioni per le classi più deboli; insomma il diritto ad inquinare, ma contro un "forte" pagamento.
    Risposta:
    Gentile Sig. Danio, La ringraziamo del suo commento. L'obbiettivo del road pricing e' di ridurre la congestione/inquinamento per condurlo a livelli accettabili senza necessariamente eliminarlo del tutto. La sua proposta di una tassa giornaliera di €50 avrebbe indubbiamente piu' efficacia nel ridurre l'ingresso in citta' delle auto private ma presenta almeno due importanti limitazioni, a nostro avviso. E' difficilmente sostenibile da un punto di vista economico e politico. Da un punto di vista economico, per funzionare e autofinanziarsi il road pricing ha comunque necessita' di qualcuno che entri in citta' e paghi. In quanto al problema politico, il road pricing e' da tempo stato indicato da un punto di vista teorico come il sistema piu' efficace per limitare il traffico urbano ma non e' stato quasi mai attuato per l'opposizione vigorosa dei contrari. Determinare il livello ragionevole di una congestion charge non e' facile. Crediamo tuttavia che una tassa di €50 farebbe probabilmente spostare diversi voti a sostegno del gruppo degli oppositori. Carlo Fiorio