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Commenti

LA SINISTRA, I BOT E IL TABU' DELLA NOMINATIVITA'

di Francesco Giavazzi, Categoria Conti Pubblici, / Fisco, Data 01.10.2007

La redistribuzione è l'unico motivo che giustifica la tassazione di interessi e dividendi. Ma allora sarebbe necessario assoggettarli alla medesima aliquota che il contribuente paga sul reddito da lavoro. E' la soluzione adottata in molti paesi, a cominciare dalla Gran Bretagna e dagli Stati Uniti. In Italia invece si preferisce un'aliquota unica su tutte le rendite finanziarie. Anche al 20 per cento ridistribuisce …  ma favore dei ricchi. Diversamente da ciò che molti pensano, questo sarebbe il momento giusto per modificare il trattamento fiscale dei titoli di Stato.

COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Tassare i BOT : la rendita o il capitale?
    Nome: Renato Zanca  Data: 18.10.2007

    Il rendimento nominale annuo dei Titoli di Stato è stato negli ultimi 5 anni (2002-2006) del 2,98% (quello dei Bot annuali del 2,61%). Il tasso medio di inflazione del 2,42%. La tassazione al 12,50% degli interessi nominali equivale al 66% degli interessi reali. Nel caso dei BOT l'imposta è stata 1,7 volte l'interesse reale e cioè è stato tassato il patrimonio. Non credo si possa ignorare questa realtà in un paese dove la previdenza pubblica è, e sarà sempre più insufficiente.

  • BOLLI SU CC E DEPOSITO TITOLI
    Nome: Dario Pietrroia  Data: 15.10.2007

    A mio parere ad un'aumento dell'aliquota sulle rendite finanziarie andrebbe affiancata la riduzione dell'imposta di bollo sui conti correnti e sul deposito titoli. Trattandosi di un'imposta che viene pagata in egual misura indipendentemente dal reddito o dalle rendite percepite. Questo mitigherebbe l'effetto del provvedimento sui piccoli risparmiatori.

  • Un punto di vista personale, ma non troppo
    Nome: Hans Suter  Data: 12.10.2007

    Ho l'impressione che solo professori e sottosegretari possono ragionare con tanto distacco dalla realtà quotidiana. Invece chi è costretto a vivere dei suoi risparmi e ha superato i 65 anni deve per forza investire una parte elevata dei suoi soldi in obligazioni triplo A. Questo 20% che professori e sottosegretari ridistribuiscono generosamente, tanto sono soldi miei, corrisponde più o meno alla differenza fra rendimento e inflazione..

  • tassazione rendite finanziarie
    Nome: blasetti aris  Data: 12.10.2007

    Vedo che anche Voi, pur aderendo alla parte che vuole super tassare i possessori di Bot etc. riconoscete che si tratta solo di una redistribuzione di reddito e che non vi sono altri validi motivi per sostenere una tale tesi.Potrei aderire alla Vs. tesi solo se la tassazione si facesse carico della perdita costante di valore delle rendite finanziarie obbligazionarie dovute all'inflazione.Se tassiamo in modo eccessivo questi redditi allora trasformiamo una tassazione sui redditi in una patrimoniale nascosta. Se vogliamo una patrimoniale allora diciamolo chiaramente.Quanto all'esempio di Stati Uniti e Gran Bretagna forse è meglio prendere ad esempio tutto il sistema di tassazione e non solo singoli pezzi che possono far comodo per sostenere le proprie tesi. Cordialmente

  • Tassazione delle rendite finanziarie
    Nome: Alberto Lusiani  Data: 09.10.2007

    Sono ovviamente d'accordo con i rilievi di Masseroli e Rafazzini sul fatto che la rendita netta su cui discutere il livello di imposizione e' quella al netto dell'inflazione, e sottolineo che questa considerazione e' tanto piu' importante per gli investimenti dei piccoli risparmiatori (tipicamente ora CCT al 4% con 2% di inflazione) rispetto alle rendite dal possesso di azioni, e soprattutto derivanti da operazioni speculative o straordinarie, in cui i guadagni rapportati ad un anno sono tipicamente molto superiori al 4% e per i quali l'inflazione puo' essere considerata trascurabile. Ovviamente sottrarre l'inflazione e' operazione delicata e dubito che lo Stato italiano avra' mai l'onesta' ma anche la capacita' tecnica di farlo onestamente (evitando ad esempio di barare sulla stima dell'inflazione, o magari usando parametri oggettivi come il tasso di sconto o rendimento medio dei BOT annuali). Finche' questo non accade, personalmente ritengo inopportune perche' ingiuste aliquote superiori al 10-15%. Riguardo alla tassazione con aliquota marginale sul reddito, non mi pare sia corretto che questo avvenga negli USA, dove mi risulterebbe invece un'aliquota del 15% sulle rendite finanziarie, indipendente dal reddito. Riguardo all'intervento di Gianni, ritengo errata la sua considerazione che occorre aumentare l'aliquota per rendere meno "conveniente per i capitali indirizzarsi verso la rendita anziché verso il rischio di impresa", perche' la stessa alquota al 12.5% si applica anche alle plusvalenze azionarie. Certo le partecipazioni di controllo sono tassate al 27%. Vorrebbe Gianni per caso ridurre anche questa aliquota per incentivare il capitale di rischio?

  • tassazione delle rendite
    Nome: Pierluigi De Simone  Data: 08.10.2007

    Usare il termine "rendita" è improprio. Nessuno garantisce niente. Solo le obbigazioni hanno un rendimento noto. Ma è scontato sul prezzo. I soldi che si usano per fare investimenti (così si chiamano) sono già stati soggetti a tassazione. Punto. Si perpetra una enorme ingiustizia. Se un investimento va a rotoli, può lo sfortunato investitore ridurre il suo imponibile di una cifra pari alla perdità ? Col cavolo Tassare gli investimenti come lo fa lo Stato Italiano è un gioco nel quale vince sempre e solo il banco.

  • Rendite
    Nome: Diego  Data: 04.10.2007

    Mi sembra che gli articoli siano del tutto conivisibili e lucidi. Complimenti. In realtà il tema più interessante su cui si dovrebbe scrivere è del capire perchè non si voglia aggiornare e armonizzare la tassazione di interessi e dividendi in questo o in altri momenti turbolenti o meno...

  • LE RENDITE FINANZIARIE SONO UNA FORMA DI REDDITO
    Nome: Fabio Corgiolu  Data: 03.10.2007

    A mio avviso le rendite finanziarie dovrebbero essere considerate a tutti gli effetti una forma di reddito ed in quanto tali partecipare alla determinazione dell'imponibile Irpef. Non condivido si tratti di una doppia tassazione perché stiamo parlando di tassare il nuovo reddito prodotto, non il capitale in sé. Quanto ad eventuali preoccupazioni su ipotetiche esplosioni dell'evasione fiscale, è compito dello Stato combattere l'evasione introducendo tecniche più efficaci delle attuali.

  • TASSAZIONE SULLE RENDITE FINANZIARIE
    Nome: Otilio Masseroli  Data: 03.10.2007

    Non si può non concordare appieno a quanto scrive Maurizio Razzolini che mette correttamente in luce un aspetto oggettivo (non considerato nel pur pregevole articolo di Francesco Giavazzi “ La sinistra, i Bot e il tabù della nominatività”) e che tale aspetto vada anteposto a qualsiasi considerazione sull'ammontare della tassazione. Con i dati esposti a titolo di esempio da Maurizio Razzolini il rendimento dei Bot è indicato nel 3%, ma per effetto dell’inflazione il rendimento reale è solo dell’1%. In tali condizioni una tassazione del 20% sul rendimento cedolare equivarrebbe ad una tassazione del 60% (sessanta percento) sul rendimento reale. Mi sembra sostanzialmente condivisibile la considerazione (esposta nell’articolo) che sarebbe necessario assoggettare i redditi in argomento alla medesima aliquota che il contribuente paga sul reddito da lavoro. Non mi pare però (come pure si dice nell’articolo) che un’aliquota del 20% sia certamente più equa dell’attuale 12,5%: non credo infatti che esistano redditi di lavoro tassati a livelli che giungano fino al 60%.

  • doppia tassazione del risparmio
    Nome: Giuseppe Gioioso  Data: 03.10.2007

    Sono assolutamente d'accordo con la tesi esposta, ma non condivido assolutamente la critica e mi sembra la relativa condivisione dell'autore della doppia tassazione del risparmio. Quel che si vuol tassare infatti non è il risparmio in sè, che, essendo la differenza tra reddito - imposte - consumo è stato effettivamente già tassato, ma la rendita finanziaria, ossia il reddito prodotto dal risparmio, che in sè continurebbe ad essere non tassato. In sostanza se metto i soldi sotto la famosa mattonella o li investo in attività finanziarie quegli stessi soldi continuerebbero a non essere tassati; quello che verrebbe invece tassato in maniera più incisiva sarebbe il reddito prodotto da quegli stessi soldi, utilizzati con minore o maggiore propensione al rischio in impieghi finanziari alternativi. Trovo poi sconcertante che in Italia queste posizioni siano portate avanti soltanto dalla sinistra radicale, laddove anche economisti liberal la reputano una soluzione equa, secondo me non solo dal punto di vista redistributivo, ma anche da quello strutturale. Un imprenditore che rischia il proprio capitale con rischio infinitamente maggiore è tassato 3-4 volte in più di chi impiega le risorse per rendite finanziarie.