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La via fiscale contro le piramidi

di Stefano Mengoli, e Sandro Sandri, Categoria Fisco, / Finanza, , Data 10.09.2007
I gruppi piramidali sono fonte di possibili abusi e per questo vanno fortemente scoraggiati. Un'operazione che difficilmente potrà passare da un semplice operare delle forze di mercato. Più consono affidarsi alla leva fiscale e a un più generale processo di riforma volto a sviluppare il sistema finanziario tramite una regolamentazione che di fatto ne incentivi una naturale evoluzione. Un intervento legislativo sembra necessario, non foss'altro che per evidenziare eventuali tipologie di comportamento opportunistico poste in essere dalle maggioranze.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Gli inquinatori del mercato
    Nome: riccardo nogara  Data: 13.11.2007

    In qualità di piccolo investitore mi sento considerato "spazzatura" a tutto beneficio dei gruppi piramidali che in questi anni per l'assenza di adeguate leggi e per una giustizia inesitente per il comune cittadino si sono sentiti incentivati a preferire le scatole cinesi

  • Perche' evitare nome e cognome?
    Nome: alberto bisin  Data: 11.09.2007
    Perche' non citare per nome la societa' cui si fa riferimento nell'articolo? Una delle condizioni al contorno per il funzionamento dei mercati e' la trasparenza, indotta anche dalle analisi della stampa finanziaria indipendente.
    Risposta:
    In quanto studiosi interessati ai temi economici, ritengo che esuli dai nostri fini l’identificazione dei colpevoli nel caso in questione ritenendo invece molto piu’ interessante mostrare il potenziale danno che simili “riorganizzazioni” possono arrecare alle minoranze azionarie. Tra l’altro risulterebbe alquanto ingiusto additare il comportamento di una società piuttosto che quello di un’altra data l’elevata diffusione di tali operazioni sul mercato borsistico Italiano (persino una società di Stato qualche anno fa mise in piedi un’operazione simile per ripianare ammanchi che si erano venuti a creare in precedenza). Queste considerazioni ci portano a sostenere la necessità del contenimento del fenomeno dei gruppi piramidali. Il problema fondamentale è che queste operazioni richiedono una valutazione di assets. Ed è facilmente comprensibile come il concetto di “valorizzazione” di un asset risulti sfuggente e quindi difficilmente sostenibile in maniera incontrovertibile. Una prova indiretta, valida solamente “in media”, del loro fine espropriativo perviene comunque dal fatto che le società a monte in sede di riorganizzazione ottengono generalmente performance di borsa positive mentre quella a valle negative. (si veda: Bigelli and Mengoli, 2004. Sub-Optimal Acquisition Decisions under a Majority Shareholder System, Journal of Management and Governance, Volume 8, Number 4, December 2004, Springer, pp. 373-405. http://www.springerlink.com/content/q1881r5881v63084/)