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Quattro tappe per riformare il mercato del lavoro in Francia*

di Olivier Blanchard, Categoria Lavoro, , Data 04.09.2007
Rendere più sicuri i percorsi professionali e più efficace il sistema di indennità di disoccupazione cambiandone il finanziamento. Oltre a razionalizzare le procedure di licenziamento. Si tratta di riforme possibili per il mercato del lavoro francese. A patto di realizzarle contemporaneamente per ottenere l'assenso delle parti sociali. Una volta in atto, permetterebbero di ridurrebbe il numero dei senza lavoro, aprirebbero prospettive più stimolanti per i giovani. Soprattutto, garantirebbero una maggiore crescita economica.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Riforma del mercato del lavoro.
    Nome: Giampaolo Cocco  Data: 05.10.2007

    La mia testimonianza è quella di un lavoratore che vive nell'agonia del sistema prospettato dal signor Olivier Blanchard. Circa dodici anni di precariato in diversi settori e formazione continua mi hanno portato solo ingiustizie alle quali, oggi non sono più disposto a sottostare. Oggi, a quarant'anni, ho deciso di mollare: non cerco più il "posto fisso" e soprattutto non accetto più contratti interinali o a tempo determinato. Questo è quello che crea il sistema prospettato in Francia e che qui in italia è permesso ormai da tanto tempo, legge Treu e poi legge 30. Voglio vedere chi verrà ad obbligarmi ad accettare un'altro contratto di due giorni o a chiedermi di aggiungere un'altro titolo alle decine che ho già. Attenzione, cercano di fare passare le persone come me, circa sei milioni, come casi umani e non lo siamo.

  • Dogmi
    Nome: Claudio Resentini  Data: 05.09.2007
    Ci risiamo con il vecchio vizio, tipico dell'ortodossia economica, di considerare il lavoro un mero input produttivo da acquisire liberamente nella quantità che si vuole su un mercato del tutto simile a quelli, tutti teorici, delle merci! Il dogma economicistico che contrappone insiders e outsiders secondo il quale la protezione dei posti di lavoro esistenti impedisce di crearni di nuovi deriva da questa visione distorta della realtà. La realtà invece è molto spesso opposta: quante volte sono i padri con lavori o pensioni garantite dal vecchio welfare state "lavoristico" che consentono ai loro figli di barcamenarsi tra un lavoro postmoderno e l'altro riuscendo così a condurre una vita dignitosa altrimenti impossibile? La verità è che proprio la protezione del lavoro dei cosiddetti insiders spesso consente agli outsiders di non diventare dei "working poors". Il prof. Blanchard e tutti gli economisti che auspicano l'avvento un "sistema generoso, ma che obblighi i disoccupati a ricominciare a lavorare, se il mercato offre un lavoro accettabile" dovrebbero riflettere sul fatto che con premesse ndel genere essun lavoro risulta accettabile. Non è accettabile un lavoro che non garantisce un reddito perchè destinato ad interrompersi dopo poche settimane, come molte delle "somministrazioni di lavoro" delle agenzie ex interinali (i caporali postmoderni). Questo è il vero scandalo della legge 30: l'obiettivo aberrante di creare un vero e proprio mercato del lavoro e addirittura un mercato di secondo livello, il mercato dei servizi del lavoro, dove il lavoro venga addirittura venduto due volte. Non è accettabile un lavoro che mette il lavoratore in una condizione di ricattabilità pressochè assoluta e continua dove tutti gli abusi, nonostante le tutele formali della legge, sono possibili. Cordiali saluti.