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Commenti

Come nasce un terrorista

di Alan B. Krueger, Categoria , Internazionali, Data 04.09.2007
L'evidenza empirica dimostra che povertà e mancanza di istruzione giocano un ruolo ben piccolo nel trasformare un normale cittadino in un terrorista. Molta più importanza hanno le rivendicazioni geopolitiche e la convinzione che il solo modo per veder riconosciuti i propri diritti passi attraverso il terrorismo. Ma servono anche organizzazioni che sappiano sfruttare in modo razionale il fanatismo degli estremisti. E sono queste che dobbiamo combattere, riducendone la credibilità.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Terrorismo
    Nome: Francesco  Data: 09.09.2007
    "Ecco quando nasce il terrorista: quando qualcuno persegue con dedizione fanatica una rivendicazione e ha la convinzione che non esistano alternative diverse dal terrorismo per perseguire quella rivendicazione. E quando un’organizzazione terroristica, o una cellula, è pronta a utilizzare il potenziale terrorista. È una spiegazione che nel libro è sviluppata in modo più ampio." Un pò poco per un analisi del terrorismo...Ho l'impressione che qui l'analisi dei dati empirici non sia sufficiente a comprendere la questione. Il risentimento di cui parlava Nietzsche, e certe cose di Dostoevskji - magari ne parla nel Testo -, non dicono nulla all'autore dell'articolo? Per tacere poi della considerazione indifferenziata del fenomeno "terrorismo". La nostra storia recente insegna che il terrorismo, sia esso rosso o nero, ma anche quello religioso, è solo un epifenomeno di manifestazioni più vaste, anch'esse di varia natura.
  • G. Campo
    Nome: Marco  Data: 05.09.2007
    Se non interpreto male l'ultima frase del suo commento (ma in effetti mi pare che non ci sia ironia), non comprendo signor Campo come "La povertà, ça va sans dire, con la disperazione c'entra poco". Sono reduce da un viaggio "duro" in medio oriente e ricordo ancora molto bene alcuni paesi neri africani: le assicuro che se la disperazione non è sempre associata alla povertà, di certo quest'ultima aiuta ad essere disperati eccome! Eppoi, anche qui, la povertà non è solo economica e non solo "periferica". Forse un altro spunto di riflessione per la tutto sommato minuscola analisi di Krueger? Diffido degli anglosassoni in questo genere di analisi.
  • Povertà e disperazione
    Nome: Giuseppe Campo  Data: 05.09.2007
    A proposito dell'ottimo articolo di Alan B. Krueger “Come nasce un terrorista “, trovo arbitraria l'equivalenza tra povertà e disperazione che si evincerebbe dal sommario. Cosa altro sono se non dei “disperati” delle persone che “vedono nel terrorismo il modo migliore, o l’unico, per farlo (le rivendicazioni)? La povertà, ça va sans dire, con la disperazione c'entra poco.
  • Delusione
    Nome: Marco  Data: 05.09.2007
    Per quanto non si possa in linea generale dissentire dall'autore, mi pare che ci si trovi di fronte a un ennesimo caso di "scientismo" sociale che non tocca i punti veri della questione. Forse bisognerebbe chiedersi prima che definizione diamo del "terrorista", concetto che se è elastico nella pratica di chi ne assume i modi e le prassi è altrettanto elastico nell'intepretazione di chi addita il terrorista del giorno. In secondo luogo nessuna parola sulla radice del terrorismo "genuino", proliferante anzichenò in questo nostro mondo. Forse che le cause, prima che nella psicologia vadano cercate negli (dis)equilibri della democrazia e della politica "us-style"? Insomma, un articolo (ed un libro) inutile.
  • chi paga?
    Nome: bellavita  Data: 05.09.2007
    Forse nell'articolo manca la definizione "chi è un terrorista" : il potere assoluto tende a definire così qualunque oppositore o dissenziente, ben prima che passi alle armi. Ma visto che sono 25 anni che è morto Dalla Chiesa, una domanda che non ha mai avuto risposta è "chi ha sostenuto finanziariamente il terrorismo in Italia ?". Al culmine degli anni di piombo, la logistica dei latitanti e delle armi costava 50 miliardi all'anno, a dir poco, soldi che non si ottengono con le rapine (basta poi controllare i dati negli annuari assicurativi). Eppure nemmeno i capi pentiti sanno dare spiegazioni (di uno sono amico). E credo che nella metodologia di interrogatorio non ci fosse la domanda "chi vi portava i soldi?" e l'incrocio dei dati.