Logo stampa
 
 
 

Commenti

Una crisi estensiva, ma benigna

di Tommaso Monacelli, Categoria Moneta e Inflazione, / Internazionali, Data 28.08.2007
Sembrano eccessive le reazioni alla crisi dei mercati finanziari. La crescita dei cosiddetti mutui subprime è un fenomeno fisiologico in mercati finanziari ad alta capacità di diversificazione del rischio. Stati Uniti ed Europa potranno anche registrare un raffreddamento dei tassi di crescita di consumi e produzione nel prossimo futuro, ma la dimensione del fenomeno sarà probabilmente contenuta grazie ai benefici del risk-sharing internazionale. Diversa e più importante è la questione delle ricadute sull'economia reale. Ma se dovessero esserci, la Fed saprà senz'altro anticiparle con un taglio dei tassi di interesse.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • crisi salutare e (soprattutto) prevedibile
    Nome: Alessandro Sciamarelli  Data: 31.08.2007
    concordo con la tesi di fondo. Altrettanto condivisibile, e comune ad altri interventi pubblicati sul vostro sito è, peraltro, l'osservazione di partenza secondo cui ciò cui abbiamo appena assistito ha cause (e responsabilità) abbastanza chiare. Ovvero, il contesto macroeconomico - soprattutto USA - prima e dopo l'11/9 e le policies che sono state intraprese. Il settore immobiliare e residenziale USA era già in forte crescita e già pesava per quasi il 15% del Pil, ma dal 2001 in poi Greenspan e l'amm.ne Bush hanno dato vita al più espansivo policy mix (monetario e fiscale) degli ultimi 50 anni. Adesso i nodi vengono al pettine. Tassi di interesse reali sui gov.bonds negativi, politica "della domanda" (incentivando l'indebitamento delle famiglie e il sostegno ai consumi attraverso il diabolico fenomeno del rifinanziamento dei mutui, garantito dai sempre crescenti prezzi delle case) perseguita oltre ogni limite di prudenza ragionevole hanno inevitabilmente portato dove siamo: e adesso si paga il conto. Credo, però, anch'io sia sensato dire che la crisi non avrà ripercussioni preoccupanti sull'economia reale (che rimane su un sentiero di crescita abbastanza solido, specie nell'Ue), a parte che il "motore" americano della crescita, i consumi, si incepperanno. Ma tutto questo mi sembra, oltre che economicamente razionale, anche "salutare": la lezione è che la crescita economica la si può drogare, ma fino a un certo limite.
  • Crisi benigna
    Nome: Luigi Boglioni  Data: 30.08.2007
    Razionale e, a mio modesto avviso, realistica l'analisi della crisi sub-prime. Ma prima di definirla benigna non si dovrebbe tener conto delle inevitabili ricadute sulla fiducia dei risparmiatori, di fronte ad una crisi estensiva, che ancora una volta porta il rischio finale su chi, del tutto in buona fede e senza alcun avvertimento da parte del sistema,si trova ad aver sottoscritto fondi o obbligazioni colpiti dal fenomeno. Si ripetono i casi Argentina, Parmalat ecc? Proprio ora, se restringiamo lo sgurado al nostro Paese, durante il faticoso avvio della previdenza integrativa. Grazie
  • 18 Settembre 2007
    Nome: Bernardo Aito  Data: 30.08.2007
    Carissimo, ho trovato il suo articolo molto interessante, soprattutto per aver colto il livello (alto) di estensione del rischio sub-prime nel mondo (a questo proposito, Setser nel suo blog sostiene che la Cina detenga molti più titoli "corrotti" di quanto si pensi attualmente). Già prima di leggere il suo articolo non avevo chiaro, probabilmente per colpa mia, come il crollo dei prezzi delle case abbia provocato i default dei clienti subprime. In tutta sincerità la sua lettura non mi ha aiutato a sciogliere i dubbi (ma la questione probabilmente riguarda complessi strumenti di ingegneria finanziaria). Per venire al nocciolo: un interessante articolo di Cheney (Morgan Stanley: http://www.morganstanley.com/views/gef/archive/2007/20070827-Mon.html#anchor5413) suggerisce che lo shock di Agosto 2007 avrà effeti deflazionistici. Inoltre, la caduta dei prezzi delle case probabilmente porterà alla riduzione delle opportunità di credito per i cittadini americani e quindi al crollo della domanda interna. Ergo: sembra prospettarsi uno scenario in cui la riduzione dei tassi è l'unica alternativa. E qui veniamo al punto: ridurre i tassi significherebbe "salvare" (bail out) creditori assetati di guadagni rei di aver intrappolato ignari privati in mutui che questi ultimi non avrebbero mai potuto pagare? Oppure significherebbe semplicemente ridare stimolo all'economia? E come la mettiamo con il moral hazard (che, se non altro, non riduce volatilità nei mercati)? La situazione sembra complessa, anche perchè gli USA dovranno cercare a)di "salvare" i subprime borrowers (come suggerisce Obama su FT), b) per mezzo di una manovra finanziaria (come dice Roubini sul suo blog), e c) cercando di non "togliere troppo" al resto della popolazione (cioè a tutti quei cittadini che non si sono mai sognati di comprare una casa con soldi che non avevano). Quest'ultima perchè altrimenti qualsiasi manovra verrebbe bocciata dal consenso popolare. Cordialmente
  • Ottimo
    Nome: Fabrizio Ghisellini  Data: 30.08.2007
    Finalmente un'analisi razionale e informata, dopo i boatos terroristici di vari giornali.Spero che la Voce mantenga sempre questo taglio, non quello (purtroppo) giornalistico/terroristico di altri articoli sullo stesso tema.