Perché l’Europa cresce meno degli Stati Uniti? Tra le varie cause, una non viene quasi mai citata: la differenza nelle pratiche manageriali. E la stessa letteratura economica non è di grande aiuto. Una ricerca recentemente condotta mostra come le pratiche manageriali abbiano un forte impatto sulla produttività d’impresa. E come mercati concorrenziali e lavori flessibili siano rilevanti per un management efficiente.
La flessibilità è senz'altro uno dei fattori che concorrono ad una migliore dirigenza. Non capisco però una cosa: sarebbe un dinamico mercato del lavoro "dei quadri" che ne aumenterebbe l'efficienza collocando "persone giuste al posto giusto", oppure sarebbe il mercato in senso più generale delle risorse umane che aiuterebbe i dirigenti a scegliere (e scartare) con maggiore libertà le risorse di volta in volta più adatte (o inadatte) al ruolo e alla contingenza? Certamente entrambi. Non credo che il management europeo sconti nella sua mediocre valutazione media solo il fatto di confrontarsi con un mercato del lavoro più tutelato di quello nordamericano (e quindi più rigido, forse per come sono concepite le nostre tutele): la correlazione tra cattive performances manageriali ed ereditarietà delle cariche direttive espresse dalla proprietà ci racconta come sia anche la più generale (e profonda) "questione meritocratica" a penalizzare l'efficienza; al di là delle condizioni al contorno sindacali. Queste sono certamente parte dell'equazione se si stanno valutando i risultati della "pratica manageriale" (concetto utile ma spersonalizzato), ma pesano meno quando ci si concentra su quelli del manager come risorsa umana tout court. D'altra parte il pragmatismo imporrebbe di valutare l'effettiva incisività che il legislatore può avere nel tentativo di regolare questi diversi fattori d'inefficienza. Purtroppo viene spontaneo credere che sia molto più facile erodere (o magari adattare) le tutele del lavoro in generale che non liberare improvvisamente i meccanismi di selezione della dirigenza da pratiche secolari come la raccomandazione (fonte inesauribile di "rigidità"). Questo in quanto la psicologia e la sociologia sono materiali molto più scivolosi da trattare per un decisore di quanto non lo sia il diritto del lavoro. Né l'economia purtroppo ci aiuta ad andare più a fondo in queste problematiche che hanno, in senso lato, forse risvolti più antropologici che statistici.