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Commenti

Il gap manageriale del vecchio continente *

di Nick Bloom, , Raffaella Sadun, e John Van Reenen, Categoria Internazionali, , / Relazioni Industriali, / Concorrenza e Mercati, Data 21.08.2007
Perché l’Europa cresce meno degli Stati Uniti? Tra le varie cause, una non viene quasi mai citata: la differenza nelle pratiche manageriali. E la stessa letteratura economica non è di grande aiuto. Una ricerca recentemente condotta mostra come le pratiche manageriali abbiano un forte impatto sulla produttività d’impresa. E come mercati concorrenziali e lavori flessibili siano rilevanti per un management efficiente.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Efficienza e meritocrazia
    Nome: Tito Nardi  Data: 29.09.2007

    La flessibilità è senz'altro uno dei fattori che concorrono ad una migliore dirigenza. Non capisco però una cosa: sarebbe un dinamico mercato del lavoro "dei quadri" che ne aumenterebbe l'efficienza collocando "persone giuste al posto giusto", oppure sarebbe il mercato in senso più generale delle risorse umane che aiuterebbe i dirigenti a scegliere (e scartare) con maggiore libertà le risorse di volta in volta più adatte (o inadatte) al ruolo e alla contingenza? Certamente entrambi. Non credo che il management europeo sconti nella sua mediocre valutazione media solo il fatto di confrontarsi con un mercato del lavoro più tutelato di quello nordamericano (e quindi più rigido, forse per come sono concepite le nostre tutele): la correlazione tra cattive performances manageriali ed ereditarietà delle cariche direttive espresse dalla proprietà ci racconta come sia anche la più generale (e profonda) "questione meritocratica" a penalizzare l'efficienza; al di là delle condizioni al contorno sindacali. Queste sono certamente parte dell'equazione se si stanno valutando i risultati della "pratica manageriale" (concetto utile ma spersonalizzato), ma pesano meno quando ci si concentra su quelli del manager come risorsa umana tout court. D'altra parte il pragmatismo imporrebbe di valutare l'effettiva incisività che il legislatore può avere nel tentativo di regolare questi diversi fattori d'inefficienza. Purtroppo viene spontaneo credere che sia molto più facile erodere (o magari adattare) le tutele del lavoro in generale che non liberare improvvisamente i meccanismi di selezione della dirigenza da pratiche secolari come la raccomandazione (fonte inesauribile di "rigidità"). Questo in quanto la psicologia e la sociologia sono materiali molto più scivolosi da trattare per un decisore di quanto non lo sia il diritto del lavoro. Né l'economia purtroppo ci aiuta ad andare più a fondo in queste problematiche che hanno, in senso lato, forse risvolti più antropologici che statistici.

  • il mito della produttività USA vs. EU e l'inflazione
    Nome: Filippo Zanella  Data: 12.09.2007
    Il filone della "produttività" mi pare sia in grado di produrre ciclicamente un "botto" di articoli, ricerche, sondaggi etc. con il bollino di "scienza" stampigliato su. Questo avviene con una certa regolarità e questo articolo non fa eccezione. C'è un errore metodologico di fondo: assumere che un evidenza statistica sia anche un evidenza empirica. Non lo è. L'altro "errore" è nascondere dietro un velo di equazioni complicatissime questo fatto. In letteratura è spesso citato il famoso rapporto McKinsey che analizzava la produttività tra il 1995 e 2000. Un vero è proprio "salto" in produttività. Il "castello" della produttività però crolla di fronte alla considerazione di puro buon senso: se produttività vuol dire fare di più a meno, come si spiega il fatto che mentre negli anni '70 uno stipendio era sufficiente per mantenere la famiglia ed uno standard di vita decente, ora due (alla faccia dell'emancipazione femminile), raramente sono sufficienti ad arrivare alla fine del mese? In questa equazione della produttività mi pare manchi un elemento decisivo; l'inflazione.
  • ..e l'organizzazione?
    Nome: guido libertini  Data: 30.08.2007
    l'analisi, per quanto sommaria, coincide con quanto viviamo ogni giorno nelle aziende italiane: il gap piu' che genericamente manageriale e' secondo me organizzativo, un retaggio della nostra cultura storica poco aziendale e poco orientata all'organizzazione (sull'organizzazione degli italiani ci sono anche simpatiche storielle....). Lascerei stare i lamenti ideologici e il liceo classico, e' invece molto vero che sul controllo di gestione e il monitoraggio delle performance stiamo molto indietro.
  • Il dominio della concorrenza
    Nome: Federico  Data: 24.08.2007
    Questo articolo, a mio avviso, e' solo una delle tante dimostrazioni che la concorrenza e' cio' che veramente spinge la crescita economica. Cosi' come un manager sa che se non si ingengna in un mercato concorrenziale rischia di chiudere bottega, allo stesso modo i dipendenti delle imprese sanno che, in un mercato del lavoro flessibile e quindi competitivo, se non si inventano qualcosa di nuovo vengono messi alla porta e sostituiti. Purtroppo queste considerazioni a scuola non le fa nessuno. Io ho fatto il liceo classico e mi sono dovuto studiare ben due libri del vecchio carletto Marx, ma non mi era stato fatto leggere nemmeno un articolo su adam smith. Il nostro deficit culturale dipende anche dalla parzialita' dei programmi e degli insegnanti. Un saluto a tutti...
  • Osservazione
    Nome: Diego F.  Data: 22.08.2007
    Vorrei porre una questione: dal grafico esposto non noto una differenza così sostanziale tra la valutazione del management Usa e quello di Germania, Italia, UK e Francia, mentre una differenza più corposa si nota tra Usa e il duo Cina India che, si sa, mostrano crescite importanti. E' allora davvero significativo valutare il management per analizzare la lentezza europea in confronto agli Usa e ancor più a Cina e India (anche se queste ultime forse non sono proprio raffrontabili con i vecchi, ma resistenti, sistemi occidentali)? Inoltre, nonostante il gap sia sicuramente evidente, sembra sia solo il rilfesso di altri problemi (i.e. flessibilità, istruzione, concorrenza).
  • Differenze significative?
    Nome: Luigi S.  Data: 22.08.2007
    A me sembra un articolo molto ideologico. L'assunto di partenza - non discusso - è la differente performance economica USA vs Europa e si conclude come al solito che ci vuole flessibilità del mercato del lavoro (senza specificare se nel segmento dei soli mega manager o dei dipendendenti). La differente performance economica USA vs Europa può essere spiegata meglio da altri fattori, in primis le bolle dot.com prima e immobiliare poi - ma non solo, vedi per es Irving ( www.taurillon.org/Europa-contro-Stati-Uniti-Qual-e-l-economia-vincente). Poi viene mostrato un grafico dove sarebbe da specificare se le differenze tra USA da un lato e Germania e Svezia dall'altro (che sono paesi europei) sono statisticamente significative. Tenderei ad escluderlo.
  • efficenza aziendale e controllo di gestione.
    Nome: Carlo Catalano  Data: 22.08.2007
    In italia il capitalismo familiare e la dimensione medio-piccola delle imprese e sono molto diffusi, a ciò si accompagna, nella gran parte dei casi, la pressocchè totale assenza di sistemi di controllo di gestione deputati a misurare le performance ed a porre in essere i correttivi in tempi rapidi. Budget, reporting, analisi degli scostamenti ed azioni correttive sono trascurati dalle PMI e spesso sono visti soltanto come fonte di costi piuttosto che motore della crescita, l'unica verifica si fa spesso in sede di bilancio consuntivo. Molte aziende multiprodotto non conoscono la redditività del singolo prodotto o della singola unità locale, per non parlare della redditività di ciascuna fase del processo produttivo, di conseguente analisi make or buy o di redditività per area geografica e canale di distribuzione. Come si può accrescere l'efficenza aziendale se nemmeno la si misura? Il Governo non dovrebbe incentivare gli investimenti in IT mirati a tal fine? Grazie
  • Viva l'Italia
    Nome: Vinciguerra Simone  Data: 22.08.2007
    E' evidente che ci sia questo gap manageriale tra Europa e Usa. La letteratura Manageriale è solo USA. Ma come si spiega che il sistema delle piccole aziende lombarde viene analizzato dalle Università Manageriali in Cina, mentre in Italia non ci sia uno studio o analisi dei modelli imprenditoriali italiani. Signori dobbiamo apprezzare quanto abbiamo in casa perchè tutti non vedono l'ora di portarci via qualcosa. A presto Simone