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Commenti

La lunga marcia del federalismo fiscale: il nuovo disegno di legge

di Umberto Galmarini, e Gilberto Turati, Categoria , Istituzioni e Federalismo, Data 21.08.2007
Dopo anni si ricomincia a parlare di federalismo fiscale. Si riuscirà anche a legiferare? Il nuovo impianto legislativo si propone un intervento organico per tutti i livelli di governo locale. Rimane alto il rischio di litigiosità tra Stato ed enti di governo locale soprattutto per la gestione del passaggio dal riparto basato sulla spesa storica al nuovo regime, basato sul criterio del fabbisogno. Forse si dovrebbero aumentare i finanziamenti ai soli enti “virtuosi” e mantenere invariato il finanziamento di spesa storica per gli enti meno virtuosi.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • costi standard come criticità
    Nome: Claudio Paolini  Data: 29.08.2007
    Credo che esista all'interno della riforma una criticità per ora elusa da molti commentatori. Mi riferisco alla previsione dei costi standard come strumento di misurazione, anche in termini di perequazione, per la copertura integrale del fabbisogno relativo ai servizi per cui sono previsti dei livelli essenziali di erogazione. Il problema, a mio avviso, sta nella fissazione di tali costi. Come si stabilirà il costo di riferimento ad esempio per una generica prestazione sanitaria? Quali parametri correttivi si applicheranno per stabilire che nella zona x la prestazione dovrà costare A mentre nella zona y dovrà costare B? forse la popolazione totale o la densità di popolazione....magari l'incidenza di persone anziane o giovani....oppure lo stock di infrastrutture esistenti al tempo t su quel territorio, o le caratteristiche morfologiche del territorio ecc. E' inutile dire che ogni realtà spingerà per dare un peso maggiore alle proprie peculiarità e mi chiedo se si riuscirà ad uscirne in modo equilibrato. Credo che si sarà un bel lavoro per economisti, demografi, sociologi e via dicendo.....l'unica speranza è che prevalga la responsabilità.
  • Buon viso e cattivo gioco
    Nome: Renato Foresto  Data: 27.08.2007
    Non conosco il Ddl sul Federalismo fiscale ma dal commento dei prof. Galmerini e Turati che leggiamo sulla Voce par di capire che il nodo da sciogliere sta nella parola Coordinamento del quale lo Stato vuole mantenere l' esclusiva al fine di preservare la solidarieta' e la coesione nazionali. Sacrosanti valori ma del tutto dimenticati dalla pratica sin qui seguita dove lo Stato con la sua contribuzione tende piu' a dividere che a unire. Cosi' e' nella Sanita' dove lo Stato ha l' esclusiva al cento per cento ( le regioni meridionali sono variamente penalizzate ma e' giungla ovunque ), ma e' peggiore nell' ambito dei Comuni dove la dicrezionalita' del ministro distributore delle Spettanze supera la sfacciataggine che pero' funziona in cambio di una sorta di immunita'. Bastano pochi minuti al lettore che volesse accertarsi della discrezionalita' del ministro nei riguardi del suo Comune per metter giu' la sequenza delle Spettanze assegnate a partire dal '96 a tuttoggi 2007 che trovera' sul sito finanzalocale.interno.it, e capira' perche' al suo sindaco convenga far buon viso a cattivo gioco.
  • Autonomia fiscale e competizione tra regioni
    Nome: Giacomo Dorigo  Data: 25.08.2007
    Ma non sarebbe invece meglio interrompere l'erogazione di denaro dal governo centrale e lasciare libere le regioni di tassare, ovvero di finanziarsi solo con risorse proprie? Spostarsi da uno Stato all'altro è difficile, ma spostarsi da una regione all'altra no, quindi i cittadini e le imprese sarebbero spinti a trasferirsi nelle regioni con il miglior rapporto tassazione/servizi introducendo così un elemento di competizione che spingerebbe gli amministratori a comportamenti più virtuosi. L'unico modo per l'amministratore incapace o in malafede di perpetuare l'inefficienza a quel punto sarebbe l'incremento del debito regionale, per evitare ciò servirebbe un'unica regola simile al patto di stabilità europeo.
  • Non è questo il federalismo fiscale
    Nome: angelo baldan  Data: 22.08.2007
    Il DDL del Governo sul federalismo fiscale non è ancora, a mio avviso, il federalismo fiscale dell'art. 119 della Costituzione che prevede che i Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni dispongano di "compartecipazioni al gettito di tributi erariali riferibile al loro territorio". In realtà ci troviamo di fronte ad un altro sistema centralizzato di ripartizione delle risorse dal centro alla periferia, in nome della perequazione che invece dovrebbe avvenire in senso inverso e cioè la periferia più ricca, una volta trattenuta la quota di sua spettanza, dovrebbe alimentare un fondo perequativo centrale a favore della periferia meno ricca, al fine di garantire a tutti i cittadini almeno le prestazioni standard.