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Se i bilanci regionali non sono sani

di Gilberto Turati, Categoria Sanità, Data 06.08.2007
Un rapporto di Moody's analizza le nuove regole introdotte nell'ambito delle gestioni sanitarie regionali C'è da chiarire un equivoco di fondo: il ruolo dello stato. Che non deve intervenire sempre e comunque, ma solo in casi eccezionali per evitare crisi sistemiche. Devono essere le regioni a onorare i propri impegni finanziari. Eliminando sprechi e inefficienze e cercando di ridurre, più che i costi totali, i costi medi di produzione e di fornitura del servizio.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Sanità dei bilanci regionali
    Nome: Mussari Ferdinado  Data: 17.10.2007

    I diversi sistemi sanitari regionali presenti in italia, l'articolo di Turati che mette in luce l'aspetto dell'OFFERTA sanitaria che induce la domanda, pone questioni più profonde che dovranno essere dibattute. ne vorrei porre sul piatto due: quale è il ruolo del privato nella organizzazione ed erogazione del servizio? quindi quale modello regionale risulta essere più vicino ai canoni di efficacia ed efficienza e concorrenza?

  • sanità...poco sana
    Nome: Matteo Barbero  Data: 22.08.2007
    L'intervento statale a sostegno delle Regioni con i conti sanitari in disavanzo presenta numerosi profili di irrazionalità (Turati docet) e, cosa più grave che vorrei qui evidenziare, di flagrante incostituzionalità, questi ultimi messi puntualmente in evidenza dalla Regione Lombardia, che ha giustamente fatto ricorso alla Consulta. Senza scomodare i grandi principi (eguaglianza, buon andamento della PA ecc., autonomia finanziaria regionale, che dovrebbe voler dire anche piena responsabilità, ecc. ecc.), basti pensare alla palese violazione dell'art. 119, comma 6, Cost., ai sensi del quale lo Stato non dovrebbe poter garantire i prestiti contratti dalle Regioni, cosa che invece ha fatto puntualmente. In attesa del federalismo fiscale (un vero Godot del nostro assetto istituzionale), quindi, la parola passa nuovamente alla Corte Costituzionale.