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Commenti

Una defiscalizzazione costosa e aleatoria*

di Olivier Blanchard, , Pierre Cahuc, e André Zylberberg, Categoria Fisco, / Lavoro, Data 30.07.2007
La Francia non utilizza efficacemente le sue risorse di mano d’opera. La scelta delle 35 ore di lavoro settimanale ha arrecato danni al paese, strangolando le attività. Ma la legge appena varata sulla soppressione degli oneri fiscali e dell’imposta sul reddito delle ore straordinarie non è una soluzione efficace: giocherà a sfavore delle nuove assunzioni; e rischia di costare più del previsto perché molte aziende dichiareranno ore straordinarie fittizie per beneficiare dell’assenza di prelievi. Una scelta del genere dovrebbe prima essere sperimentata su alcuni settori.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • mezze misure
    Nome: ANTONIO PIACENTINI  Data: 17.08.2007
    La decontribuzione italiana, che parte dalla 40^ ora e non dalla 35^,rappresenta una sforbiciata ai contribuiti addizionali delle imprese. Niente di più. Invece una misura più drastica (defiscalizzazione per intendersi) romperebbe questa stagnazione dei salari e dove si lavora di più si inizia a guadagnare di più. Non ovunque, il pubblico impiego ad esempio lo escluderei perchè la contrattazione è impegnata su altri fronti: i premi. Quest'ultimi sono infatti gli altri grandi assenti dell'impresa ed anche qui l'incoraggiamento italiano è poca cosa. Una mezza misura, appunto. Ringrazio
  • Straordinario in Nero
    Nome: SILVANO  Data: 14.08.2007
    Riforma che in Italia non avrebbe grande seguito, lo sgravio contributivo la stragrande maggioranza delle aziende lo ha già oggi. Infatti gran parte dello straordinario delle piccole e medie aziende viene erogato in "nero". Un provvedimento in tal senso sarebbe utile se accompagnato da verifiche ispettive "serie" e continue al fine di scoraggiare abusi.
  • Il parallelo tra Francia e Italia non è onesto
    Nome: Francesco A  Data: 03.08.2007
    Nel sommario dell'articolo scrivete: Conviene ridurre le tasse sul lavoro straordinario, come ha fatto Sarkozy in Francia e come propone il protocollo d'intesa firmato il 23 luglio scorso in Italia? La proposta Sarkozy in Francia prevede la decontribuzione e defiscalizzazione totale del costo degli straordinari. Il protocollo welfare propone semplicemente che dal punto di vista dei contributi, gli stipendi per straordinari siano considerati alla stregua degli stipendi per le ore normali (come lo sono già per molte professioni e molti settori). Quello che è abolito è una sovraccontribuzione! Il costo delle due misure è senza paragoni possibili. La riformetta italiana costa molto poco già "al lordo"; al netto, se la maggiore trasparenza e neutralità del fisco risulta in minori incentivi a pagare straordinari fuori busta paga e se una parte dei risparmi sono riversati sotto forma di stipendio, rischia di costare pochissimo. La riforma di Sarkozy, come scrivono Blanchard, Cahuc e Zulberberg (che tra l'altro, pochi mesi fa si astenevano dal criticare la misura-faro del programma di Sarkozy apertamente e invitavano, almeno in parte, a votare per lui), rischia di costare moltissimo. Già si potrebbe obiettare che le stesse cause in economia raramente producono gli stessi effetti. Ma qui, mettere sullo stesso piano Francia e Italia è chiaramente disonesto!
  • olistici
    Nome: marella monaro  Data: 02.08.2007
    E il 30% dei lavoratori che invece preferiscono lavorare meno? Per “flessibilità” non era da intendersi la possibilità di una variabile di spostarsi in qualunque direzione? Perché infine si parla solo di aumento delle ore di lavoro? La strategia vincente della riforma Thatcher del mercato del lavoro è stata una politica fiscale che, entro certe fasce, rende invariante per l’impresa il costo unitario del lavoro al variare delle ore lavorate. La conseguenza è una grande varietà di tipologie di accordi contrattuali (“flessibilità”, appunto) capaci di rispondere alle più svariate esigenze della domanda e dell’offerta. Il che significa domanda di lavoro sostenuta e un elevato numero di posti di lavoro offerti. In Italia, invece, sembra che per “flessibilità” debba intendersi solo “possibilità di aumento” delle ore lavorate (un po’ come per il prezzo della benzina…). Con il risultato che il mercato del lavoro (almeno quello ufficiale) è stagnante, il numero di posti di lavoro non aumenta e chi lavora può solo scegliere fra lavorare di più e lavorare di più. A parità di stipendio, nella maggior parte dei casi. Con un impatto sul benessere sociale, tutto da valutare.
  • straordinari
    Nome: Davide Balzani  Data: 01.08.2007
    Decontribuire gli straordinari in Italia penso che non sia un operazione molto efficace. In moltissimi settori del mondo del lavoro, eccetto probabilmente le imprese grandi e medio/grandi, lo straordinario è già di fatto decontribuito e detassato. Infatti la gran parte delle prestazioni straordinarie viene retribuita in nero essendoci una evidente convergenza di interessi fra il datore di lavoro e il lavoratore. Il primo riduce comunque i costi (procurarsi del denaro"nero" non è molto difficile) evitando il verasmanto dei contributi, i secondi percepiscono una retribuzione oraria sicuramente superiore e in più possono usufruire di benefici collegati a livelli di redditi inferiori come assegni familiari più alti, accesso a servizi pubblici colegati ai redditi della famiglia ecc.
  • Produttività e tecnologia
    Nome: Diego d'Andria  Data: 01.08.2007
    Vorrei puntualizzare che l'assunto esposto all'inizio dell'articolo, secondo il quale "i Francesi guadagnano il 30% per cento in meno degli Americani, perchè lavorano il 30% in meno", non mi pare del tutto condivisibile. Prima di tutto, deriva da una visione ottocentesca del lavoro. L'introduzione dell'automazione industriale, dell'informatica e di strutture aziendali più agili, consente politiche di labor saving che non alterano i livelli di produzione. Percio', meno lavoratori e meno ore lavorate non significano, necessariamente, minor prodotto. A supporto di ciò, i risultati di uno studio (R. H. McGuckin e B. van Ark, Performance 2002: Productivity, Employment and Income in the World Economics, The Conference Board, marzo 2003), secondo cui la Francia delle 35 ore godrebbe di una produttività per addetto del 7% superiore a quella degli USA. Forse, tale maggior produttività è dovuta anche al fatto che i francesi sono "più felici", come indicherebbe il sondaggio CSA, e dunque lavorano meglio e con maggior attenzione. In quest'ottica, condivido l'opinione degli autori dell'articolo sulla scelta del governo Sarkozy. Incentivare il lavoro straordinario è un ritorno al passato. La sfida odierna sta nel riuscire a reditribuire non il lavoro, ma la ricchezza prodotta dall'industria automatizzata. Diego d'Andria uovooggi.blogspot.com
  • Cuneo fiscale
    Nome: hominibus  Data: 01.08.2007
    Perché vi ponete il dubbio sulla utilità di esentare lo straordinario e non quello della stupidità di un tale onere sul lavoro, che certamente non favorisce la competitività delle aziende, pesa sui prezzi al consumo per lo stesso lavoratore e non rispetta, almeno per l'Italia, il riferimento alla capacità contributiva complessiva?